L’Ordine degli Aggettivi in Inglese (una Guida per Italiani)

L’inglese è (arguably) la lingua più difficile del pianeta. Lo studio ogni giorno da anni, non lo so ancora come vorrei, ma vorrei provare ad essere utile lo stesso, illustrando uno dei temi più difficoltosi per italiani (e stranieri in genere). Proporrò la mia maniera di affrontarlo.

Ma divertiamoci! Vediamo prima di tutto quanto difficile è azzeccarci anche su cose semplici.          
Potrei fare molti esempi di traduzioni sbagliate, sbagliate nonostante l’impiego di tanta buona volontà e raziocinio, ma mi limiterò, ci pensavo ieri, a una linea di un testo dei Black Sabbath dell’epoca di Dio, a mo’ di introduzione.    
Dal brano: “Falling from the Edge of the World” (Album: Mob Rules, 1981):
…I’m living well out of my time.        
A volte è tradotto: “Sto vivendo (vivo) bene fuori dal mio tempo”, cioè “dalla mia epoca”. Pare ragionevole.           
Però “well” non va unito a “living” (vivere bene) ma a “out”: “well out”, col senso di “parecchio (molto) fuori-distante”. La traduzione giusta è quindi: “sto vivendo in un tempo molto al di fuori dalla mia epoca”.

Ma tra tutti, un argomento rimane davvero caotico e quasi impossibile per i non madrelingua. Si tratta dell’ordine in cui usare gli aggettivi.

Come si sarà capito, in inglese gli aggettivi vanno disposti seguendo un ordine preciso e tutti prima del sostantivo a cui si riferiscono.    
In italiano, che è pure complicato -e più di tante altre lingue-, ma per ragioni diverse, possiamo giostrare molto, parlare di: “un grosso, feroce, ma adorabile, gatto nero”, o di un: “gatto nero, grosso, feroce e adorabile”, di un: “feroce, grosso, ma adorabile…” etc. a volte con quasi impercettibili sfumature di significato.         
In inglese non possiamo! La frase suona male, è cacofonica, ridicola, stride e tradisce le origini di chi la dice, se non è formata come si deve.

Va precisato che essendo l’inglese la “lingua più difficile del mondo”, ci sono modi di aggirare ogni regola, trucchi e maniere per giocare con le parole disporle altrimenti; insomma, quello che segue è la base per un uso corretto e consapevole.

Mettendo assieme tutti i pezzi sparsi in giro (l’argomento, ovviamente, non è nuovo) e grazie al contributo di una mia alunna, sono arrivato ad un buffo acronimo che può aiutare a ricordare l’ordine da seguire, e che potrebbe essere tradotto (è tirato per i capelli, ovviamente, è solo un trucchetto per la memorizzazione):
“Impresa senza contante in dollari”
“no dollar cash comp(any)”.
Il simbolo del dollaro è al posto di una iniziale in S (per “size”), dalla seconda S (shape) prendo due lettere: “Sh”.      
N.O.$.C.A.SH.C.O.M.P.

N.umber: numero (uno, cinque, dieci…)

O.pinion: opinione (confortevoli, disastrosi, imbarazzanti…)

$.(s)ize/height: dimensioni/altezza (grossi, alti due metri, piccolissimi…)

C.ondition/quality: condizioni/qualità (usurati, come nuovi, seconda classe…)

A.ge: età (vecchi, nuovi, medievali, moderni, adolescenti…)

Sh.ape: forma (quadrati, tondi, rettangolari…)

C.olor: colore (verdi, rossi, gialli, scuri…)

O.rigin: provenienza (italiani, francesi, australiani, arborigeni…)

M.aterial: materiale (di legno, di ferro, di terracotta…)

P.urpose: scopo (per affettare, da intarsio, da sushi, da campo…)

Per usare tutto in una tirata:    
Seven, adorable, little and shallow, a bit worn-out but high quality, old-fashioned, octagonal, red, French porcelain tea cups.          

Letteralmente tradotto:  
Sette, adorabili, piccole e poco capienti, un tanto usurate ma pregiate, vecchio stile, ottagonali, rosse, francesi, di porcellana, tazzine da tè.         

Di certo una frase tanto lunga sarebbe improbabile, ma questo l’ordine da seguire se si vuole proprio concepirla. Qualunque altro sarebbe considerato errato.     
La costruzione italiana letterale è altrettanto stramba come lo sarebbe un ordine diverso in inglese, ma potremmo trovare vari modi di disporre le parole in modo sensato e magari pure elegante.   

La questione è complicata anche dal fatto che chi è madrelingua inglese non pensa affatto ad essa, ma forma le frasi seguendo in modo automatico e inconsapevole l’ordine giusto. Spesso, quando gli si chiedono spiegazioni, i più non sanno darle, sanno solo correggere un ordine sbagliato o cacofonico. Del pari, quando è uno straniero a parlare, gli aggettivi nella sua mente a volte non sorgono nell’ordine corretto e una volta datagli voce è troppo tardi.

Facciamo qualche esempio:

Seven deadly sins: sette peccati mortali.

One big brown beaver: un grande castoro marrone.

Little iron desk anchors: piccole ancore di ferro da scrivania.  

A strong and tall, ancient, squared, Spanish defense tower: una possente e alta, antica, squadrata torre spagnola da difesa.          
N.B. in questa frase se invece di “antica” volessimo usare il termine “medievale” esso andrebbe spostato vicino a “spagnola”, perché si tratterebbe di una unica provenienza: la Spagna medievale. Lo sottolineo solo per far capire che l’argomento è tutt’altro che esaurito con un semplice trucco.

Amazing and huge fluffy white clouds: meravigliose e gigantesche soffici nuvole bianche.  

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