L’anticipatore (Racconto breve)

Nella sua mente anticipava gli avvenimenti di qualche secondo. Questa fu la conclusione su cui, inspiegabilmente, conversero tutti: c’era poco altro da dire.

Dapprima gli amici iniziarono con semplici burle e motteggi: “porti scarogna”, e cose del genere. Quello diceva: “attenti alla birra”, ed essa cadeva, “rispondi al telefono” e quello squillava, etc., ma quando gli esempi si moltiplicarono, tutti rimasero sbalorditi.

Ad un certo punto anche le idee si moltiplicarono e si fu colti dalla cupidigia; tentativi su tentativi, ma non si riusciva a ricavare nulla di concreto da un anticipo cosi esiguo: niente scommesse, o numeri del lotto, per esempio, ma neppure roulette, o black jack. Niente di niente, dato che a volte l’anticipo era così scarso da non dargli neppure il tempo di parlarne e comunicarlo e inoltre si presentava in modo aleatorio, frequentemente, sì, ma ingestibile a fini pratici.

Il fenomeno, comunque, fu ritenuto di estremo interesse anche per la scienza. Si fecero molti esami, ci si lavorò su un bel po’, ma non si giunse ad alcuna conclusione definitiva, o spiegazione autentica; anzi, confermata l’autenticità del fenomeno, ci si limitò a dire qualcosa di tutto sommato ovvio ed evidente come: il cervello del soggetto vive in uno stato “anticipato” rispetto alla realtà sensibile, etc. etc.

Curiosa fu però la sua fine.

Un giorno, assalito da un malvivente per strada, sotto minaccia di una pistola giocatolo, ebbe un infarto fulminante.

Non pareva soffrire di cuore, anzi, di sicuro no!

Secondo una ricostruzione piuttosto verosimile, egli non ebbe una visione dell’assalto e della sua innocuità, ma anzi, durante lo stesso, e versando già in uno stato di agitazione, la ebbe, e chiara, del suo cadavere disteso di lì a qualche secondo.

Tanto fu lo spavento dalla scena, che, nella concitazione e l’orrore, non ebbe modo di far mente locale e notare che il corpo esanime di se stesso non portava macchie di sangue, o bruciature e fori d’arma da fuoco, e che il malvivente non avrebbe sparato.

Il terrore provato dinanzi alla vista della sua fine fu così intenso da provocare, esso stesso, quel violento attacco di cuore che fu modo e causa della morte.

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