La Leggenda del “Veglio di Ascoli Piceno”

Ascoli Piceno, la città dove sono nato, è una statua con la testa d’argilla spaccata in due per lungo, le braccia e il petto sono di ferro, il torso è di rame, le gambe d’argento e i piedi ha d’oro.

La testa è d’argilla e fessa, perché la gente non brilla per intelligenza, è maldicente, divisa e polemica; le braccia sono di ferro perché le persone sono ignoranti, irrispettose e spesso manesche e violente; il torso è dello stesso materiale di cui sono fatte le pentolacce della Quintana che gli armigeri comunali si ostinano ad indossare come corazze -un simbolo del pressapochismo dominante-; le gambe d’argento rappresentano l’unica cosa a cui si tenga e a cui si attribuisca valore in loco, vale a dire il calcio. Inoltre le donne sono bellissime e, immerse nel culto dell’apparenza, hanno sempre piedi curati e bellissimi e calzature stupende, per cui spendono fortune.

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