Il Culto del Sole

È che a me l’appetito viene sia mangiando che (soprattutto) stando digiuno. Ho questa mia fame alla Erisittone, che proprio non conosce fondo e limiti, eccezioni. Ogni scusa è buona. L’appetito è per tutti il maggiore dei problemi, si sa.

Fossi stato agli albori del mondo, per trovar cibo probabilmente mi sarei ritagliato il ruolo di confezionatore di riti e rituali, mi si addice e ne faccio delle belle, fiamme e fuochi, rumori, cori…

Che, diciamolo sinceramente, di ammazzare gente non mi va proprio e lo facciano i guerrieri, che apprezzo poco, e di lavorare ancora meno a genio e lo facciano i pastori e i contadini che li apprezzo tanto. Quanto alla scienza non sono proprio portato, ma la apprezzo anche di più.

Preferisco contribuire dispensando sogni di vittoria e persino di vita eterna piazzato in palandrana su di un marmoreo soglio. Alla gente piacciono queste cose, pare ne abbiano bisogno, ma non hanno inventiva… eccomi qua io!

Il fedele Triqueque statuario, col volto severo scolpito nel legno e l’arpione in mano, fa un segno di assenso ed emette un suono duro e secco di approvazione.

Oggi la vedo dura, si sono già accaparrati tutti i posti del sacerdozio e non saprei da dove cominciare, la concorrenza è spietata, iniqua, e se provi a inserirti ti boicottano, come i fungaroli che ti bucano le gomme dell’auto… le solite cose… da migliaia di anni.

Anche se sinceramente, questa strana tendenza di far rituali in catacomba non la capisco proprio. Con tutti i posti che ci sono!

Guarda qua, dalla cripta in poi niente altro che ossa e teschi, chilometri di muffa ovunque, e senti che odore. Sai che allegria! Ma pure voi nelle vostre isole, tu a Rokovoko e i tuoi, non fate quegli strani riti di sangue? I tatuaggi, tanto dolore…

Il fedele Triqueque statuario, col volto severo scolpito nel legno e l’arpione in mano, fa un segno di assenso.

Ma a che serve, dico… la gente si fissa col dolore e con le cripte, le crocefissioni, il sangue, la morte gli sgozzamenti… come se i problemi comuni già non bastassero!

Ci hanno dovizia di fedeli questi culti del male… ma è mai possibile che nessuno preferisca un bel falò nella Foresta Nera, sotto le stelle di diamante, l’aria fredda, il gufo che canta discreto. Una serata allegra anche se semplice, la griglia, gente che brinda, che fotte, che lancia tronchi.

Il fido Triqueque emette un suono secco e duro di approvazione.

Se mi dessero retta, a costo modico di vitto e alloggio per due, te e me, mio fedele Triqueque dalla voce profonda e il volto statuario e scolpito nel legno, gliela organizzo io la vita! Li faccio star meglio di come si sono condannati a stare… come successe già con te.

Niente più cripte e crocefissioni e, me la prendo io la responsabilità, niente più tristezza e contrizione: abbandonate ogni cordoglio, oh cittadini meschini e tapini della Città della Tristezza, dove ebbi i natali, da oggi il sole giallo, l’erba verde, i tacchini ripieni, gli arrosti, i corni di birra saranno gli strumenti della liturgia. Ed i suoi luoghi non più angusti o tetri, ma pieni di luce e ampi.

E questo che, come anche tu sai, mio fedele Triqueque severo e sincero, io non gradisco affatto la natura, che la prima volta che ci incontrammo e tu mi venisti incontro con quella piccola lancia sul mare piatto, azzurro e pieno di squali, pagaiando col tuo fisico statuario da pescatore tostato dal sole, oramai mi prendeva un colpo che pensavo che mi avresti accoppato lì per lì.

E invece guarda il destino! Mi regalasti spigole e la vita che il fato ti ha riservato una volta con me è parecchio migliorata, niente più pagaia e pesca, niente più riti di sangue e tatuaggi in volto, niente più dolori e rituali. Il mondo ai nostri piedi.

Il fedele Triqueque statuario, col volto severo scolpito nel legno e l’arpione in mano, fa un segno di assenso ed emette un suono duro e secco di approvazione.

Ma siamo stantii e poveri qui tra i tapini della città… non bisognava tornarci. Non vogliono essere aiutati, sono ostinati. Dovremmo finire a New York, ecco che ci meritiamo noi! Tra i marmi e le luci, e non essere infognati nella Città della Tristezza, dovremmo essere pagati per fare nulla. Ecco cosa. Raccontare storie, organizzare feste.

