I BOIA e Altre Atrocità, Parte XXIX

Della famiglia Pierrepoint  si è già parlato. Henry Albert Pierrepoint di Normanton on Soar, nel Nottinghamshire, quando la famiglia si trasferì a Clayton, nei pressi di Bradford, iniziò a lavorare in un lanificio; il che non lo rendeva affatto felice, così il padre gli fece fare apprendistato da un grande macellaio di Bradford. Tre anni dopo si trasferì a Manchester, dove sua sorella Maria era uno dei manager di una società di ebanisteria.

Non molto tempo dopo incontrò una ragazza del posto, Mary Buxton, e verso la fine del 1898 si sposarono. Nel 1901, Henry fu nominato carnefice dopo aver ripetutamente scritto al Ministero degli Interni offrendo i suoi servizi. Partecipò alla sua prima impiccagione il 19 novembre, come assistente di James Billington. Nel corso degli anni seguenti, lavorò soprattutto come assistente di William e John Billington, prima di diventare il boia principale di Gran Bretagna nel 1905, infine nel 1906 svolse lui tutte le otto impiccagioni nel paese in autonomia.

Convinse suo fratello maggiore Thomas a entrare nel “business di famiglia” e lo stesso fece con suo figlio Albert. In nove anni effettuò 105 esecuzioni. La sua carriera terminò quando il giorno prima di una esecuzione alla prigione di Chelmsford  arrivò considerevolmente ubriaco, e per di più scatenò una rissa contro il suo stesso assistente John Ellis, il quale riferì l’accaduto al Ministero che, dopo aver ricevuto puntuale conferma dei fatti dai guardiani del carcere, rimosse Henry dalla lista dei carnefici approvati.

Henry non fu mai ufficialmente “licenziato”, ma solo rimosso dalla lista e invitato a smettere di partecipare alle esecuzioni.

Thomas William Pierrepoint effettuò 294 impiccagioni nella sua carriera, anche se la cifra precisa non è mai stata verificata, e alcune di diedero in Irlanda. Tra i criminali che giustiziò si annoverano il famigerato avvelenatore Frederick Seddon nel 1912, dove aveva aiutato Ellis.

Come s’era accennato, prima che gli americani “facessero da soli”, durante la Seconda Guerra Mondiale, fu nominato dagli Stati Uniti come boia militare e fu responsabile di 13 su 16 impiccagioni di soldati americani nel carcere militare Shepton Mallet nel Somerset. In questa veste, Pierrepoint effettuò esecuzioni non solo per omicidio, ma anche per stupro, che, all’epoca, era un crimine capitale di diritto militare USA, ma non nel diritto britannico; sono sempre avanti gli inglesi! Nella maggior parte di questi casi è stato aiutato dal nipote Albert, che a sua volta fu a capo delle restanti tre esecuzioni.

Nel 1940, la sua idoneità fisica per il lavoro fu messa in discussione da un ufficiale medico che lo definì “insicuro” e che dubitava “che la sua vista fosse buona”. La Commissione Carceraria chiese discretamente relazioni sulle sue prestazioni durante le esecuzioni, ma evidentemente non trovò motivo di intervenire, anche se un rapporto affermò che Thomas Pierrepoint “puzzava fortemente di alcool” in due occasioni. Questo, tuttavia, sembra scontrarsi con le istruzioni dello stesso carnefice al suo aiutante e nipote Albert di non bere sul posto di lavoro e non accettare mai i drink abitualmente offerti a tutti i testimoni nelle esecuzioni della Repubblica d’Irlanda.

Thomas non andò mai ufficialmente in pensione, anche il suo nome fu solo rimosso dalla lista dei carnefici e non fu più chiamato ad effettuare esecuzioni. Morì ad 84 anni.

L’assistente di Thomas Pierrepoint, Robert Orridge Baxter effettuò nella sua carriera 44 impiccagioni e assistette in altre 53. Nel suo primo lavoro come capo carnefice impiccò il francese Jean-Pierre Vaquier, inventore di una innovativa macchina per salsicce e omicida di origini francesi, che aveva avvelenato con la stricnina il marito della sua datrice di lavoro. E solo il suo “maestro” fu più attivo di lui. Responsabile di quasi ogni esecuzione effettuata a Londra, svolse 24 impiccagioni consecutive al carcere di Pentonville diventando presto rivale di Pierrepoint, tanto che entrambi iniziarono a scrivere agli ufficiali per richiedere lavori specifici, il che non era consentito! Comportamento per il quale furono anche richiamati.

Baxter va considerato un buon carnefice. Fu descritto come un “uomo molto tranquillo ed efficiente che porta a termine il suo lavoro in modo rapido e silenzioso”. Tuttavia, aveva anche lui qualche difetto. L’11 dicembre 1928, all’esecuzione dell’assassino Trevor Edwards alla prigione di Swansea, lavorando al suo consueto ritmo, Baxter non si accorse che il suo nuovo assistente, Alfred Allen, non si era ancora allontanato dalla botola dopo aver assicurato le gambe del condannato. Quando Baxter tirò la leva, Allen cadde nella botola insieme a Edwards. Il capo incolpò Allen per l’incidente, ma nel corso dell’inchiesta che seguì, emerse che Baxter era completamente cieco dal suo occhio sinistro. Ma fu comunque assolto da ogni colpa, e continuò il suo lavoro.

I riflessi di Baxter divennero sempre più lenti dalla metà degli anni ‘30. Svolse la sua ultima impiccagione nel ‘35 prima di essere rimosso dalla lista ufficiale e morì nel 1961, all’età di 83 anni.

Il suo assistente Alfred Allen presiedette nella sua carriera solo tre impiccagioni come giustiziere capo e assistette in 14. Di lui Baxter disse che era “una persona sgradevole con cui condividere una zona notte”.

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