I BOIA e Altre Atrocità, Parte XXV

Il metodo successivo e più moderno della caduta lunga è da preferirsi, ma gli incidenti capitano anche con quel procedimento, per esempio durante l’esecuzione di Robert Goodale il 30 Novembre 1885 a Norwich, al prigioniero fu data troppa caduta tanto che la corda lo decapitò.

La cosa quasi si ripeté con il reo John Conway, vigile del fuoco irlandese sessantaduenne, che rischiò la decapitazione, dato che stando al racconto del boia, il medico della prigione a Kirkdale interferì dando il suo giudizio rispetto alla lunghezza appropriata della caduta. Berry cercò un compromesso, ma l’esecuzione fu comunque mal riuscita. Il reo era stato giustiziato per l’omicidio di Nicholas Martin un bimbo di nove anni, il cui corpo mutilato fu trovato galleggiante all’interno di un sacco da marinaio a Liverpool. La borsa conteneva anche un coltello e una sega, armi del delitto. Conway confessò l’omicidio, ma negò che il movente fosse sessuale, anche se non fu creduto.

Nel marzo del 1892 il boia scrisse la sua lettera di dimissioni, probabilmente senza sapere che nel mese di ottobre dell’anno precedente il Ministero dell’Interno aveva già deciso che il suo impiego come carnefice non dovesse più essere raccomandato.

Il fenomeno della decapitazione da impiccagione non sarà frequente, specie è impossibile se uno si adatta alle tabelle del peso e la lunghezza della corda che si elaborarono in età moderna, e calcola scientificamente l’energia della caduta, il che non abbisogna neppure di un laureato, ma si è ripetuto pure nel civilissimo ventunesimo secolo, ad esempio con Barzan Ibrahim al-Tikriti, fratellastro di Saddam Hussein, leader del Mukhabarat.

Ma forse gli eccessi, in certe situazioni e contesti culturali, sono ancora una parte importante, come dimostra la recentissima recrudescenza di decapitazioni pubbliche e diffuse in rete dei fanatici musulmani, che si sono prodotti persino in roghi, e in annegamenti documentati dall’incomprensibile uso di telecamere elaborate nel vituperato “occidente” corrotto e consumista, che dicono di odiare. Altra e questa volta non innocua, ma atroce, mostra di ipocrisia.

E come suggerisce pure l’aneddoto del boia Muhammad Saad al-Beshi che fu vanaglorioso carnefice per il governo dell’Arabia Saudita dal 1998, descritto come “leader boia saudita” e che affermò con orgoglio di aver giustiziato dieci persone in un solo giorno. La cosa curiosa di questo tizio è che Al-Beshi effettuava esecuzioni per decapitazione, usando una spada (Sulthan), e solo occasionalmente un’arma da fuoco. Con la prima era solito eseguire anche le barbariche amputazioni degli arti, quando richieste dalla primitiva e vituperanda legge della sharia. Sposato e padre di sette figli si distinse per il vezzo cretino di permettere ai suoi bambini di pulire la sua spada.

Berry effettuò 131 impiccagioni nei suoi sette anni in carica, comprese cinque donne. Impiccò anche William Bury, un uomo sospettato da alcuni di essere Jack lo Squartatore, ma che lo squartatore non era, dato che molto probabilmente questi fu l’immigrato polacco Aaron Kosminski, come di recente pressoché chiarito col test del DNA. Nel suo libro “Le mie esperienze come boia” James Berry non menziona gli omicidi di Whitechapel per i quali ci sono sempre stati più sospettati, tuttavia, la sua convinzione che Bury fosse Jack lo squartatore fu pubblicata nelle sue memorie che apparvero nel Weekly News di Thomson del 12 febbraio 1927.

Dopo il suo pensionamento, Berry si mise in tour come evangelista e diede lezioni di frenologia, una scienza ciarlatana come poche altre della storia. Nel suo libro “I pensieri del carnefice sul patibolo” (1905) si lamenta del fatto che: “la legge della pena capitale cade con un peso terribile sul boia e consentire a un uomo di svolgere una tale occupazione significa fargli un torto mortale”.

Smith Wigglesworth, evangelista e predicatore oltre che rinomato faith healer, divulgò la sua fervente conversione al cristianesimo, in un sermone che fu poi pubblicato su Faith that Prevails (1938, è in rete tutta la rivista): “In Inghilterra hanno quello che è noto come boia pubblico, che deve eseguire tutte le condanne. Quest’uomo ebbe tale incarico e mi disse poi di ritenere che quando diede seguito alle esecuzioni di esseri umani che avevano commesso un omicidio, il potere del demone che era in loro passava su di lui e che di conseguenza egli era posseduto da una legione di demoni. La sua vita era così miserabile che si proponeva di porvi fine. Acquistò un biglietto. I treni inglesi sono molto diversi da quelli americani. Lì in ogni vagone ci sono una serie di piccoli scompartimenti ed è facile per chi vuole suicidarsi aprire la porta e gettarsi dal treno. Quest’uomo aveva il proposito di gettarsi dal treno in una certa galleria proprio mentre il treno proveniente dalla opposta direzione sarebbe passato, pensando che questa sarebbe stata una rapida fine alla sua vita”.

Berry morì a Bradford, nel West Yorkshire, il 21 ottobre 1913.

(Visited 166 times, 1 visits today)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.