Libertà di esprimersi: i limiti! Le offese! Il Papa. O anche: “i bambini, qualcuno ha pensato ai bambini?!”

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Prendiamocela comoda oggi!

Innanzitutto in breve sulla satira, una specie di premessa. Non voglio essere volgare, ma dire le cose chiare, come deve essere consentito a tutti di fare: mi fa cagare!

Siamo un popolo di maleducati e di intolleranti!

Dire “mi fa cagare” non è equivalente all’uso di nessun’altra espressione o perifrasi, per analoga che voglia considerarsi, “non la gradisco”, “non mi dice nulla”, “la detesto”: in una semplice locuzione metaforica e triviale comunica qualcosa, un rancore, una antipatia, una insofferente delusione, che altrimenti ci vorrebbe tempo a spiegare.

Non credo di aver mai riso o nemmeno sorriso per vignette varie, non credo neppure che quello sia il loro scopo francamente, o altrimenti lo assolvono proprio male. Credo piuttosto che servano a testare i limiti della libertà di espressione (che non devono esserci) in modo da affermare e ratificare la “vigenza” proprio della mancanza di limiti (e cioè l’esistenza della libertà di espressione). Come faceva il giornale francese punito dal fanatismo.

E lo fanno piuttosto irritando che divertendo. Peccato per chi sta dalla parte di chi si irrita… ma è un “male sopportabile”, che a cambio garantisce libertà a tutti, pure a loro.

Da questo punto di vista sono ammirevoli coloro che si dedicano alla satira.

Pur non apprezzandola la difendo. Egoisticamente potrei fregarmene, no? E chi la legge o ascolta mai? A dirla tutta, gli spiritosoni mi stanno proprio sulle palle! La difendo (ne difendo l’esistenza) perché difendo la libertà di esprimere come si preferisca (la forma è anche sostanza) il proprio pensiero. Il pensiero può essere profondo, superficiale, irritato, esasperato, sbagliato, ed ogni sfumatura merita di venire manifestata, se si vuole.

Francamente, anche io voglio esprimermi: lo concedo e lo pretendo.

Quindi dico che a satira mi fa cagare; mi hanno sempre fatto cagare tutti, a fischio, francesi, tedeschi e in specie tutti gli italiani, Benigni, Littizzeto, Rossi, Vauro, quella squallida della Guzzanti (senior), Luttazzi, Gnocchi, Bagaglino, Chiambretti, Quore, tutti, su! Senza liste. Sono proprio tristi, per niente divertenti, ognuno a modo suo, fanno tutti un po’ pena e sanno di rancido. Se aspettano me per arricchirsi stanno freschi.

E in Italia non servono neppure a testare un bel niente, francamente. Perché in Italia non ci si può più muovere, parlare, è un paese a “senso unico”, a parrocchie e ognuno dei nominati appartiene alla sua. C’è solo polemica perenne, non opinioni e tantomeno libertà.

In Italia non servono a testare nulla anche perché nessuno ama davvero la libertà di espressione. Vorrei vedere, infatti, e non li ho MAI visti, i difensori politicamente schierati (sinistra italiana, la merda della merda, mi spiace) della “libertà di espressione del pensiero” lottare contro la censura e la chiusura di un periodico avverso alle loro posizioni, magari fascista, schierarsi contro i reati di opinione e specie contro quelli di negazionismo, etc. SILENZIO! Piantarsi di traverso e urlare per i diritti sia che coinvolgano militari che tossici… ma quando?

Non lo faranno perché sono ipocriti! Sono dei fascisti che dicono di non esserlo, come se fosse questo il punto fondamentale: l’autodichiarazione di buone intenzioni! “Sono una brava persona, io, moderna, credetemi!”. Affermano “la libertà di esprimere il pensiero con cui sono in sintonia…” GRAZIE AL CAZZO!

Ma in vita mia ho visto farlo (difendere la libertà di gente che si detesta) mi è parsa la posizione più convincente e più equilibrata e, come è ovvio che sia, anche io l’ho adottata e la sviluppo a modo mio.

Nel caso specifico, mi fa piacere ricordarlo e menzionarlo, il mio maestro in Spagna, Enrique Gimbernat Ordeig, tra l’altro autenticamente di sinistra, opinionista di El Mundo, famoso in patria e altrettanto in Germania, mi ha insegnato tanto e gliene sono ancora grato. In un articolo si schierò apertamente contro i reati di negazionismo, essendo fortemente contrario a sanzionare le espressioni del pensiero QUALUNQUE esse siano.

