LE BARISTE DICONO SEMPRE DI SÌ. F.P.F.

Che vuoi pensare di uno che appena cala il sole se ne va a casa? Non è un comportamento da persona normale, decente. Un uomo vero beve in compagnia la sera! Non sta a casa! Sono sempre a disposizione, questo aiuta molto il rapporto, ma con Lallo si va al bar quasi solo la mattina, si fa sempre quello che vuole lui, si stordisce co’ ‘sti accidenti di Campari e gin, gli spriz, cinque, sei, sette in un’ora, subissa la gente con una valanga di parole che non ammettono repliche, fa cagnara, polemica, accenna a una rissa, io lo placo, e se ne va. Sempre lo stesso copione, dal lunedì al giovedì, poi sparisce. Inizi a bere con lui e finisci sempre con qualcun altro. È intelligente, ma ingestibile.

È intelligente, ma non l’ha capito che non serve a un cazzo parlare, prendersela, e che le bariste non sono persone. Qua nessuno lo è! Mi porta sempre dove ci sta una cameriera che lo attizza, ci attacca bottone e spera di avere, prima o poi, qualche chance da giocarsi per piombarsela. Cosa che puntualmente non accade! Ce le mettono apposta quelle acefale acidelle e scostanti con le chiappette strette, a fare le fiche dietro al bancone, per i gonzi come lui. Glielo avrò detto mille volte che non ce la farà mai! Che quelle rispondono “sì” e “no” a labbra strette, solo perché lui insiste a morte, sennò manco quello. Non ci parlerebbero mai con uno così! Non è alla moda, non è trendy lui, non per la zona! Non mi ascolta, né me, né nessuno! E poi, questo comportamento da servo della gleba, sempre attaccato alle gonnelle, a disposizione, prono, non paga! E anche pagasse fa vomitare! Solo gli italiani, solo gli ascolani, si umiliano così! Niente! Non c’è verso!

Per fortuna si abbotta di psicofarmaci, come un sacco di altra gente di qua. Altrimenti sarebbe pure violento. Mai vista una persona più nervosa e aggressiva. Se beve c’è da preoccuparsi, si fida e si fa placare solo da me. Si rabbuia, mi accompagna a casa e torna alla sua, tra le montagne a spaccare la legna per il camino. Gli sgherri di stato in divisa di Valentino non gli hanno mai ritirato la patente per miracolo, forse solo perché beve ad ore inusuali e non esce la sera, io ci ho rinunciato a riprenderla. Tenetevela! E tante rotture in meno! Bolli e controcazzi! Mi sono venduto anche la moto, tanto non devo andare proprio da nessuna parte! Nessuno deve andare da nessuna parte in effetti, fanno solo finta di avere chissà cosa da fare o da vedere.

Penso che se si facesse una statistica seria verrebbe fuori che qua assolutamente tutti si drogano a morte: chi coca, chi canne, chi alcool, chi eroina, chi antidepressivi, questi la maggior parte. Dai quattordici anni in su. È una società di tossici Ascoli, e se non ti fai non la reggi. Ovviamente molti poi fanno finta di essere solidi e sereni, schifano chi beve e ratificano il tutto andando a messa. So di un sacco di gente “per bene”, “equilibrata”, “solida” di tutte le volte che ha pianto disperata davanti alla ragazza o la moglie: “non so che fare, non so che fare!” Sono loro stesse che me lo raccontano, dopo che hanno scopato. Li prendono in giro! Alle donne non piace vedere i maschi piangere, meno che mai i loro. Quelli poi escono di casa, e vai con la recita! Montano sul loro suv, spingendo virilmente l’acceleratore tra i ciottoli di un tratto di strada medievale di cinquanta metri che cioccolano sotto il peso di vetture troppo pesanti, col telefono all’orecchio, a farsi vedere in giro come tipi di successo, belli come il sole.

Ci sono delle situazioni che proprio lo fanno uscire di coccia a Lallo. È un po’ sotto pressione da quando ha perso il lavoro. Ha studiato scienze politiche, si mise a riparare computer, poi neppure più quello. Contratto a chiamata: una formula abolita dalla riforma del lavoro per quelli della sua età. E ti saluto, caro! Da allora ha un po’ svalvolato. E entrando si trova il classico settantenne, o poco ci manca, pensionato che pontifica sulle nuove generazioni che non hanno voglia di fare un cazzo. Vai col pippone!

Quella poveraccia della cameriera se ne stava tanto bene a sentire il vegliardo tutta accondiscendente, lei, guarda caso, una lavoratrice, mica come gli altri sfaticati! Bella e brava! Quello paga se ne va, erano pure arrivati a imbastire una bozza di accordo: nessuno vuole fare il pasticcere per non rinunciare al sabato sera in discoteca! Oh! Che bella analisi! Da bere prego! Ma quella fa l’incauta mossa di continuare con la accondiscendenza verso le scialbe teorie di chi, già avviato verso la fossa, si spera ci arrivi in fretta, e trasla il discorso su un altro soggetto affatto in vena di dire “sì”. Noi non si ha voglia di non fare un cazzo! Ok! Io, per me, manco replicavo!

