Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate

Scheda Film: 

Lo-Hobbit-–-La-battaglia-delle-cinque-armate

2014

Regia:  Peter Jackson

Soggetto: J. R. R. Tolkien (romanzo)

Sceneggiatura: Peter Jackson – Fran Walsh – Guillermo del Toro – Philippa Boyens

Interpreti: Martin Freeman: Bilbo Baggins – Ian McKellen: Gandalf – Richard Armitage: Thorin Scudodiquercia

 

Iniziamo bene il 2015 con la buona notizia di esserci finalmente liberati della perenne saga di Natale tolkeniana. Speriamo non ricomincino mai più!

Tolkien è l’autore “apripista” di tutto il pessimo e ridondante fantasy posteriore e che oggi risulta (il suo) datatissimo e bisognoso di profondi restiling per rimanere minimamente interessante per chi possieda una Play Station.

Un rigoroso e pedante professore di Oxford, svilito a cibo per masse decerebrate e per questo messo in mano a un regista con parecchio cattivo gusto e a sceneggiatori incolti, il disastro è assicurato. E così è stato!

È difficile con un tale ingente sforzo economico e tanto lavoro essere meno brillanti.

Lo Hobbit non è che una favola per bambini portata sul grande schermo come una trilogia pari al Signore degli Anelli, che però e per lo meno, una trilogia lo era davvero.

Non accenniamo nemmeno al progressivo e inarrestabile decadimento delle tre pellicole, sempre più ridicole; specie nella troppo, troppo, troppo, massiccia sospensione dell’incredulità richiesta allo spettatore, la quale presuppone uno sforzo immane per riuscire a sopportare composti la sistematica (e dolorosa a vedersi) violazione di leggi fisiche… Inoltre del tutto fuori luogo nell’ottica dell’autore a monte, che, se qualcosa di buono aveva, era certa quadrangolare sobrietà classico-celtica.

Si consideri solo questo aspetto sulla produzione tolkeniana. Tutto sommato l’autore con i suoi prolissi libri non vuole comunicare che una cosa: il potere delude!

Il leitmotiv delle varie parti delle storie è che gli umili compiono opere più grandi di coloro che per ruolo precipuo dovrebbero essere deputati a realizzarle.

E ciò è ripetuto fino allo sfinimento. Non solo Saruman, ma specie i re, Isildur, Theoden, Denethor, e pure Boromir e praticamente ogni altro personaggio altolocato agiscono in modo erroneo e miserevole. Compreso Aragorn che è però abbastanza sveglio da essere macerato da dubbi e un po’ pare averla compresa questa cosa e voler dire: “J.R.R. Tolkien! Ba-sta!”

Tale osservazione di stampo marxista-cristiano ci è costata parecchie ore di vita se consideriamo le migliaia di pagine scritte e le decine di ore di film delle versioni superestese (e superprolisse).

La pellicola va quindi vista integralmente col tasto fast forward (8x) premuto. I dialoghi sono inesistenti, la storia aggiunta all’originale è piatta e banale, le scene ripetitive e stucchevoli.

Se Tolkien non è da considerasi un grande scrittore, chi ha la presunzione di imitarlo o completare la sua opera va definito solo un demente.

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