L’Uomo Ikea

b496fac69569a9690b56bd44f4f1cf65Le metafore possono essere la forma più inerziale di deficienza, ma è molto comune vedere nelle persone un corrispettivo animale e la cosa ha anche un senso, su!

Si sa che ci sono uomini lupo, o cane, uccello, gatto, e che in genere ciascuno somiglia a qualche pezzo di fauna.

A me però il paragone zoologico non mi convince sempre del tutto; intendiamoci, vedo pure io lepri, castori, procioni, serpenti, manguste, elefanti, porci, e compagnia bella, enormi fattorie degli animali composte di polli e tacchini, cavalli e insetti, ma specie, e assai più di sovente ormai, vedo mobilio.

Per me, la stragrande maggioranza delle persone sono mobili, sono pezzi d’arredamento, o anche solo suppellettili.
Le persone… dove le metti stanno, come un comò, una lampada. Non interagiscono per davvero, non dicono la loro, non apportano un accidente, li noti solo quando devi poggiare un bicchiere, o ti serve un piano rigido per prendere una nota.

Certi uomini, i miei preferiti, paiono specchi, di quelli grandi, interi, da 1800, ognuno che gli passi davanti gli dà una forma, perché non ne hanno una loro, si adattano ad ogni circostanza, stanno con tutti, non irritano nessuno.

Oggi poi, al passo coi tempi, c’è l’uomo Ikea, un mobile di scarsa qualità, che fino a qualche tempo fa sembrava di disegno interessante, ma ti stanchi subito e vedi che ce ne sono tanti, tutti uguali e che la forma non è poi nemmeno tutto questo originale.

La loro caratteristica principale è però di essere fragili. L’uomo fragile, assemblato da amateur con strumenti minuscoli e scomodi in dotazione nel pacco, è nello spirito del tempo, come lo è l’uomo con una forma concepita per essere gradita particolarmente dalle donne.

L’uomo libreria svedese “the shelf made man”  è pieno di libri letti, tutti orgogliosamente in fila. Togli i libri e sistemi i dischi, è lo stesso, togli i dischi e sistemi i manuali di D&D idem, oppure ci riponi una immane quantità di altre bislacche cazzate accumulate in una annoiata vita fatta di yoga, astrologia, reiki, feng shui, padre Pio, cospirazioni e miracoli, insomma, la noia media. 

L’uomo bicchiere azzurro di vetro zigrinato, luminoso, rassicurante, pare gelato anche se è caldo. L’uomo tazza da caffè americano, spigliato, energetico, in forma e inconsapevole.

E si potrebbe andare avanti fino a sera, tra porte e scaffali, zerbini con scritte, poltrone e divani dalle differenti stoffe e finiture, portaocchiali, tavolini, scovolini, letti a due piazze, una e mezza, una e via discorrendo. Gli uomini non sono animali, sono mobilio.

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