E invece! Questo proprio non si può dire, o non gente che ci ha avuto la pensione pure a quaranta anni! Ci sarebbe da sapere che ha fatto gente come quello stronzo là, nella vita, di tanto rilevante per potersi permettere di giudicare una intera generazione schiantata dalla precedente. Niente pensione, niente contributi, stipendi da fame, e se te li danno, poi quando ti arriva un calcio in culo stai in mezzo alla strada! All’epoca loro, per perdere il lavoro, dovevi dare una coltellata al principale. Da ragazzetto ti mettono a studiare, mica scegli tu davvero, famiglie italiane, impositive, ipocrite. Pareva ci fosse bisogno di sociologi, politologi, psicologi, avvocati: prenditi una laurea, o non vai da nessuna parte! Invece ora viene fuori che servono tornitori e saldatori, pasticceri! E uno che ci deve fare? Che fa? Si reinventa saldatore a trenta anni dopo aver appeso alla parete un pezzo di carta costato qualche anno di vita e parecchie tasse? Chi ci deve pensare ai cittadini se non la politica? Che la paghiamo a fare ‘sta gente? La più cara al mondo, che poi delega il tutto al grigiocrate di turno amico di finanza e Vaticano! Diamo soldi unicamente per fargli fare una vita da milionari?! Abbuffarsi di caviale! Ecco la verità! Mica per organizzare le cose! E nessuno si incazza! Mo viene fuori che la colpa di tutto ‘sto macello è nostra! La saldatura alle chiappe sarebbe da fargliela a tutti questi tromboni stagionati! La soluzione? Durezza! Tribunali speciali, Norimberga! Processi a tutti ‘sti porci della casta, per alto tradimento! Una cosa è essere incapaci, ok, ci può stare! Un’altra sgomitare per arrivare a fare dell’incapacità un mestiere, altro ancora lucrare sulla disfatta del proprio paese, tradirlo e insultare chi non c’entra niente. Via! Confiscare tutti i beni a ‘sta gentaglia! Tutto provento di furto! Poi esilio! Altro che “abbassare i toni”! Di fame devono morire!

Lui potrebbe andare avanti con argomenti del genere per ore, infarcendoli di storia, economia politica, teorie monetarie, geopolitica, filosofia varia ed eventuale, anche letteratura spiccia e di quella buona. Io non so se si inventa tutto lo scibile che ricaccia a supporto delle sue soluzioni e tesi, o se lo ricorda davvero a memoria. A sentirlo pare preparato, frasi in inglese, spagnolo, francese, nomi di gente sconosciuta, mi convince sempre, ma sia come sia, quello che sa lo fa solo stare peggio, e naufraga nell’indifferenza di qualunque orecchio del posto, specie femminile.

Si ostina a trattare tutti uguale: da esseri pensanti, da cittadini impegnati e consapevoli. Era tutto contento che la stangona lampadata e coi labbroni al botulino che gli passava patatine e salatini, mentre illustrava le sue tesi, dicesse di essere ormai convinta e di aver cambiato idea rispetto a prima, iniziando a dar ragione, non più all’assente vegliardo trofionoide, ma a lui! È un ingenuo, mica se lo immagina che quella dà ragione a tutti i clienti, pure a quelli che vogliono riaprire i campi di sterminio! È pagata per non essere una persona, e forse non lo è per niente, è pagata per dire sì, per sacrificare la sua libertà d’espressione e di pensiero a favore della cassa del padrone e uno stipendio da fame, o forse non ha proprio un’opinione, educata a non averla, vuole solo stare tranquilla e sognare che le sue chiappe vengano notate da qualche riccone o personaggio della tv. Mi spiace, un po’ tardi, bella! Sei vecchiotta! Qua, nella terra dei porchettoni al potere, vanno le sedicenni, come è sempre stato in natura! Come tra i macachi!

La gente è tiepida, è pavida, glielo ho detto mille volte! Non gliene frega un cazzo a nessuno di chi ha ragione e chi no, non pensano, ciascuno si fa i cazzi suoi, e centimetro per centimetro. Porta a casa i soldi, compra cazzate, non litiga con nessuno, sta a sentire sia Lallo, che un vecchio analfabeta, o, preferibilmente, un tamarro con la camicia a strisce bianche e blu, il Rayban all’ultima moda, barba di tre giorni che smascella, masticando una gomma, mentre parla dell’ultimo posto in voga sulla costa, o della curva sud. Sono rimasti ai paninari anni ottanta povera gente, mai mossi da lì, e il massimo dell’impegno civile qua lo trovi allo stadio, coi cori razzisti e neofascisti. Meraviglioso! Sublime! Così estremo che amo questo posto!

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