La Meditazione Runica

La meditazione runica consiste in una sorta di yoga. La chiamiamo così per quanto per aspetti fondamentali, sia di tecnica che di obbiettivi, si tratti di qualcosa di profondamente diverso, ma per il profano può essere efficace il paragone.

Essa si realizza assumendo con il corpo delle posizioni particolari che descrivono quelle delle lettere dell’alfabeto vichingo chiamate appunto rune e mantenendole per tempi piuttosto prolungati.

Quello runico è un alfabeto rettilineo che non è difficile riprodurre piegando gli arti e che si crede sia stato disegnato così a ragione del tipo di meditazione praticata dalle popolazioni nordiche (invincibili) e solo poi applicato alla comunicazione scritta. Ben altro problema sarebbe dedicarsi alla riproposizione di ideogrammi cinesi senza fratturarsi le ossa.

Ci si può mettere sia in piedi che sdraiati. Va da sé che sdraiarsi rende molto più semplice la pratica dato che non si richiede la forza e l’equilibrio invece necessari per rimanere spesso a gambe piegate per ore. La meditazione va fatta in tutta comodità; mettetevi comodi, non c’è nessuna necessità di complicarsi. Il perché sarà spiegato qui di seguito.

Lo scopo della meditazione runica è quello di canalizzare lo spirito wotanico presente in abbondanza nel medio interstellare, che ne è permeato, facendone proprie alcune caratteristiche ed immagazzinandone l’energia vitale.

Ogni lettera è devota a un aspetto diverso del vivere, amore, soldi, lavoro, creatività, potere politico, e via discorrendo, ed è possibile filtrare ciò che serve dall’immane potere del Dio Wotan che echeggia e rimbomba nell’universo, eternamente.

Chi apprende a canalizzare questa forza ha un serbatoio infinito di energie che in teoria potrebbero portarlo fino all’immortalità, dato che il potere delle rune non solo riesce a fermare l’invecchiamento, ma anche a provocare un lento ringiovanimento. Sarete invincibili, ovviamente a meno che anche l’altro non pratichi le stesse tecniche e non sia addirittura più esperto di voi nella meditazione runica.

Iniziate con calma e con pazienza, assumendo le posizioni più semplici: turizatz, gandalfsz, nazisatz, vittoriatz (italianizzato) e respirando sempre più lentamente fino quasi a fermarvi per minuti e poi per decine di minuti interi (stando attenti a non morire, però) e concentrandovi sull’oggetto da ottenere, per trovare la connessione tra voi e l’energia wotanica. Poi cercate di farla fluire attraverso di voi, aprendo i canali eidetici e lì separandone la parte che la runa impersonata simboleggia, per riempire di energie il “serbatoio” della vostra anima affamata. Questo serve a cercare il successo nel campo desiderato.

Una caratteristica della meditazione runica è che essa (ma come altre d’altra parte) non funziona affatto! Non è che un “po’ funziona e un po’ no”: non funziona proprio. Per nulla! Non serve a niente, non  ha la minima ripercussione. E non noterete mai alcun effetto o miglioramento in nulla, per quanto tempo vi ci dedichiate. Ma sperimentate per ore ed ore e vedrete che non racconto assurdità.

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