I Rischi! …Internet

Ho messo internet a casa nel 1997, avevo 22 anni.

Per ottenerlo le solite interminabili discussioni con gli ipertrofici genitori italiani; internet era un “pericolo”, era descritto come la peggiore nequizia del genere umano, c’era sesso, c’erano perversioni, psicopatici a piede libero e in grado di contattarti e un bel po’ di altre storie parossistiche. Tutto vero? Non è comunque morto nessuno! Semmai qualcosa s’è liberato!

Come al solito, bisognava averne paura, come del piacere, del sesso, dell’inferno, del peccato, dei professori, della tv, (a suo tempo) della radio (ancor prima) e come sempre è stato e sempre sarà in incula inculorum presso gli italiani: paura, paura, paura, paura!

Riuscii a spuntarla perché me ne volevo andare all’estero, e la rete è un modo per rimanere in contatto senza spendere cifre esorbitanti. La paura dell’inferno finisce dove inizia quella di dover cacciare il portafogli, al più puro stile apostolicoromano.

Da questo punto punto di vista l’invadenza parentale nostrana giocò a favore: pur di controllare…

Giocò a favore anche più dell’atteso dato che i miei, persone in genere poco inclini al cambiamento, e assolutamente refrattarie alla modernità e allo sviluppo tecnologico, iniziarono, però, a smanettare e impararono a usare vari strumenti: email, motori di ricerca, emule, chat, giornali etc. Bravi!

C’ero riuscito! Almeno non erano rimasti -formalmente- fuori dal mondo, l’effetto non c’è stato, ok (sono fuori da mondo come molti della loro epoca vituperanda), ma ci sarebbe potuto essere stato, è già tanto, e io più di questo non potevo manco fare.

Non si può spaccare la testa dei cittadini come un cuneo spacca un tronco di quercia e versarci dentro quello che a noi pare un bene evidente. Non si può purtroppo!

Internet però era rimasto la stessa schifezza di prima; tale opinione sintetica aveva passato intonsa lo sforbicio dell’utilità e dell’esperienza diretta, grazie al taumaturgico balsamo del pregiudizio e alle bende dell’ipocrisia. Persino Wikipedia è sotto attacco a casa mia! “Piena di errori”, bah!

Anni dopo sorge YT, poi FB, gli Smart Phone, ad ogni tappa le stesse parole: tutto è inutile, superficiale, stupido, ma sopratutto pericoloso.

Tutto ciò lo afferma, spesso con tono di saccente sufficienza, gente che è riuscita a farsi scippare un paese intero, a cadere, senza che si sia mossa una paglia, in una dittatura delle peggiori della storia, si sia finiti in una situazione culturale di livello così infimo che non ha praticamente precedenti in Italia (sì, ce li ha, ma non se li ricorda nessuno).

Neanche noi saremo ricordati per fortuna! Dopo tutti i rischi che internet presuppone: ecco che cadono tutte le garanzie per il futuro, tutti i diritti, la decenza, quella vera, ecco il nuovo medioevo. E senza Danti! Coi nani e le puttanelle (la modernità all’italiana: fai fare politica a una troia e sei emancipato, moderno).

Nessuno ha mosso una paglia, nessuno ha visto un pericolo qui!

Allora vi dico la mia su internet, il sesso (in rete), i pericoli.

In primo luogo Internet è l’ultimo “miracolo” che dà fiducia sul genere umano! Le sue origini, la sua stessa struttura, il regalo fattoci da illuminati che l’hanno voluta progettare e costruire così come è (apposta l’hanno fatto), è un miracolo! I suoi protocolli sono un miracolo!

Pericoli? Non ce ne sono, sostanzialmente! Il fatto è che le persone usano certi strumenti (come FB) con una superficialità incredibile, non vuol affatto dire che lo strumento in se spinga alla superficialità e al cattivo gusto. Casa sua, ognuno se la arreda come gli pare, se sulla bacheca di un anno andando a ritroso non si trovano che frasi sul tempo, foto tra fidanzatini, pietanze mangiate, e battute fatte da altri e ripostate, non ci se la può prendere con Zuckemberg!

D’altra parte c’è gente che riesce a usare FB per accrescere le proprie conoscenze, approfondire le proprie passioni, scambiare idee, far riflettere e riflettere, mantenere o creare relazioni e tanto altro.

Allora? Come la mettiamo? Cosa ci sarà che non va? Chi è che non funziona? La gente non ha nulla da dire, eppure lo vuole dire! O, la gente che non ha nulla da dire comunque vuole dire qualcosa. Ed ecco le frasette sull’amore, quelle sul coraggio, le quattro passioni in croce che inchiodano la vita del cittadino italiano tra famiglia, politica, stadio.

E poi siamo onesti! Se si parla di pericoli, se il genitore pappagallo di Santa Madre Chiesa parla di pericoli, si riferisce alle zozzerie. Ma per me, di certo non è un pericolo che su internet si trovi ogni tipo di contenuto per estremo o perverso che sia.

Fino ad ora certe inclinazioni e perversioni sono state negate e celate, sono state represse e stigmatizzate, non se ne è parlato, s’è fatto finta di nulla, che non esistessero. Ora invece l’essere umano può guardarsi in volto per quello che è! E forse non sarebbe nemmeno così orrendo, se il peggio che interiorizza sono bizzarre modi di fare sesso e di ricercare il piacere. Il problema dell’uomo difficilmente può essere il piacere, ma la sofferenza lo è! Le guerre, la fame, la povertà, la schiavitù!

I rischi non sono nel “basso ventre” dell’omosessualità, della perversione, dell’ateismo, dell’edonismo, il vero rischio è delegare a una banda di psicopatici avidi di potere e danaro, che non potrebbero spendere in mille anni, la conduzione del mondo!

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