La sapienza gastronomica di Monsieur De L’Hororeé: Carne Giovane

Eccolo lì, immerso nei suoi ricordi, il vegliardo incipriato! La parrucca polverosa e allergica gli stende dal naso aquilino un torpore da fiaba, in cui strani e perversi sogni di catene e amplessi mortali gli smorfiano il volto duramente intagliato dall’ascia di un totemico e sanguinario Dio pagano, o demone biblico. Di quante giovanette ha ascoltato impassibile le urla tremende e le grida disperate? Quante ha ingannato con la promessa di un successo che le ha portate solo al sacrificio per evocare antiche forze oscure? Da quanti giovani e fanciulle ignare e ingenue ha succhiato il prestigio e l’arcana e discreta celebrità di cui gode in ambienti esclusivi? Guardatelo il vecchio trasognato: non riesce ad assumere una cera umana neppure nella sonnolenza limacciosa e ambigua da cui nessun servitore si azzarderebbe mai a ridestarlo. Approfittiamone ancora per adocchiare rapidamente un altro segreto. 

Carne Giovane.

Ogni carne è un universo a parte, e come tale va trattata, ma per grandi linee le tipologie possono essere raggruppare. La tipologia di più difficile elaborazione è quella a sua volta più prelibata: la carne di esemplare giovane.

Checché molti scettici e superficiali ne pensino, ogni elaborazione culinaria risente in modo drammatico e significativo dell’atteggiamento mentale del suo preparatore e specie della preda. La carne giovane, più di ogni altra, acquisisce un sapore delizioso dalla disperazione e la frustrazione del capo abbattuto, e, prima di consumarla, si deve segretamente agire in modo che il giovane perda speranze e entusiasmi e, quando soppresso, versi in uno stato di sconsolato disfattismo, sublime, abissale prostrazione.

Al giovane non va dato scampo, non vanno date occasioni, va maltrattato, per tutta la sua esistenza, facendogli desiderare oggetti, e specie amori, che non otterrà mai, va ucciso lentamente prima nello spirito e poi nel corpo, e ne va divorata prima l’anima e solo poi la carne.

Il vecchio deve fagocitare il giovane, abusare di lui, violentarlo, nausearlo prendendolo sessualmente controvoglia e pervertendo i suoi appetiti, il giovane deve ritrovarsi implacabilmente illuso, ingannato, schernito, schifato. Ma soprattutto va messo al mondo con l’unico scopo segreto di essere cibo, fino a che per qualche errore, o privilegio, qualcuno di loro divenga vecchio a sua volta e decida su tutti gli altri. Il mondo, è retto e composto sempre e solo di vecchi, il resto ne è la dispensa.

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