I BOIA e Altre Atrocità, Parte XX

Il 31 marzo 1856, il boia fu incaricato di uccidere William Bousfield, ma era assai innervosito dall’aver ricevuto la minaccia di essere ucciso sul patibolo da una pallottola.

Dopo aver rilasciato la serratura di fissaggio della botola su cui il condannato era in piedi, Calcraft corse via precipitosamente, lasciando Bousfield appeso; pochi istanti dopo, l’appeso sollevò una delle sue gambe per appoggiarsi alla piattaforma; l’assistente di Calcraft cercò di spingere la vittima fuori, ma quella più volte riuscì a sostenersi. Fu il cappellano officiante a costringere Calcraft a vincere la paura e a tornare verso il patibolo, dove si avvinghiò alle gambe del reo e con la forza del suo peso finalmente riuscì a strangolarlo. I suoi ripetuti disastri divennero oggetto di una ballata popolare.

Il terrore di essere accoppato da un meritatissimo (se vige la pena di morte dovrebbe essere prevista pure per l’imbecillità) colpo di pistola mentre eseguiva il suo spettacolo non lo abbandonò neppure all’esecuzione dei Fenians. Il 22 novembre 1867 officiò la pubblica esecuzione di William Philip Allen, Michael Larkin, e Michael O’Brien, che divennero noti come “i martiri di Manchester”.

I tre Fenians furono ritenuti colpevoli dell’omicidio di un agente di polizia, e furono impiccati insieme. L’omicidio però fu del tutto casuale e la condanna a morte motivata da una legge, poi cambiata, basata su una sorta di “in re illicita versari”, un concetto giuridico ormai superato per il quale, qualunque evento dannoso si produca mentre stai realizzando un’azione illecita ti sarà imputato come volontario, perché conseguenza della prima volontaria decisione di intraprendere quella tale attività illecita, che poi innesca la causazione di tutti gli altri eventi contenuti nel suo svolgimento. Agisci a tuo rischio e pericolo! Il che comporta che seppure un fulmine colpisse il soggetto che stai rapinando, sarai imputato di omicidio.

Ciò è palesemente contrario al principio di responsabilità personale, perché un soggetto potrebbe divenire un omicida suo malgrado e senza averlo nemmeno pensato o aver mostrato la minima adesione psicologica all’evento morte. Nel caso specifico si dette la sventurata circostanza per la quale il poliziotto all’interno del vagone che trasportava i prigionieri da liberare guardò dal buco della serratura proprio quando uno dei trenta (sì, molti) assalitori si era deciso a farla saltare con un colpo di pistola. La pallottola attraversò detta serratura, occhio e cervello del poveraccio che morì sul colpo. 

La maggior parte delle testimonianze a noi pervenute sostenne che Allen morì quasi istantaneamente per rottura netta del collo, così come sarebbe dovuto succedere sempre, ma Larkin e O’Brien non furono così fortunati. Un prete cattolico, padre Gadd, riferì delle corde tese sotto il loro peso, la respirazione e gli spasmi, gli inquietanti movimenti. Il boia aveva pasticciato ancora!

Calcraft scese nella fossa per finirli. Uccise Larkin coi suoi modi da energumeno, ma padre Gadd si rifiutò di permettere che Calcraft spedisse O’Brien al creatore allo stesso barbaro modo, e così, per tre quarti d’ora, il buon prete si inginocchiò, tenendo le mani dell’uomo morente tra le sue, e recitando le preghiere per i moribondi. Infine l’agonia terminò!

In certe situazioni non si sa che pesci prendere e quale situazione sia da preferirsi. Personalmente avrei lasciato fare al maldestro boia, risparmiandomi per lo meno le giaculatorie.

L’ultima esecuzione pubblica in Gran Bretagna si diede il 26 maggio 1868 quando egli impiccò un altro membro dei Fenian, Michael Barrett davanti alla prigione di Newgate per la sua parte in quello che fu poi chiamato il “Clerkenwell Outrage”. Quello della “Fratellanza Feniana” era un movimento irredentista antibritannico irlandese e repubblicano. Il nome viene dall’antico irlandese “fianna” termine con cui si designavano i giovani guerrieri appartati dalla società.

L’attentato di Clerkenwell fu definito dai britannici come il più infame atto perpetrato da questa associazione. Si trattò di una esplosione che in teoria avrebbe dovuto solo fungere come parte di un piano di evasione dalla prigione di Manchester, ma la sua potenza fu di gran lunga mal considerata. Invece di aprire un varco su un muro, essa lo fece crollare completamente uccidendo una dozzina di persone e ferendone in diverso modo almeno una cinquantina.

Barrett si mostrò davvero pentito per l’accaduto, fece un discorso commovente, e in molti ne perorarono la causa, non voleva davvero ammazzare nessuno, amava solo il suo Paese e lottava per esso; ciononostante non ottenne clemenza. Grave crimine essere ostile ai britannici, non fosse altro. Inoltre l’episodio ebbe una forte ripercussione mediatica e sugli umori della classe lavoratrice londinese, che da lì in poi, osservò anche Carl Marx, non ebbe più la stessa simpatia per l’Irlanda, le sue cause e la sua gente.  

Calcraft come detto effettuò anche la prima esecuzione privata in Gran Bretagna sotto la nuova legge. Il cambio, attestano i giornali dell’epoca, non provocò disordini. Il diciottenne Thomas Wells era stato condannato per l’omicidio del suo superiore Edward Walshe: pare che il suo comportamento generale e la qualità del suo lavoro non fossero impeccabili o soddisfacenti, e il superiore dopo averlo rimproverato a dovere gli concesse una decina di minuti per riflettere se formulare le proprie scuse o essere licenziato. Per tutta risposta l’impiegato si recò a prendere la sua pistola e gli sparò in testa.

Al processo si mostrò davvero pentito e la difesa addusse a scusante dell’assistito che un incidente sul lavoro, un treno che lo aveva investito, aveva gravemente cambiato il suo carattere. Ma la giuria stese un verdetto di colpevolezza e condanna all’impiccagione in soli cinque minuti.

In passato pare che il soggetto, animato da un interno sadismo, avesse provocato delle bruciature al fratello minore; aveva problemi a tenere a bada la rabbia. Ad ogni modo l’impiccagione fu come al solito sbagliata. Il metodo del “new drop” non funzionò, il condannato fu visto dibattersi contro lo strangolamento per minuti, riporta la stampa autorizzata a partecipare. Wells, indossava la sua uniforme di facchino di ferrovia.

Nonostante fosse assai incompetente e cretino, quando Calcraft dovette recarsi a Dundee per effettuare un’esecuzione, riportò il quotidiano The Times che: “se il visitatore fosse stato un personaggio reale, o uno statista eminente, difficilmente avrebbe potuto essere trattato con maggiore considerazione”. Calcraft si presentò con un solo bagaglio a mano, una borsa di tappeto contenente “una corda nuova, un berretto bianco, e alcune cinghie per legature”.

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