Lo Stato Attuale delle Cose.

Facciamo velocemente il punto della situazione.

Dunque, se ho ben capito: l’universo parrebbe in espansione, lo spazio stesso, e non solo la materia, ossia le galassie le une rispetto alle altre, si espanderebbe, ma il primo a una velocità superiore a quella della luce (e su… non si sa bene cos’altro).

Probabilmente è attualmente a oltre i 47 miliardi di anni luce, così si calcola, ma non possiamo saperlo con certezza perché “corre” più velocemente della nostra stessa capacità di osservazione. Oltre quell’orizzonte, non giungono informazioni, e pare che non potremo mai sapere che c’è.

Io mi trovo da 37 anni (mi dicono, ma non li ricordo tutti) in un posto sito su un pianeta di un sistema solare all’interno dello sperone di Orione, in una galassia detta Via Lattea. Mi hanno dato un nome e lo ripeto a tutti convinto di essere “me”.

Se vi fosse un modellino in scala con un diametro di 130 km che rappresentasse tutta la Via Lattea, il mio sistema solare ne occuperebbe appena 2 millimetri.

Il pianeta dove mi trovo sarebbe delle dimensioni di un granello di sabbia, se il sole fosse un pallone da basket, e se anche la Terra avesse tali proporzioni (di un pallone), non so immaginare a cosa potrebbe essere riportata, in scala, la mia testa.

La velocità di rivoluzione media della galassia è pari a circa 250 km/s, e per compierne una intera il sistema solare impiega circa 200 milioni di anni.

Si calcola che ci siano più di 100 miliardi di galassie, contenenti ciascuna fino a mille miliardi di stelle, e tutto ciò non sarebbe che la minor parte della materia esistente nell’universo (persino solo un 10%).

Io vivrò altri pochi e incerti decenni al massimo; questo universo, uno dei tanti, forse infiniti altri, che probabilmente finirà per morte termica tra 10 alla 10 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 000 (10 alla 10 alla 76) anni, limite superiore perché tutta la materia venga inglobata in buchi neri, esiste già da 13,73 miliardi di anni, età del big bang.

Non possiamo avere una immagine attuale dell’universo: quello che sta accadendo nella nostra contemporaneità lo ignoriamo completamente, “vediamo” solo il suo passato, ciò che arriva ai nostri mezzi di rilevamento a una velocità che pur parendoci elevatissima, ci mette comunque tempi fuori dalla portata umana per percorrere tanto spazio.

Nel frattempo avrò avuto mal di denti, sofferto perdite, operazioni chirurgiche, cercato con o senza successo di essermi fatto voler bene, detto scemenze in giro, lavorato con burocrati ligi, visto gente banale, o persone in gamba, superato e non superato esami, mi sarò preoccupato, acceso, rabbuiato, deluso, vergognato o spaventato e avrò fatto chissà quante volte con amici e sconoscenti, forse spesso, la figura del cretino, o del grezzo, me la sarò presa o mi sarò entusiasmato per chissà che scemenze, avrò fatto sorridere, o sentire bene qualcuno, sarò stato spiato e forse amato da persone insospettabili e sarò stato del tutto indifferente al resto del mondo. Sarà successo questo e tutto il resto che mi è capitato in una vita che mi pareva sempre così maledettamente importante.

Quel che è peggio è che avrò fatto male e mi sarà stato fatto del male chissà che infinità di volte da altri soggetti impegnati a sentirsi il centro del mondo. Magari tutto (e sarebbe senza dubbio il meno peggio) solo perché, secondo un principio antropico, potrebbe darsi che in un universo debba necessariamente svilupparsi una elaborazione intelligente dell’informazione, ossia soggetti in grado di conoscerlo e interpretarlo razionalmente: residui di reazioni termonucleari che hanno capito di essere ciò. La conoscenza è e rimane di per se il più grande e sorprendente dei misteri, ma come non sentirsi inadeguati e fuori posto!?

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