Le Idee Chiare

Ormai, dopo anni di osservazioni sento di potermi esprimere, ed abbandonare le cautele! Si scherza!
Ma una delle situazioni che posso dire di aver notato con una certa costanza, è che quando non si capisce bene l’oggetto di un discorso, “le cose non sono perfettamente chiare”, bisogna assolutamente diffidare.

Non c’è da “sforzarsi”, “interpretare”, “cercare tra le righe”, etc., semplicemente quello che si sta dicendo, sostenendo, o persino chiedendo, non ha  alcuna dignità, non gli va prestata attenzione.

L’unico suggerimento da dare a chi parla in modo fumoso, erratico, ad effetto, è quello di chiudersi in camera per qualche tempo e chiarire a sé stessi cosa c’è che non va; una volta chiaritolo, formulare un pensiero meno sibillino. O semplicemente non nascondersi dietro un dito, non essere vigliacchi; cosa che accade a buona parte dei turbolenti e dei numerosissimi insoddisfatti attuali: sono vili!

Quando a inizio del secolo passato le donne lottavano per avere il diritto al voto, non c’era equivoco possibile, la situazione era cristallina, ogni domanda aveva risposta: cosa volete di preciso voi donne (e uomini)? Poter votare! Perché? Perché non pensiamo esistano differenze tali tra i sessi, specie quanto a intelligenza, che possano ripercuotersi fino a permettere a un sesso di partecipare alla vita politica, e impedirlo a un altro.
Cosa che è confermata da ogni dato a disposizione: le donne sono intelligenti quanto gli uomini, e quindi la loro opinione ha la stessa dignità e va tenuta nella stessa considerazione.
Se la pensi diversamente sbagli e sono fatti tuoi cercare di rimediare.

Quando i neri in America lottavano per avere un trattamento uguale a quello dei bianchi, era chiarissimo cosa volevano: poter entrare in tutti i posti in cui entrava un bianco, sedersi sul tram vicino a un bianco, etc. Non c’era alcun dubbio! E avevano ragione! Non c’è alcun motivo razionale per discriminare in virtù del colore della pelle.

Quando le donne chiedono il diritto ad abortire in strutture ospedaliere anche si sa esattamente cosa e perché si chiede: avere assistenza per un atto che si è dato costantemente nella storia umana, col fine di limitare i danni e le sofferenze che esso comporta, salvaguardare la vita per lo meno di una delle due creature implicate.
Tutte le repliche tirano in ballo concetti fumosi, e specie Dio… non si sa neppure quale di preciso, dato che ognuno ha il suo, o la sua versione dello stesso, agguerrita contro le altre.

Quando gli omosessuali oggi chiedono di potersi sposare, si sa perfettamente cosa stanno chiedendo e perché: avere la possibilità di ratificare dinanzi alla società un’unione che è basata esattamente sullo stesso sentimento e valore su cui oggi si basano le altre, l’amore.

E così via.

In altre situazioni la chiarezza non c’è, e quello che si sostiene è del tutto inintelligibile. Attingerò ad alcuni topici in cui mi sono imbattuto recentemente.

La femminista che oggi dichiara di non avere pari opportunità dinanzi ai colleghi maschi quando sostiene un esame all’università perché “innanzitutto deve abbattere il muro emotivo che si instaura con il professore”, non si sa che vuole e che stia in effetti dicendo! Se annuisci è per educazione o quieto vivere. 

In tv il portavoce della milizia armata che in Oregon ha occupato un edificio federale e si fa chiamare “cittadini per difesa della Costituzione”, non si sa cosa diamine stesse dicendo di preciso; si è capito che si sente attaccato dallo Stato Centrale, che si sente oppresso, ma non si sa e non ha specificato che tipo di oppressione si dia, quando, come, avvenga: forse non può sedere su un autobus e deve andare a piedi? No!

Non sono ancora riuscito a capire cosa, da decenni e decenni, vogliano di preciso i musulmani integralisti da me e da altri miei simili che nemmeno sanno dove stanno i loro Paesi.
Lo ho chiesto, nessuno ha saputo rispondermi; qualcuno ci ha provato e ha dato una sua versione, anche intelligente, acuta, ma ciascuna diversa, il che significa che nessuno lo sa!
Perché quando si sa una cosa, nessuno ne dà versioni disparate: i neri vogliono poter entrare in tutti i locali aperti al pubblico, le donne vogliono poter votare, i gay vogliono potersi sposare tra loro, il malato vuole poter scegliere l’eutanasia…

I discorsi più sono vaghi, più vengono proposti e urlati in modo agguerrito e con prepotenza, il che vale per decine di religioni, filosofie, correnti e sottocorrenti delle stesse, tutte tese più a confrontarsi con astio tra loro e con gli altri, che a proporre un modello intelligente, razionale, o anche semplicemente cristallino su un oggetto determinato.
Potremmo prendere ad esempio filosofie opposte nate da uno stesso scritto, ma riferiamoci solo al caso più emblematico per noi, quello di Cristo: un mite, amorevole uomo, la cui parola è stata (ed è) usata per odiare, discriminare, opprimere, farsi belli.
Il problema non è certo il povero Cristo, il problema sono i suoi frustrati sostenitori, che lo usano come un pretesto. E che NON si sa che vogliono!  

Per complicata che sia (complicata, non astrusa o incomprensibile), la teoria della relatività non ha mai fatto lanciare molotov a nessuno. Sta lì, se la vuoi studiare la capirai, vivrai in un mondo più vasto, altrimenti fatti tuoi.

Personalmente tutti gli individui un po’ cretini che ho conosciuto, oppure piuttosto insoddisfatti e invidiosi, “piccoli d’animo”, li ho visti sempre nascondersi dietro parole, parole, parole, fumose, concetti indefinibili, posizioni originali, magari pure (di rado) erudite, ma prese per farsi notare, o cercare un confronto disonesto dove l’oggetto del discorso non è affatto nel discorso, ma nelle loro incapacità, frustrazioni, mediocrità, limiti mai accettati e nodi irrisolti che li spingono all’aggressività, all’odio, alla rabbia.

Quello che sta chiedendo la gente che non si sa che chiede e che vuole, è, mi pare di aver capito, una bella e lunga terapia psichiatrica.

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