La mia biografia ideale.

Innanzitutto scrivo una serie di libri che sono tutti, e ciascuno di essi, profondi come quelli di Leopardi, tecnicamente perfetti e dotti come quelli di Dante, spiritosi ed ironici come Wilde, ispirati come i Vangeli, amati come Sherlock Holmes, deliranti come Bukowski, simbolici come Moby Dick, e molto altro ancora.

Dopo di che convinco la maggior parte dei politici della Terra che “la scienza è il meglio”, contribuisco ad implementare un saggio controllo delle nascite, a far sparire la fame nel mondo. Grazie anche al mio contributo, in un decennio la prosperità delle genti si innalza in un modo mai visto prima. Baci, abbracci, medaglie e targhe.
Grazie ai miei convincenti discorsi sul laicismo, l’islam mi dà retta e diviene tutto moderato e cooperativo; i cartelli della droga invece no, allora mi mandano in Sudamerica dove li distruggo completamente uccidendo ogni boss e i più stretti collaboratori con le mie stesse mani, in pericolosissimi raid da swat.
Mi ritiro dalla vita politica attiva e spendo vari decenni tra party e ricevimenti, amato da tutti, popolarissimo, spiritoso, riempiendomi di tartine e gin di qualità. Tutti mi invitano, tutti mi vogliono bene!
Schivo, sono comunque solito passare mesi e mesi in posti appartati, magari con vecchi amici in maglione bucato tra le cantine di Arquata del Tronto, o perché no, in stivali e camicia a scacchi in ranch dell’Arizona.
Conosco i più grandi scienziati, sono amico intimo di Obama, e tutti vogliono sapere la mia opinione o cercano un consiglio, che non do mai in modo imprudente, però.

Un pomeriggio al Wijk aan Zee sono invitato a sorpresa al tavolo del campione del mondo di scacchi per una partita amichevole pubblicitaria proposta dalla Cocacola e dopo un assedio di otto ore e una estenuante mostra di bel gioco posizionale, con una brillante combinazione di tre pezzi minori vinco il confronto coi neri! Congratulazioni, commenti, bisbigli, la Cocacola sfonda finalmente nei mercati dell’Est.
Poi batto il campione del mondo di pugilato pesi massimi alla quinta ripresa, con un devastante montante sinistro e una serie di diretti, l’arbitro stoppa! Riporto solo un fiero taglio sopracciliare che da anziano mi conferirà uno sguardo ancora più intenso e che sarà riprodotto dagli illustratori di mezzo mondo, compresi gli africani coi loro superbi totem lignei.
Infine decido di aggregarmi alla prima missione per l’esplorazione di Andromeda. D’altronde ho 245 anni, sono immensamente ricco, non c’è più nulla sulla Terra per me; dopo aver assicurato il futuro agiato della mia famiglia, lascio il resto a una fondazione per l’educazione atea dei bambini meno fortunati e con un QI superiore ai 110 punti, dalle medie all’università. Migliaia e migliaia di persone di ogni razza e condizione diverranno il motore del rinnovamento e del futuro.
Di me e della missione, con tutti i compagni, non si saprà più nulla, solo un messaggio radio arriverà secoli dopo dalla nave, con confusi suoni di colluttazione, ringhi disumani, urla e colpi di laser.

Ogni altra vita ovviamente non mi soddisferebbe, smettete di chiedere!

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