O mettere su un culto nostro… Vedi tutti questi che non mangiano chi una cosa, chi un’altra, chi il porco, chi il pollo, chi macella così, chi cosà… e invece nel nostro culto del sole giallo, della foresta verde e del cielo blu si mangia di tutto! E cucini come ti pare! Primo comandamento e unico: cucina bene e mangia!

Anzi dovremmo inventare il culto del marmo rosa, la radica di noce e gli stucchi immacolati. La nostra bandiera color rosa pallido di Cina, avorio e radica rossa. Lampadari di Murano per ogni dove nei nostri templi, acquari e candelabri, cose così.

Il fedele Triqueque statuario, col volto severo scolpito nel legno e l’arpione in mano, fa un segno di assenso.

Tutti felici. Immagina! La liturgia (nostra) impone, no, impone no, suggerisce… raccomanda, e solo se può permettersi, come un buon Maitre di sala: un carpaccetto leggero leggero in questo assolato dì di agosto. Vitellino magro magro, un filo d’olio e limone. E se vuoi andare da Mc Donald’s… e vacci!

Guarda, amico mio, dalle braccia forti come tronchi di quercia, mi accendo la pipetta di mais per celebrare l’idea! Anche se fumare qui sotto all’umido quasi chini sotto gli archetti marci della catacomba non è il massimo.

Diciamola tutta, a marciare tra il putridume delle catacombe mi piglia sempre fame e ci fumo su per addomesticare lo stomaco. Il fumo agisce sul succo gastrico imbizzarrito come un domatore con sgabello e frusta verso un leone giovane e selvaggio.

E anche a te piglia fame, mio amico dal fisico di bronzo e lo sguardo da re, solo agli scemi la morte fa passare l’appetito e suscita l’introspezione. A noi viene solo noia, voglia di uscire al sole e vedere il mare e correre (tu) e giocare a backgammon e vincere (io), mangiare a strafottere.

Il fedele Triqueque statuario, col volto severo scolpito nel legno e l’arpione in mano, fa un segno di assenso.

C’è bisogno di miti? Ed ecco i miti! Riprendendo l’antica Cornucopia, in crossover col mito del Sacro Graal, il nostro culto: cerca la lattina originaria!

Quella splendente lattina di birra bionda, simbolo del Sole, che è sempre gelata da sé e che ha dato origine a tutte le altre lattine e bottiglie di birra nel mondo…

Se non ci fosse la lattina ideale l’uomo non potrebbe conoscere la lattina come concetto, ma essa non risiede, come dice Platone, nel mondo delle idee, confinata tra le nuvole, ma è, come dice Aristotele, un po’ in ogni oggetto. Ma… e qui inizia il mito, quella originaria esiste in sé, è un oggetto, e chi la trova per davvero ha birra inesauribile ghiacciata per tutta la vita e vita eterna! Amen! Anzi Email!

Perché non dovremmo venerare la buona tavola e una buona birra? Che i romani non ci avevano un Dio del Vino? E allora? Cambieremo i nomi ai giorni… che ne so… Kahluedì, Martinedì, Mezcaldì, Jamesondì…

Vermouthdì, tuona il fedele Triqueque statuario, col volto severo scolpito nel legno e la voce profonda.

Esatto e Souerdì… ma per la Domenica dovremo pensarci su meglio, mi sa…

Ginnaio, insiste il fedele Triqueque statuario, col volto severo scolpito nel legno e la voce profonda.

Fizzbraulio… Aperolile… tutto in nome della Lattina Graal.

Sì ma qui, siccome siamo brave persone, per evitare che gli sciocchi inizino ad accapigliarsi o facciano stupidaggini, diciamo pure quale è il cammino per trovare la lattina originale, senza che nessuno si faccia male: la scienza!

La lattina apparirà il giorno in cui ogni cosa sarà svelata dalla scienza e solo a chi avrà contribuito! E saremo salvati! Email!

Con volto estatico, l’occhio traballante e in su, la voce malferma, come se uno spirito saggio parlasse usando la mia trachea lottizzata, dirò: quando l’ultimo numero del Pi greco sarà svelato, avremo birra a gratis et per sempre, ab eterno, in eterno e senza dover birrificare. Email!

Ed ecco che finalmente la gente inizierà a fare cose utili anche se per una ragione sbagliata. Tanto ci voleva? Mio caro Triqueque, unico amico e compagno, dal volto severo e scolpito?

Prima però c’è da trovare l’uscita da questo maledetto labirinto di catacombe della Città della Tristezza. Chi ce lo ha fatto fare a scendere qua sotto!

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