Il Re Stufo. (Microracconto)

Sono il re e posso tutto, ma quando mi diranno che è nato un poppante che mi detronizzerà non lo farò accoppare come hanno fatto i miei predecessori, lo compatirò invece e specie gli augurerò di fare in fretta a spodestarmi!

Giacché son stufo di tirar peti e cagare come ogni schifoso mortale e maiale, pur senza essere tale, e prendere donne di altri senza morire e abusare di vergini tra sorrisi stirati e sacrificare bestie per i miei banchetti, che vanno tutte sprecate.

Devo firmare dispacci e ordini per territori di un regno che non conosco affatto, ma fingo di sì. Gli acidi urici mi uccideranno! La gotta! Non potrò più pisciare senza dolore, e sudare.

Le concubine aspetteranno ore inutilmente! Niente più appetiti e chissà quanto terrore di finire dove, come?

Fanciullo fai presto ad accorrere, io farò finta di difendermi, agiterò la spada, farò tanto rumore e urlerò ferocemente come facevo da giovane nelle battaglie che mi hanno reso celebre, ma tu! Tu, non avere paura, non farti impressionare, o non hai cuore?

Allora per metterti rabbia in corpo e farti smuovere, sterminerò la tua famiglia, violenterò tua madre e le tue sorelle, diventerò il centro dei tuoi pensieri e delle tue intenzioni, ma tu fa presto!

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