Così, per me, se i ritardati di sinistra italiana vogliono dire le loro ovvietà, proporre i loro pregiudizi scialbi, facciano pure! Mi avranno al loro fianco, non nel contenuto, ma nella possibilità di manifestarlo, se qualcuno vorrà impedirglielo. Ma non corrono rischi, la loro parrocchia va sempre alla grande.

Questa, dunque, la mia posizione in brevissimo! Niente limiti! Ciascuno dica quello che pensa e che crede come lo pensa e come crede che sia efficace dirlo. Le stupidaggini e le esagerazioni saranno riconoscibili come tali, le volgarità dipingeranno chi sa dire solo quelle, per quello che è. (Si parla di opinioni, non di mentire, è ovviamente diverso!)

Parlare di limiti sembra sempre saggio, ma non lo è. A volte non è nemmeno “ragionevole”, come si ama dire.

Oggi, intiepiditasi la paura, in molti hanno approfittato e stanno approfittando dell’attacco a Parigi per portare avanti le loro posizioni restrittive. Una bella beffa, tra l’altro. “Avete imparato che succede a rompere i coglioni alle persone sbagliate?”

E tra tutti s’è espresso anche il Papa, che essendo un uomo come tutti sbaglia! Ognuno vada a vedere le parole usate, ma, per esempio:  “non si offende la fede”, “non si offende la religione degli altri”, “se uno mi offende la madre gli do un pugno”, amenità del genere. “Degli altri” poi… come se su oggetti del conoscimento ci fosse la proprietà! Io parlo di quello che voglio! Ci mancherebbe!

E che posizione si sarebbe immaginato avrebbe difeso il Papa? Ovviamente quella di preferire limitare qualcosa o qualcuno a quella di concedere o difendere una libertà! A sua maniera, chiaro! Come da tradizione!

Non gli esce proprio, non ci sta nulla da fare, di pensare che gli altri abbiano gli stessi loro diritti; non hanno, e si vede accidenti, anche se si deve far finta di no per piaggeria, amore e propensione per la libertà, le differenze. Devono evangelizzare e sottomettere! Dominare, reprimere, controllare. Certe cose le tollerano solo perché sono costretti, oggi, a tollerarle. O ti piazzerebbero ancora su un rogo.

Il pensiero per definizione non può essere limitato, può essere condizionato semmai, ma nessuno può impedire a nessuno nel suo intimo (cervello) di pensare quello che preferisca, le maggiori meraviglie, e fantasie, assurdità, incoerenze, o le peggiori turpitudini, odiare chi voglia, occultare, nella recita sociale affabile, atroci istinti omicidi o chissà che. Ho fatto scoppiare il cranio a Razzi e co. con le mani non so quante volte, poveretti! Pensare non è reato, dai tempi dei latini: de cogitationis poenam nemo patitur. È scritto su ogni manuale di Diritto.

Diverso è far uscire dal chiuso della nostra mente quello che c’è. La nostra civiltà è arrivata tempo fa, però, alla configurazione di questa importante libertà che afferma che oltre a pensare come ci aggradi, se vogliamo, si possa anche esprimere tale pensiero. In ogni modo, anche in arte.

Ciò è stato una cosa inedita nella storia, si viveva lo stesso anche senza averla, intendiamoci, a Roma Imperiale non era certo ammissibile invocare un diritto del genere, magari per farsi beffe dell’Imperatore, insultare quella vacca di sua madre… (che poi spesso era davvero una gran baldracca) ma c’era lo stesso una grande civiltà (si ama dire). Eppure si viveva non solo male, in una profonda diseguaglianza e ingiustizia, ma anche in una situazione inefficiente.

Permettere a tutti di esprimersi, oltre a lasciare le persone libere “di respirare” e accontentare le tante “anime” del mondo che a ben vedere hanno tutte uguale titolo per esistere, rende lo stesso (il mondo) più vasto e più bello, rende certi che non si sprecheranno eventuali risorse, che nessuno sarà indotto con la violenza e l’imposizione a nascondersi laddove potrebbe, invece, essere utile. Questo già da solo val bene il peso di sopportare qualche volgarità.

Tutti sappiamo, se ci soffermiamo un attimo a pensare, che quello che è stato scandaloso e inammissibile un tempo è del tutto normale oggi e viceversa. Non credo servano esempi. Evidentemente NON esiste uno “ius naturale”. Esiste solo la razionalità, costellata però da tanto altro.

