Le ghiuttinizie di Monsieur De L’Hororeé

Non è semplice sbirciare il quadernuccio privato del nobiluomo, specie se, sedentario e schivo come è, rimane a casa. Si deve attendere che si disponga ad allungare le falangi sul vetusto clavicembalo, o rimanga a sonnecchiare con del cognac dinanzi al caminetto immerso in lontani ricordi di privilegio illimitato. Passa ore, da secoli a praticare esercizi per cogliere note arcane sulla tastiera, e nonostante le affusolate e ossute, adunche mani, avide e grette, non fa che strimpellare.  È un bel rischio carpire i suoi segreti, che non può essere corso alla leggera. 

 

Lo strutto.

In cucina è assolutamente vietato comperare prodotti comuni e correnti, tutto deve provenire da fonti certe ed esclusive.

Specie sui lipidi non deve lasciarsi spazio all’approssimazione! Sono la base di molti intingoli. Questo implica che a volte sia necessario sacrificare degli esemplari molto grassi, superbi, che sarebbero stati perfetti per squisite pietanze alternative, pur di ricavarne del semplice strutto.

Il soggetto, di almeno centocinquanta chili su statura media, un prelato, un monaco, o un ghiottone da taverna molto pigro, va spezzettato, messo in un calderone, e con un mestolo va tolto il grasso man mano che si vada fondendo. Un odore acre e allettante riempirà la cucina, un’aria di festa.

Una volta in barattolo la sugna si conserva anche per anni, ed è deliziosa, migliore di ogni altra. Le ossa e la carne residua sono inservibili e vanno buttate, o date in pasto agli animali domestici.

Il procedimento è molto lungo e noioso, ma fate una sorpresa: sciogliete un cucchiaino di lardo già raffermo su una fettina di pane appena bruscato e tutti gli amici invitati per aiutarvi diranno che ne è valsa la pena.

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