I Vegetali, non sono tali

Non c’è distinzione tra animali e vegetali, o meglio detto: anche i vegetali sono animali.

Tale distinzione fallace tra le due, apparentemente distinte, forme di vita si è creata nella cultura umana, ma anche in ogni altro ignaro animale, a causa del fatto che i vegetali sono animali che non amano farsi vedere mentre si comportano come tali, così, quando qualcuno li guarda, assumono un’apparenza differente.

Si comportano in modo diverso dal solito, quindi, si paralizzano, nascondono i loro attributi zoologici, bocca e denti, coda, codino o foro riproduttivo etc. se guardati. Sono mammiferi però! Dalle alghe alle nocciole, dalla malva alle carote, i tartufi, i peperoni.

Con l’evoluzione hanno così perfezionato la loro abilità mimetica, che sanno esattamente intuire e persino prevedere con esattezza scrupolosissima e infallibile quando qualcuno guarderà dalla loro parte, e pure fossero lontani mille miglia (che specie i tomatoidi sono dei gran viaggiatori) appena l’ortolano gira l’occhio sulla cannicciata, ecco che il pomodoro malandrino appare, verde o rosso, a volte giallo, penzolante come un coglione laddove si suppone che rimanga per tutta la sua esistenza.

Sono orgogliosi i vegetali, fieri, assai misantropi e soprattutto stoici come nessun altro. Per dispetto, non si fanno trascinare facilmente in questo squallido gioco al massacro tipico della Natura. E specie non oppongono resistenza alla loro soppressione. Vuoi coglierli e mangiarli? Puoi farlo! Spicca una pesca, un’albicocca, un fico, e divoralo. La zucchina orgogliosa non farà una piega! Si farà tagliare a tocchetti, senza un lamento, senza battere ciglio!

Si sa che la zucchina, per esempio, cede alla morte solo quando è stata tagliata completamente a metà, o affettata oltre i due terzi, o bollita intera per oltre ben cinque minuti di agonia e così la melanzana.

Alcuni vegetali, per la loro forma, prima di essere crudelmente trucidati e divorati, sono usati, ed erano usati specie in passato, come strumenti di piacere femminile, il che rendeva la loro esistenza assai più piacevole di quella del vegetale medio, sporco di fango e terra, polveroso e con tracce azzurrognole di acqua ramata, fino al bancone del supermercato, dove attende la sua inesorabile, definitiva soppressione in cucina.

Avevano un nome tali fortunati, nel linguaggio segreto dei vegetali (che pare parlino una lingua unica, dalle cipolle alle more). La proliferazione di penne a dieci colori prima, e quella di oggetti erotici e consolatori, oggi, ha gravemente ridotto questo privilegio, e per questo vorremmo spingere donne e ragazze a riprendere i vecchi cetrioli, carote, sedani o quello che sia, e donare loro un po’ di piacere, prima di divorarli.

C’è chi ci nasce, come i buoi, ma tutto sommato essere vegetariani per scelta è davvero crudele! Significa approfittarsi in modo indecente di chi è tanto saggio da non opporsi nemmeno un minino alla Natura e le sue spietate regole, né partecipare in esse. Gli esseri più intelligenti e dotati del pianeta, che mai, mai, assolutamente mai, ne hanno sbagliata una e si sono fatti sorprendere in fallo, mentre viaggiavano o si addentavano tra loro, guerreggiavano epici o sopprimevano un coniglio, un tasso, una lepre o una talpa per cibarsene e imporre la loro volontà di demenza.

Non sono, però, adusi alla violenza, poveretti, se non in assai sporadiche occasioni (una al secolo, due al più), ma quando succede persino gli esseri umani possono lasciarci le penne.

Persino i grandi carnivori possono finire preda delle loro zanne assai saltuariamente fameliche, ma assolutamente infallibili; specie le patate, non guardano in faccia a nessuno. Ed è per questo che le tigri e gli elefanti vivono dove le patate non crescono.

Non falliscono un attacco! Ed è per questo che mai si sente nessuno dire: “le patate (o i porri indigesti, le rosse fragole, il tondo mirtillo, o tante dure noci…) mi hanno voluto ammazzare! Sono vivo per miracolo!”

Se hanno deciso di cibarsi di te, sei spacciato! Temete la castagna ed il suo riccio da mazza snodata, la noce ed il suo guscio da vascello, sono famelici come i più aggressivi dei piranha brasiliani, temete la foglia di alloro spavalda e tagliente come alabarda, la bacca di ginepro a lupara, l’ingannevole rosa bastarda, il ramo di quercia come un calcio di somaro, un crudele carciofo…

E quando vedete un adesivo o uno sticker, un libro per bambini, un film animato, un videogame che riproducano un vegetale canterino o con occhi e bocca, non prendete, d’ora in poi, la cosa alla leggera…

Come so tutto questo? Dato che mai nessuno, me compreso ha mai visto, mai, mai, mai frutta e ortaggi parlare, mordere o cacciare, esplorare il mondo vagando sulle loro gambette anguste e malferme? Me lo sono inventato! Ma, come molti che si inventano cose che non possono sapere, ci credo e so di avere ragione! Così come disse ed insegnò il mio mentore e maestro, il celebre Duca di Picatoste e Marchese di Spignolo, grande occultista e pazzoide populista.

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