Il Filantropo

In questa storia il protagonista, prendendosi assai sul serio e, per così dire, alla lettera, non realizza la tipica operazione di voler trovare soddisfazione a partire da uno stimolo (passare dall’amare al possedere, dall’odiare al distruggere, etc.), ma vuole meramente massimizzare quella passione che gli viene assai naturale. Per ottenerlo deve agire proprio al contrario di come farebbe chiunque volesse dare sfogo ad essa e non solo incrementarla. 

Non si era reso conto di essere vivo davvero, fino a che non si era innamorato. Succede!
Lo fece a modo suo, e, come tutto, in modo viscerale e incondizionato.
Quando alla fine fu costretto ad accettare il rifiuto, però, iniziò a detestarsi ferocemente.
Ciò gli diede modo di osservare che questa cosa, il detestare, gli si confaceva proprio, gli usciva veramente bene, molto meglio che amare. Era così bravo che decise di dedicarcisi a tempo pieno. Ne fece la sua passione.
Pensò lungamente per trovare quale fosse la cosa che detestava di più al mondo e farne l’oggetto delle sue attenzioni: animali? Posizioni politiche? I bambini? Le donne? Quella particolare pietanza o dieta? Un artista? Un luogo? Uno sport? Le religioni? L’ateismo? Aveva una antipatia spiccata per l’astrofisica, non la poteva tollerare… Tutti quegli sforzi e sprechi per andare in mezzo al nulla, ma no!
Non riusciva proprio a decidersi, tanti e così eterogenei erano gli oggetti del suo odio.
Gli ci volle certo tempo per scartare definitivamente se stesso, ed arrivare alla conclusione che ciò che odiava di più al mondo era l’umanità, di per sé, tutta intera, senza confini e religioni, razze e differenze. L’uomo, i suoi sforzi, le sue speranze e paure, la sua arroganza e prepotenza, la debolezza e vulnerabilità, tutto ciò che lo rendeva tale e ne faceva ciò che era, era ciò che odiava di più al mondo!  

Si mise immediatamente all’opera per portare a termine il suo progetto.
Lavorò giorno e notte per acquisire soldi, prestigio, influenze, fama, poi divenne un gran filantropo.
Avesse odiato se stesso più di ogni altra cosa al mondo, gli sarebbe toccato di rendersi felice.
Tutti lo amavano, tutti citavano il suo nome e lo portavano ad esempio di virtù e generosità. Lui sorrideva e fingeva. Ce la aveva fatta!
Tutto questo lui lo odiava così tanto! Non avrebbe mai potuto detestare più di così.

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