L’Italia che fa acqua su Marte

Le opinioni di per sé non sono importanti, lasciano ovviamente il tempo che trovano, ma, specie se numerose, concordanti e ripetute, divengono tipiche e delineano i tratti della gente di dove esse sono partorite.
Ognuno può avere la sua di opinione, per stupida che sia, e manifestarla: stupida quanto dare dei “criminali” agli scienziati della Nasa. Avanti, fate pure, ci mancherebbe! Ma perché? E perché solo in certi posti avviene?

Quello che segue è un punto di vista soggettivo (tratta di ciò che è successo a me e solo a me), ma comunque, ritengo sia valido un po’ per descrivere la situazione generale… significativo, quindi lo propongo.
Per ragioni biografiche mi ritrovo amici da vari differenti paesi, e da tempo osservo che quello mio di origine non sta attraversando la sua migliore epoca, e, per dirla in modo ancora educato, mostra segni di idiotismo puro.

Già avevo scritto sulla Cristoforetti; ovunque gli astronauti sono persone non solo celebrate dalle autorità, ma anche amate dalla popolazione, in Italia no! Troppo scontato! Da noi si deve “prendere per il culo”! Sminuire, dileggiare, criticare, “essere originali”… proponendo in fin dei conti SEMPRE LO STESSO punto di vista, che diviene ossessivo, psicotico, sintomo di malessere palese: la critichetta da bar fine a sé stessa, sciatta, noiosa. Avvilente!
Quando fu avvicinata la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko dalla sonda Rosetta, un servizio nazionale del tg affermava, sostanzialmente, che il gran dispendio di danaro dell’operazione era servito solo a rovinare, a quel cialtrone infantile e analfababbeo del giornalista, la sua tenera immagine “natalizia” dell’astro. Che profondità!
Ciò avviene solo in Italia, così mi consta! E non se ne può più! Gli italiani sono diventati delle macchiette, delle caricature saccenti e irritanti!  

Da noi, tutti sanno e parlano di tutto! Sono tutti politologi, scienziati, storici, economisti… che giocano alla play station e vedono la tv, se e quando va bene! Già che i peggiori non si capisce che vorrebbero, forse vorrebbero il Medioevo e la sua piatta rappresentazione del mondo, con Cristo e la Terra al centro, i roghi per chi non è convinto che così stiano le cose. È un po’ tardino! Anche se arrivate a lavorare il tv o siete in politica!

Infatti, in nessuna altra lingua ho visto critiche persino all’operazione della Nasa che ha mandato la sonda su Marte, e alla scoperta di acqua (in forma liquida) sul pianeta. C’è un robot nostro (umano) su un pianeta inabitabile, non si è affascinati, incuriositi… no! Troppo scontato anche questo!
Solo in italiano sul tema “acqua su Marte” ho letto sui social (che sono divenuti una fogna) meme sconfortanti che mettono (solito procedimento mentale coglione) in relazione situazioni che non hanno alcun punto in comune… tranne la presenza della parola “acqua”, in questo caso.

Ho dovuto mio malgrado leggerne uno che ha definitivamente scatenato le mie ire. Davanti alla foto di un bimbo nero che beve da una pozzanghera, recitava: “l’umanità non ha i soldi per estrarre acqua dalle zone aride. Però ha i soldi per cercare l’acqua su Marte”.
La frase non merita una analisi, perché, oltre ad essere mal redatta, è semplicemente delirante e degna di un bambino delle medie, per di più poco intelligente. E non si parli del pietismo opportunista e vile dell’immagine usata per il meschino fine di racimolare consensi.  

Quello che preoccupa è che i consensi li abbia avuti, anche da parte di persone che conosco e da cui (per studi, almeno) dovrebbe aspettarcisi qualcosa di meglio, che abbia avuto dei “like” (molti) “repost” e adesioni nei commenti.
In particolare, un favoloso coglione parassita della mia città, che tra l’altro -degno esponente della “generazione di merda”- passa pure per “intellettuale” (è un artista, lui!) è riuscito a scrivere che: “se (la Nasa) cercavano nel loro cervello avrebbero trovato sorgenti di disumanità”. !?!

Avrei voluto cavarmi gli occhi! Anche perché, per inciso, questo analfabeota cialtrone che non spreca una concordanza singolare-plurale, figuriamoci un congiuntivo (avessero cercato) neppure per criticare la Nasa, è stato uno dei tanti vincitori “dell’Italian Dream” dei tempi che furono: posto statale parassita e stipendi-pensione… regalati per? Ma per insegnare, ovviamente! Dove altro mettere una simile mente(catta), se non a scuola, il rifugio dei più inutili, a rovinare generazioni intere con idiozie del genere?
“Il mondo va al Contrario” diceva… Eh, sì! Tu hai fatto il professore, caro mio!
Basta, su!