Esprimersi e lasciare esprimere, non significa farsi piacere tutto, né andare d’accordo con tutto e tutti, tanto meno che ci sia un “obbligo ad ascoltare”, ma chi preferisce limitare questo diritto, mai si riferisce a farsi limitare lui nell’esprimere quello che creda e in cui creda, ma anzi sempre vorrà poter dire quello che gli pare (e che considera meraviglioso e necessario al mondo) ma vorrà che ALTRI NON esprimano il loro punto di vista.

Si limitano e vanno limitati sempre gli altri! Un po’ come quando si parla di “sperequazione delle ricchezze”: si deve iniziare “a tagliare” sempre da chi ha più di noi, mentre quello che noi possediamo rappresenta il minimo della decenza. È legittimo!

Il Santo Padre, il saggio argentino bonario nonnorinco che parla della mamma (è veramente un poveretto che usa trucchetti per affabulare gli stupidi sentimentali), quando parla di limiti, non vorrà certo che i suoi cialtronissimi emissari per il mondo smettano di insultare l’intelligenza umana e la scienza affermando che “tutte le specie su questo pianeta sono scese da un’arca”, o che “la Terra ha seimila anni”, o che “negli ACDC alberga il demonio, lì in agguato”, ma vorrà piuttosto “limitare saggiamente” la libertà di espressione solo altrui non permettendo a nessuno di bestemmiare e di non contrariare, in tal modo, chi è credente. I suoi! Ognuno pensa a sé!

Si inizia con il percepire la bestemmia volgare come insulto alla fede, poi si smette di far suonare gli ACDC, e si finisce col percepire come un insulto pure una nuova teoria scientifica.

Il Papa è vicino alle posizioni degli islamici e degli ebrei ortodossi… e degli altri religiosi solo apparentemente a lui “avversi”, ed è contro gli atei e i laici (quelli veri, non i “cattocomunisti” all’italiana, che sono più fascisti di lui e dei fascisti dichiarati). Ma è evidente che tutti costoro (ebrei religiosi, cristiani e musulmani) non sono affatto “saggi”, dato che dimostrano ogni giorno, ed è sotto gli occhi di tutti, quanto bene facciano all’umanità: si scontrano puerilmente da millenni per nulla! Uccidono, insultano, minacciano, mistificano il vero.

Uno slogan? Le religioni mettono e vogliono far rimanere le persone in sedia a rotelle, mentre la scienza sta riuscendo a rimetterle in piedi! Ognuno veda da che parte stare!

Sono, purtroppo, tutti della stessa pasta violenta e impositiva. Prepotenti! La vera battaglia non è “tra fedi”, ma è solo tra fede religiosa (anche politica) e laicismo.

Il Papa, per moderato che sia e che DEBBA essere, dato che non può più imporsi, cosa che altrimenti farebbe come s’è sempre fatto, sorride, ma in fondo si intende meglio e ama più i suoi simil-nemici religiosi che i laici che ha vicino.

Tanto è vero che i vari religiosi sono oggi indirettamente alleati contro la così detta “secolarizzazione”. Lo dicono, mica me lo invento o interpreto io. Per una volta sono chiari.

E in occidente sono stati, infatti, attaccati posti “laici”, e non religiosi, nessuna bomba in chiesa… Perché non puoi sottrarti alle “loro” contese e querelle su quale Dio “ce lo abbia più grosso”, ma anche se ti disinteressi a loro, anzi specie, sei da considerasi una minaccia, la più grave delle minacce. Che fai non credi a quello che dicono? La religione “è loro” non la devi toccare, ma deve essere pure tua e non la devi toccare lo stesso! Insomma che vogliono?

Mi si passi la volgarità di parlare degli attributi sessuali di Dio, ma come ogni bestemmia non è che un test sulla tolleranza e sulla vigenza della libertà di espressione… ancora, finché dura.

Allora adesso lo dico! A me pare ridicolo credere e propalare certe storielle mentecatte (così le percepisco e ne ho tutto l’agio), Adamo ed Eva, il Serpente, la solitudine del maschio e la costola pe’ fa’ la femmina, Babele, Erode, ma non voglio impedire a nessuno di farlo, sempre e quando anche io possa fare lo stesso credendo alle mie di storie e potendone parlare.

