Il Piceno: un’altra idea geniale!

2013 Ascoli Piceno.

Un trenino ruote in gomma, che fa molto Costiera anni 70-80, si aggira incomodo per le vie del centro. Una novità! Nel 2013!

Uno deve pur mangiare, figuriamoci! Se non si trova di meglio da fare uno si adatta. Ma capiamoci, questo famoso “turismo”, beh, non la considero una attività dignitosa per vivere. Vivere di turismo (così detto “culturale”) significa necessariamente (perché questo è il turismo) prostrarsi a masse di mentecatti di supercafoni, interessati all’aneddotico occasionale e per pura distrazione priva di qualsivoglia autentica passione, o anche solo sano impulso di curiosità. Magari uno vedesse persone interessate a una “cultura”, epoca, spirito, o meglio ancora sfacciatamente menefreghiste! Oppure significa lavorare nel campo dell’intrattenimento puro.

In ogni caso vivere di turismo è fare i camerieri. Si deve solo scegliere di chi! Parsimoniosi anziani, o giovini mentecatti. Attività dignitosissima, come qualunque altra, quella del servire, se uno è costretto, specie da un sistema iniquo e dispotico, a doverla realizzare per vivere; ma lo è un po’ meno se diventa una aspirazione vitale! Un uomo deve aspirare a dare un contributo migliore a se stesso e al mondo e alla storia!

La strana maniera di essere camerieri in Italia e ad Ascoli contempla, nella politica, che è quella che decide per tutti, lo strano sghiribizzo di abilitare atroci trenini anni 80 per il centro, e di rompere l’anima ai bar la notte per far dormire gli anziani (ci mancherebbe, che dormano sonni eterni e felici, il mio augurio!).

Perché noi, oltre ad essere storicamente miserabili, miserandi e miserevoli (ormai) al massimo possiamo aspirare ad essere un popolo di restauratori e conservatori del passato, che portano in giro anonimi cialtroni, o spocchiosi politicanti in visita, a far vedere le “bellezze” del posto. Compresi ruderi smozzicati che non si capisce come possano davvero interessare a dei pensionati ignoranti e non solo a specialisti di archeologia.

Di pensionati e di turismo per pensionati si tratta, nel nostro caso, dato che di far divertire ed attirare i giovani non se ne parla! E chi qui ci vive… che viva anche male e scontento, perché il servo (nell’anima) non pensa ai suoi, ma al padrone! Se qualcosa cambierà mai, cambierà per favorire altri, estranei, turisti, non per chi qui vive.

Abbiamo scelto! Hanno… Dei giovani, di un certo pietosissimo tipo, se ne occupano gli stracafonissimi chalet di San Benedetto, da 30 anni intenti a rinnovarsi ogni anno per restare sempre al passo coi film “comici” all’italiana. Viene da vomitare! A noi i vecchi!

Ad Ascoli non sia mai che si faccia qualcosa per avere: casino, vita, eccesso per una volta, una volta nella vita non crocifiggendo tutto sulle tavole di prudenza e parsimonia.

Non è proprio possibile immaginare di avere divertimento vero, magari pure sfrenato, pocce al vento, R&Roll, gente che vomita, quelle serate che piacciono davvero e che ricorderai per tutta la vita …e poi il giorno dopo si prende un momentact e si pulisce, che sarà mai! Cari i miei vescovi e opulenti prelati pavidi! …Eh qui la gente è tanto frustrata che semmai ci scappa la rissa da stadio! Meglio il coprifuoco che la cultura del sapersi divertire! Sono esperto cialtroni, chiedete aiuto!

Meglio l’adorazione di un cazzo di rudere sperso per il pendio di una slabbrata porta di accesso alla città, e deturpata pure! Per la stranobile ragione senile di poter andare in auto fin sotto casa.

Al vecchio non piace il rumore e nemmeno camminare, se deve modernizzare lo fa! Lo fa per la pantofola. E la vecchiaia, purtroppo, non è solo una questione anagrafica, anzi!

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