I BOIA e Altre Atrocità, Parte XXIII

Il metodo di Marwood, il “long drop” garantiva che il collo dei prigionieri si spezzasse immediatamente alla fine della caduta, il che permetteva che il reo morisse per asfissia mentre era già incosciente. In altri contesti si cercò di ottenere la stessa cosa, per esempio con un primo fortissimo shock di corrente, per le esecuzioni su sedia elettrica, il quale era teso a far sopraggiungere la morte quando la vittima era già in stato di incoscienza.

Nei suoi nove anni come boia, Marwood impiccò 176 persone, tra cui il suddetto Horry, Henry Wainwright, un fabbricante di spazzole che uccise la sua amante Harriet Lane nel settembre 1874 e seppellì il suo corpo in un magazzino di sua proprietà. Il tapino, quando fu dichiarato fallito l’anno successivo, dissotterrò il corpo e fu arrestato mentre tentava di riseppellirlo altrove.

Si occupò anche di Charles Peace, forse una sorta di archetipo del ladro e assassino vittoriano, il cui nome colpì all’epoca col terrore i cuori di tutti; pluriomicida, ossessionato dall’amore per una donna, che privò del marito, aveva iniziato la carriera criminale dopo essere rimasto mutilato in un incidente sul lavoro, in fabbbrica a cui si era dedicato da giovane. Fu impiccato a Armley Jail, Leeds, Yorkshire, nel 1879. Marwood apparentemente aveva precedentemente incontrato Charles Peace in un viaggio in treno pochi anni prima dell’esecuzione.

Prima del suo ultimo salto, Peace chiese a Marwood quali fossero le sue esperienze e quello lo rassicurò che sarebbe morto velocemente e in modo indolore con il suo nuovo metodo, e così fu! Prima di morire si dice che replicasse al sacerdote che leggeva le solite litanie: “Signore, se avessi creduto in quello che voi e la chiesa dite di credere, anche se l’Inghilterra fosse coperta di vetri rotti da costa a costa, vorrei camminare su di essi, se necessario, su mani e ginocchia e penserei che varrebbe la pena di viverci, per salvare una sola anima da un inferno eterno come quello!”

La sua statua di cera è esposta col suo competente boia al museo di Madame Tussauds, e su lui si fecero anche dei film, lo stesso avvenne su Kate Webster, la serva irlandese che uccise Julia Martha Thomas, un caso famosissimo.

Ma ci furono altri condannati illustri e tutt’oggi conosciuti da chi si occupa di criminologia e crimine.

Charles Surety, muratore ventinovenne, fu condannato a morte per l’omicidio di una bambina di due anni, la figlia della sua fidanzata di trentadue. Surety aveva brutalmente maltrattato la povera creatura: in un’occasione la sbatté contro una porta; pare che avesse persino pianificato di farla morire di fame. La vera causa della morte fu probabilmente un pestaggio a pugni.

La sua esecuzione fu connotata da una strana controversia quando, dopo che William Marwood completò i preparativi e al condannato non rimanevano che pochi di minuti di vita, arrivò una lettera espresso chiedendo di rinviare il tutto. Il governatore, dopo una consultazione con gli altri funzionari, statuì che la lettera era un falso e che l’esecuzione dovesse andare avanti come previsto.

Successivamente si scoprì che la missiva era stata scritta, senza alcuna ragione apparente, da un medico londinese, il quale ricevette una pena detentiva e una pesante multa per aver tentato di ostacolare il corso della giustizia.

Percy Lefroy Mapleton, detto “l’assassino della ferrovia”, ventiduenne giornalista britannico, uccise Isaac Frederick Gold su un treno tra Londra e Brighton per il suo orologio d’oro e alcune monete; Mapleton fu arrestato quasi subito, ma all’inizio, benché sporco di sangue e in stato di agitazione, si credé che avesse tentato il suicidio, il che era illecito, era una contravvenzione, al tempo in Gran Bretagna e lo mandarono all’ospedale psichiatrico.

Fuggì e fu ripreso, e tal frangente viene ricordato perché, per arrestarlo nuovamente, primo caso nella storia della medicina legale e della criminologia, si compose la sua immagine disegnata dalla polizia, poi affissa pubblicamente affinché chi lo riconoscesse desse informazioni, con su scritto il prezzo della ricompensa: 200 sterline.

Di lì in poi i così detti “wanted posters” furono usati in innumerevoli occasioni, divenendo celebri specie a causa dei film western. Al processo i molti testimoni lo inchiodarono concordando sulla sua identità, compreso l’attento bigliettaio: Mr. Holmes!

Il giudice Sir Coleridge, nel pronunciare la sentenza, osservò severo: “siete stato condannato con le prove più schiacciati per un omicidio dei più feroci, un omicidio perpetrato su un innocuo anziano, che non vi aveva fatto nulla di male. E forse vi era ignoto! Siete stato giustamente condannato, ed è giusto e proprio che veniate ucciso!” Mapleton ebbe l’animo di replicare: “verrà il giorno in cui sarete voi a sapere di avermi assassinato”. Anche lui ha una statua di cera all’esposizione “Chamber of Horrors” di Madame Tussauds.

Il dottor George Henry Lamson, americano, avvelenò, a Wimbledon, Percy Johns, il cognato emiplegico, offrendogli, assieme a una bella fetta della famosa torta Dundee, il rinomato dolce scozzese, una pasticca che analizzata si appurò contenere aconitina. Lo fece per permettere alla moglie di ereditare i suoi soldi.

Lamson al ritorno dalla Francia, era certo di aver coperto le sue tracce, fu invece processato e condannato, quindi impiccato nella prigione di Wandsworth il 28 aprile 1882. Il fatto è che il dottore aveva appreso dal Professor Robert Christison, all’università, che l’aconitina non era rilevabile alle analisi, ma da allora la scienza aveva fatto i suoi bei passi avanti. 

Dall’America fu chiesta una sospensione dell’esecuzione di Lamson, la sua famiglia e gli amici negli Stati Uniti abbisognavano di tempo per inviare e produrre la prova di follia che correva nella famiglia del medico, e in lui stesso. La prova fu poi inviata, ma non fu sufficiente a ridurre la pena.

E infine Joe Brady e altri quattro membri della banda nazionale irlandese degli “Invincibili” che uccisero Lord Frederick Cavendish, il segretario capo per l’Irlanda, e Thomas Henry Burke, il Sottosegretario permanente per l’Irlanda, con coltelli chirurgici al Phoenix Park di Dublino; furono impiccati a Kilmainham Jail a Dublino nel 1883. Gli Irish National Invincibiles erano un gruppo radicale repubblicano scissosi dalla Irish Republican Brotherhood attivo per soli due anni, cercarono di assassinare William Edward Forster industriale, filantropo e uomo di stato del partito liberale, il quale si salvò da vari attentati sempre per favorevoli casualità, fino a che egli si dimise e finirono invece per assassinare il suo successore.

Basta! Sarebbe bello vederli tutti, ma non possiamo!

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