Per inciso, pur da ateo, non riduco certo il “senso del sacro” alla religione, ma la gente non è amante e intrisa di “senso del sacro” (o di “stupore filosofico”, il “thauma”, che pure mi lascia oggi freddino, sia chiaro), ma di religione! E t’accoppa per essa! Non per il cielo stellato sopra di noi! La gente si pone in contatto telepatico con amici immaginari, spera e prega, è superstiziosa, crede alle favole, in genere sputa sul piatto da cui mangia: la scienza.

La libertà di espressione è una garanzia per tutti. Il religioso dovrà sopportare un porcoddio ogni tanto, una vignetta col papa o un imam che lo pigliano in culo, e quel po’ di contrarietà (ma su!) che esse gli provochino, e io che un esaltato (è successo, ovviamente) mi chiami indemoniato, figlio di Satana, e giri con una campana fastidiosa e un cartello appiccato che mi promette l’inferno davanti a mia figlia… perché ascolto gli ACDC e i Motorhead.

Per inciso, io non inseguo gente in strada per convincerla a non ascoltare musica o altro, chi non mi vuole leggere, non legga e non leggerà nemmeno l’addio porco, l’ad io porco, l’a Dio porco. Si scherza… Dio non sarà da appellarsi porco, ma parco di sicuro lo è.

Il religioso musulmano dovrà sopportare che per me le condotte di Maometto sono da pederasta lercio e cialtrone ed io sarò disposto ad accettare che un tizio barbuto e dall’aspetto ripugnante mi appelli con i peggiori epiteti descrivendomi come il peggio che esiste al mondo… mentre, certo, compra armi create con quella tecnica che dice di disprezzare tanto.

Ci sono i punk nel mondo, che odiano tutti, anche loro stessi! Chi se ne frega?

Ogni volta che sento insulti da parte di religiosi, io mi collasso dal ridere; che loro, invece, non siano in grado di divertirsi è un problema loro, la scienza propone un rimedio, ci sono gli psichiatri! Li visitassero.

Le minacce non sono disposto ad accettarle però, sono ben altro dalle opinioni, perché esprimere il pensiero, e con esso il propria punto di vista, anche con risentimento, disprezzo, odio, non significa promettere un male verosimile, né intimidire per conculcare la libertà altrui. “Se insulti il profeta t’ammazziamo”, “se parli della fede senza rispetto, t’aspetta il rogo”… e poi succede.

Prendendo questa china, “il pugno se insulti mamma” ogni cosa può diventare e diventa “insulto”, anche che tu non vada a messa la domenica e preferisca farti una partita a carte o una bella scopata, che ti venga in mente di fare l’albero di Natale a casa tua invece del presepe, che cucini il porco in giardino davanti al vicino ebreo o musulmano che non lo possono mangiare… è questo che vogliamo? Io no! Piuttosto mi faccio ammazzare.

Il fatto in sé che qualcuno voglia imporsi con la prepotenza, invece che magari modellare il mondo con la persuasione, invocando il rispetto, la buona educazione, non mi sorprende tanto quanto che poi ci si divida su come considerare tale atteggiamento! Che va assolutamente REPRESSO! Non va tollerato, ci sono migliori occasioni per mostrare acutezza mentale, fare distinguo, filosofeggiare, comprensione. Si tollera per assunzione volontaria, non per costrizione. È proprio inconcepibile!

Si sa che i conflitti, purtroppo ancora, si creano… a quel punto la cosa più razionale e saggia da fare è vincerli.

A me sta bene che ognuno dica quello che preferisca, compreso che il mio punto di vista è indecente e pericoloso, che mia madre è una grandissima troia (caro Papa, non siamo bambini e si parla di cose serie!) e che tutte le madri occidentali lo sono, se questo serve a preservare la libertà. Non tirerò pugni! Non spiccherò denunce, neppure! Sono stato insultato (immeritatamente) in vita mia, mai tirato un ceffone, mai sporto denunce! Perché credo in quello che dico.

Sono disposto a lasciar esprimere ogni opinione, anche (e ci mancherebbe) quelle che non condivido, razziste, naziste, stupide, certo, ma se a qualcuno non sta bene dover fare altrettanto, non gli lascerò certo l’agio di costringermi con la forza, di limitare la mia libertà per incrementare la sua e imporsi su di me e i miei simili.

Ci facciamo tutti schifo a vicenda, a me almeno fanno schifo quasi tutti (scherzo!) ma, niente panico! È normale! Che fare? O ci tolleriamo, e sono disposto, dispostissimo, e non muore nessuno, o chi deve scomparire è l’altro e non certo io e i miei.

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