Sì, c’è siccità in alcune zone della Terra, ma no, la Nasa non “dirotta immani risorse per vezzi suoi”, che potrebbero essere impiegate più virtuosamente per sfamare, nutrire, abbeverare e fare tutti quei gesti di solidarietà che tutti coloro che propongono (da un computer) debbano essere intrapresi, non realizzano loro stessi.

Anche non volessimo semplicemente dire che: lo studio e la ricerca sono la più nobile e tipica delle specificità umane, e che come tali invocarne distruzione e repressione, anche col patetico e peloso discorso delle “priorità”, suscita pena e fastidio di per sé…, andando sul concreto, la ricerca aerospaziale è tra la poche che presuppone dei vantaggi sicuri, fronte agli investimenti che richiede; ha fatto tanto per l’umanità, molto più di quello che farebbe ciascun “cretinetti” frustrato -attaccato a internet- con la sua vita “agreste” e da “fraticello zoccolante” (che non intraprende: sta su internet, come me!) e la sua testolina moralistica e incapace.
Andate a scavare pozzi in africa, ipocriti! Tutti voi, stipendiati coi soldi miei, che destinerei assai più volentieri alla Nasa! In marcia!

La scoperta specifica, di acqua sul nostro pianeta più vicino, è ben lungi dall’essere un “vezzo”, una “menata che interessa a pochi”, che “piace solo agli specialisti”, inutile, addirittura “stupida”, se non proprio (come si legge) “criminale”, perché “alternativa alla nobile attività di salvare i bimbi africani”.

Ecco! Facciamo una cosa: da oggi non si fa più nulla -ma nulla!- fino a che l’ultimo degli abitanti del pianeta non abbia mangiato e si sia alzato da tavola satollo! Ci dedichiamo tutti a far mangiare tutti gli altri e solo poi intraprendiamo altro, cose come lavorare, ricercare, amare, giocare, sfamare altre creature meno importanti come cani e gatti… Ah, no! Nella strana morale dei social, loro sono anche più importanti di noi umani! Prima cani e gatti e poi bambini africani.
Basta di nuovo!

Per chi non lo avesse presente, la scoperta di acqua su Marte potrebbe essere il primo passo concreto per chiarire un interrogativo che ha affascinato, spaventato, terrorizzato, illuminato e frequentato la mente umana forse per decine e decine di migliaia di anni: sapere se la vita esiste solo qui, o se abbiamo compagnia in altri luoghi dell’universo.

Non occorre dire, tranne che a dei perfetti cretini italiani, che la risposta affermativa a tale interrogativo sarebbe una svolta cruciale nella comprensione che l’uomo ha di sé.
Per una “curiosità” del genere c’è gente (me tra gli altri) che sarebbe disposta a mettere a rischio, se non proprio a sacrificare, la propria vita, tanto sarebbe importante poter finalmente aggiungere questo immane pezzo per avere un’idea ancora più attinente di ciò che ci circonda.
In solo un secolo, l’umanità (sì, bambino africano compreso, poverino) ha fatto passi enormi verso una migliore e più accurata rappresentazione dell’universo. Finalmente sappiamo i limiti di quello conoscibile, la presenza di oggetti diversi, l’interazione tra essi, la loro età, tanto, tanto, tantissimo che non si era mai saputo prima, ma che si era SEMPRE cercato di sapere, da prima di Aristotele, tutti ci siamo posti questi interrogativi.
Dovremmo essere tutti incuriositi e felici dei progressi, orgogliosi e volerne ancora, concentraci su essi, non su violenza e critiche sterili e idiote. Ovviamente ci deve essere la voce discrepante! Il cretino che “fa il romantico”.  

Se la vita esistesse, anche in forme minime, batteri, su due pianeti vicini, oltre a sapere per certo e finalmente che, no! non siamo gli unici in questa strana forma ed essa può darsi altrove, guardando il cielo notturno potremmo per la prima volta immaginare, con ragioni concrete dalla nostra, che quell’immane moltitudine di luci pullula(va) di vita, probabilmente anche intelligente. Questo è qualcosa di inestimabile per chi non orienti la sua esistenza solo su “stipendi e posto fisso, chiesa, sport e fica”, con la pretesa, per di più, di guidare pure gli interessi e le inquietudini di tutti altri e pontificare.

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