La Morte Non Esiste

Il più grosso complotto che la storia abbia mai visto è quello di aver fatto credere all’essere umano che egli debba morire come tutti gli altri animali, quando invece l’uomo NON muore per natura.

Questa cospirazione è mandata avanti da poteri occulti che vogliono ridurre l’uomo a semplice animale, e forzano la natura della cose affinché così sia, anche manipolando la c.d. “scienza” e proponendo letture erronee dell’esistenza umana che lo mettano in relazione univoca con le altre creature: evoluzionismo, DNA e simili lordure.

Sin da tempi antichissimi, circoli chiusi e sette di iniziati usano ogni mezzo ed ogni messaggio per convincere chiunque che prima o poi invecchierà e morirà.

Si è concepita questa nefandezza in modo tale da dare un senso alle guerre che altrimenti non avrebbero ragione di essere combattute, le quali a loro volta sono intraprese per motivi puramente economici.
Senza guerre e senza morte il commercio non prospererebbe, qui il punto.
Ed ecco il senso dell’antica esclamazione di Virgilio poeta, sì, ma anche alchimista e mago, conoscitore dell’immortalità del corpo umano, che poi si è voluta ricondurre a “profezia della nascita di Cristo”. Lui aveva ben chiaro in mente cause ed effetti di questo perverso disegno di manipolazione della natura umana.
Ricordiamo.
Virgilio non può smascherare il piano, anche perché lavora per ignari, ma potenti soggetti completamente asserviti ad esso (in specie l’Imperatore Augusto, una marionetta del potere e NON il potere) e sottilmente fa dire: “quid non mortalia pectora cogis auri sacra fames” (a cosa non spingi il cuore degli uomini, o esecranda fame dell’oro).
Come si sa la sua opera non fu mai terminata ed egli morì casualmente proprio dopo aver vergato tale accusa, che in eterno risuona, anche priva del suo significato più profondo: l’uomo non è mortale, è la fame d’oro che lo ha reso tale.

I pitagorici, i faraoni, i templari, del passato erano epigoni di malvagie consorterie ancora più antiche che avevano propalato la notizia della morte umana, oggi, logge massoniche ed iniziatiche, corporazioni, e così via, non si interrogano più neppure su questo messaggio, inculcato in ogni società, e perseguono fini ulteriori quali il dominio del mondo, il governo unico, la moneta unica. Nascite e morti sono la base del loro potere.

Ma i più saggi ancora ricordano, e ci sono tracce di verità in molte opere, che, chiaro, non possono parlare apertamente, per paura di ritorsioni.
Nell’opera del grande inglese visionario Tolkien gli uomini originariamente non morivano se non “addormentandosi”, ed una superiore specie umana, gli elfi, non muoiono affatto se non per guerra, appunto! Timido, ma chiaro.
Ma il più significativo degli esempi, ce ne sono molti altri, ma conosciuti solo da pochissimi, è il guerriero indiano Bhishma che nella monumentale opera tradizionale Mahabharata, ha “il dono” di decidere quando morire. Cioè è un vero uomo, l’uomo originario.
Simbolicamente lo fa in guerra, e su un letto di frecce. Si “arrende” alla nuova idiozia umana, anche lui, ma consapevolmente.

Questo suo “dono” era in effetti la vera e pristina condizione umana generale. L’uomo, di suo, non muore, la morte non è che un’invenzione, si muore solo se si decide e si accetta che si morirà. Al motivo della guerra poi se ne sono aggiunti molti altri che oggi rendono la morte un, anzi, IL pilastro della società umana, e specie il commercio.

Oggi è così radicato il pensiero che si debba morire, che nessuno lo rifiuta più, e disciplinatamente si segue una sorte segnata dalle “multinazionali” del passato, dai governi guerrafondai che hanno dimenticato anche loro questo antico segreto, assieme ai centri di potere odierni.

Eppure anche oggi un barlume di speranza che l’antica condizione torni c’è. Quando ci si ammala di cancro, ad esempio, si è soliti, inconsapevolmente, dire che il paziente combatte “una battaglia”, e che se non cede, guarisce, chi non si arrende non muore. Si decide di morire, quindi.
È proprio così! È solo chi si arrende all’idea di morte che muore, la morte in sé non esiste. Questo concetto ancestrale e naturale riemerge nel lessico comune, proprio perché ancestrale e vero.
Non ci sarebbe ragione per un’affermazione del genere se non fosse insita in noi l’idea di eternità del corpo. Del CORPO, badare bene, e non dell’anima, idea platonica che è stata creata ed usata proprio per inoculare quella di morte. Anche Cristo non è che un grimaldello del potere occulto.

Il complotto di filosofi, medici, scienza, e centri di potere economico, deve essere fermato.
Non si muore!
Ciò va di nuovo affermato e ribadito.
E prova di questo fatto incontrovertibile è che io, che NON credo nella morte, non sono mai morto ed ho ben 41 anni. Ho ragione al cento percento.

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