La Miglior Ragione Per Avere Un Cane è Esistenziale

Il miglior amico dell’uomo, la creatura che ne possiede tutte le virtù senza i vizi, solo l’intransigenza pedante e malintenzionata del fanatico potrebbe negare che esso possa sentire amore; insomma, ci sono infinite ed ottime ragioni per volere un cane, un compagno fedele (e l’unico fedele), anche considerando che ce ne sono tanti senza casa e che l’essere umano è responsabile della sua stessa esistenza come specie.

Eppure, oggi come oggi, è per un motivo in particolare che mi doterei di tale familiare.
Se è dolorosamente vero che, vivendo un settimo delle vita umana, è molto probabile che gli resisterai, oggi l’evento della sua morte è occasione ineguagliabile per apprezzare tangibile e incontrovertibile la tua beata inferiorità sul piano esistenziale. Si corona, finalmente, il sogno di esistere il meno possibile.  

Il tuo cane muore, la sua immagine è sui social, lì che correva felice a lingua in fuori, assieme al tuo bravo e legittimo epicedio, tanto poetico e sentito, quanto inutile e ignorato.
Ecco che il gradimento dei tuoi post si impenna, centinaia i “like”. La stessa cosa non succederebbe se morisse, che so, tuo padre, tua moglie, o tu stesso; purtroppo sei messo dalla natura al riparo dal venire a sapere con certezza delle reazioni scialbe a quest’ultima lieta evenienza.
Noti bene che la stessa cosa non era mai successa prima, con nulla che tu avessi fatto o proposto.

In una vita del tutto insignificante di un essere insignificante, quanto in quella di un altro essere insignificante, che però l’ha spesa dietro a una passione, sei stato completamente inefficace, ignorato, al punto che se non l’avessi avuta affatto quella passione, non sarebbe, come è bene che sia, cambiato nulla.

Racimolavi i tuoi pochi “like”, inerziali, stanchi, ed avevi ancora il dubbio di essere qualcosa.
Ora è dissipato! Muore il tuo cane e di botto cessi di essere invisibile e trasparente, sì, tutti riappaiono, tu pure sembri riapparire, ma ciò non manifesta che la tua quasi completa e agognata affinità col nulla, la tua pressoché totale irrilevanza come essere umano.
Sei un gran padrone di cane? Nemmeno! Sei il padrone di un gran cane! L’uomo meno significativo della storia. Come ogni altro.

Saperlo vale persino il disagio di dare all’essere umano occasioni per mostrare la sua totale e vertiginosa imbecillità. E anche il dolore intrinseco nell’affezionarsi a chi si perderà.

Ovunque persone benedette da una ignara indifferenza al dolore umano, sottolineata da un ostentato maggior interesse per quello animale; la bestialità di chi vaneggia tanto da preferire ogni altra bestia a quella bestia dell’uomo, entra nel farneticante paradosso di essere così in errore da doverglisi dare ragione.
Sì! È preferibile ogni altra bestia! E si deve rinunciare all’ambizione di essere!
Si deve smettere di sentirsi speciali allo specchio, anche se si ha consapevolezza di esistere e se quella faccia dobbiamo raderla tutte le mattine.
E non deve essere mica facile in certi casi, preferire la rasatura a un taglio netto della giugulare. Se esistessimo davvero.

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