Il Nuovo Nome del Blog: “Hexagon*”; da leggere: “Esagono Quarantadue”

Si dice: “anno nuovo, vita nuova”.

La fine di un ciclo convenzionale e l’apertura del successivo non è di per sé un momento particolare, né migliore né peggiore di ogni altro per propiziare il cambiamento, inevitabile, ma succede spesso che sia uno di quelli in cui si ha più tempo da spendere per dare un’organizzata alle cose e mettere ordine. È quindi solo in virtù di ciò che sul limitare del 2019 ho deciso di cambiare nome al Blog.

Sono anni che ci penso; a dire il vero sin dall’inizio non ero convinto della scelta di usare il mio, ma ho un bel nome, raro… e non sono proprio dotato per gli “incarti”, un grosso limite nell’era del marketing.
Sentivo però un crescente disagio, che si incrementava con il definirsi e l’indurirsi delle mie prospettive ostili al culto della personalità.

Non ho mai creduto che uno scrittore sia davvero tenutario della sua produzione, condivido, invece, che non è lui a scrivere, ma è sempre scritto da ciò che scrive. Scrivere è forse la maniera più elaborata e faticosa di affermare di non esistere.  

Più di recente, però, forse con l’inasprirsi in società proprio dell’impostazione opposta, quella del culto dell’identità, la mia insofferenza ha raggiunto il limite ed ha superato la pigrizia.
Niente più nome nel titolo!
Ho detto insofferenza, ma non sono stato preciso, imbarazzo è probabilmente la parola più giusta.

Questo Blog è il procedere di una serie di tentativi, esercizi, e soprattutto divertimenti, studi e appunti, niente altro. È sempre stato un quaderno aperto ai curiosi dove riportare interessi, chiarimenti, ricordare letture, se del caso, risparmiare del tempo a chi possa avere interessi analoghi.

Scegliere un titolo non è la più facile delle imprese.
Meglio andare sul semplice, magari aggiungendo un piccolo puzzle.
Il nuovo si compone di due parti in omaggio a due autori piuttosto distanti, ma con dei punti di contatto ed entrambi estremamente significativi.

“Hexagon” è la parola dedicata a Borges e alle celle esagonali della sua Biblioteca di Babele, la Biblioteca alla quale ho dedicato vari articoli, che contiene tutto ciò che può essere scritto, compreso tutto quello che c’è in questo Blog e in queste stesse parole, errate, versioni anteriori e imprecisioni comprese.
Da qualche parte in un esagono di quel posto è possibile trovare il tomo con tutto ciò che mi sono illuso di comporre autonomamente, ma che ho, in un certo senso, “plagiato”.
Avevo scelto “esagono”, in italiano, poi però ho notato di preferire un suono vicino al greco, la lingua originale della parola, e l’inglese conserva la x.

L’asterisco, “*”, in codice ASCII è il numero 42, questo lo ho appreso grazie al contributo del mio amico Riccardo Ascenzi che si prende cura del sito da sempre, di qui la nota: “Da leggere: Esagono Quarantadue” (o Hexagon forty two).
Il numero è un riferimento alla famosa risposta alla domanda “to life the universe and everything”, nell’opera di Douglas Adams, ma non volevo fosse troppo scontato, dato l’ampio uso e il suo vasto impatto nella cultura attuale, come osservato da mio padre. Puramente circostanziale, ma nondimeno decisivo, è stato il fatto che un asterisco si irradi in sei punti che se uniti darebbero un esagono. 

La menzionata nota che recita: “Da leggere…” è ispirata a un disco dei Lynyrd Skynyrd “pronounced leh-nerd skin-nerd”.

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