La Follia dei Requisiti dei Concorsi Letterari

Un po’ ovunque, ma specie in Italia, la situazione dell’editoria in generale, affidata a incompetenti e mestieranti, ma in specie dei concorsi letterari, è delirante.

In America spesso (non sempre) non gliene importa, ma in Italia uno dei requisiti canonici per partecipare è che l’opera inviata non sia mai stata pubblicata e con ciò si specifica, “in tutto o in parte”, “per qualunque mezzo”, chiedi e ti si risponde: Blog compresi.
Ma fatemi capire! Allora io sono 5 anni che scrivo, e nel 2016, l’era della comunicazione, dovrei tenere tutto dentro un cassetto indefinitamente, magari per vent’anni, fino a che lor signori non si decidano a notarmi e magari a darmi un premio. Che ovviamente potrebbe non arrivare mai.
Il tutto perché è “intollerabile” che una ventina di persone, amici (i numeri questi sono, eh), abbia letto quello che ho prodotto. Incredibile!
Poi! I premi sono tutti finanziati da istituti vari, banche, fondazioni, perché nell’epoca dei Pokemon non è che ci fai i soldi con scritti che non parlino di cazzi, fica e scandali vari… o Pokemon, quindi il danno economico non solo non c’è, perché quelle venti persone sul mercato editoriale non spostano nulla (e anzi magari 5 di loro comprerebbero pure la pubblicazione cartacea per amicizia), ma non si dà proprio, non esiste, non c’è.
Ma non è meglio pensare solo alla qualità dello scritto? Se è bello è bello, se non è bello non lo è, e non vince! Punto! Che importanza ha che una cosa sia apparsa in rete su un blog?  
Il danno al prestigio del concorso manco c’è, perché non è che uno stia “riciclando” opere già uscite altrove, già premiate, conosciute, etc., sono solo cose tue che tieni in “esposizione” sulla vetrina del tuo “negozio”, scrivere è artigianato, è bottega… hai fatto un lavoro e lo tieni in considerazione come fa chiunque e quando trovi l’occasione lo sottoponi all’attenzione. Boh, un pittore, un musicista, che fanno?
Inoltre, la pubblicazione sul blog invalida sì la “verginità dell’opera”, ma non serve ad altro, non fa curriculum, perché giustamente non è che puoi andare in giro per il mondo dicendo che hai pubblicato 800 articoli sul tuo blog; e chissenefrega ti si risponderebbe, a ragione, te la suoni e te la canti e se il tuo blog fa pena e scrivi male, non c’è alcun filtro, è il tuo… “ho fatto 800 articoli tutti di merda… ma sono uno scrittore!” Allora che facciamo chiudiamo i blog? Teniamo solo quelli di cucina e viaggi? 
Un-fucking-believable!

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