L’Animaletto Puccioso

Il fatto che un animaletto peloso sia buffo e di grato aspetto per un altro bizzarro animaletto bipede chiamato sapiens, non autorizza a credere che tale primo animaletto non sia stato condannato, come ogni altro animaletto di meno grato aspetto e pelliccia, a una spietata e dura lotta per la sopravvivenza che lo porterà necessariamente ad avere orribili comportamenti tesi ad imporsi e primeggiare come può.

Ah! La fantasia! L’immaginazione! Divagare e immaginare uccellini amorevoli che ci rifanno il letto e non uccidono bruchi, a chi non piacerebbe? Ma non è così!

Esattamente come gli altri e con tutte le energie e forze di cui dispone anche l’animaletto grazioso e buffo morderà, graffierà, ucciderà e provocherà tutto il dolore necessario a garantirgli di andare avanti il meglio possibile, per il resto patirà tutto quello che non riuscirà a respingere. Che bella la natura!

Un osservatore attento noterà in sé una particolare disposizione affettuosa, tenera verso di esso, vi riconoscerà esilaranti espressioni umane, sembrerà stanco, o imbronciato, cinese o felice, ma sarà restio a conferire a questo suo slancio i tratti del rigore descrittivo della effettiva realtà delle cose.

Il topino roditore di casa, morde l’altro piccolo e grazioso topino roditore a cui dovrebbe essere amico, per creare gerarchie e supremazia proprio come ogni altro sgraziato o ripugnante animale del globo, coccodrilli, pipistrelli, ognuno a seconda di proprie caratteristiche comportamentali specifiche, ma sempre crudeli (dall’ottica umana).

Tutti fanno lo stesso, compreso il sapiens, che da una caratteristica e forte tendenza alla cooperazione, sviluppatasi per evoluzione come strumento per l’adattamento all’ambiente, ha creduto di individuare illusorie scintille di una superiore forza, o ha creato il fantasma di un vincolo morale universale.

Nel sapiens la lotta alla supremazia prende il cammino dell’impunità dei propri comportamenti (il potente mica va in galera, impone ad altri leggi che a lui non lo vincolano), dell’apparire, del privilegio, nel sapiens nostrano la competizione si concretizza nell’accumulazione di danaro, beni, potere, il tutto teso, nel maschio, a umiliare e ridicolizzare gli altri maschi, fottere le loro donne, dando l’impressione di essere la miglior opzione per poter avere una discendenza in grado di minimizzare le sofferenze necessarie della disgrazia di vivere. Basta! Basta, vivere! Smettiamola!

Ogni comportamento nel tanto “evoluto” sapiens è teso, nel maschio, a fottere e nella donna a non rimanere incinta di un essere non in grado di torcere il mondo alle sue esigenze. Rispettare la “natura” non è affatto naturale! Va “rispettata” fino a che conviene che lo sia, poi si brucia, scava, smembra, distrugge, devasta…

Qualcuno mai cavalcherebbe tori, veri o meccanici, correrebbe il rischio di schiantarsi con l’auto a folle velocità, piegherebbe con la moto, prenderebbe a pugni un suo simile, ma pure scenderebbe semplicemente dal letto e si getterebbe in qualunque modo nella delirante mischia del quotidiano, sfoggiando occhiali scuri al bar, o cravatta di seta in Tribunale, parlando forbito, o aggressivo a seconda dei casi e delle strategie, ciancicando una gomma con fare beffardo o intimidatorio, e assumerebbe ogni altro stupido inestetismo, se non ci fosse una platea di fanciulle provviste di un ricettivo organo sessuale a contemplare siffatte scenate? Che ragione ci sarebbe di muovere un muscolo se non quella di penetrare una femmina qualunque, sconosciuta, idiota magari…?

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