Opinioni! Ognuno la sua? No! Tutti le stesse ma bisogna farsi notare.

Quasi tutti i comportamenti del sapiens sono simili e appaiono avere come obiettivo non il “gesto” in se, ma un ulteriore scopo. Si fa qualcosa in modo mediato per avere altro. Questo “altro” è ovviamente legato con il potere e il successo, specie con l’altro sesso: fini riproduttivi, anche sublimati (prima soldi e potere e così sesso).

Ottenere fama, danaro, potere, non è altro che un mezzo per “brillare” ed assicurarsi una migliore prosecuzione della stirpe. Tutto ciò è ovvio e triviale da dirsi.

Nessuno, o solo raramente accade, si compra una macchina, guida una moto, fa pugilato, e tutto il resto per il semplice gusto di farlo. Senza spettatori, senza “ricompensa sociale”, prospettive di copula, molti mollerebbero.

Non c’è nulla di male in ciò nemmeno nella pelosa morale cristiana, laddove è lecito compiere opere per ottenere successo terreno; si ricordi che in Dante nel cielo di Mercurio sono ospitate proprio le anime di quei grandi che operarono il bene per avere fama (solo che lui non la riconduceva solo allo scopare).

La cosa interessante, però, è che pure gli studi, e le “opere intellettuali”, e persino le opinioni spicciole, sono utilizzate e formate con uno scopo altro che il loro effettivo contenuto. Sono anche esse ruote di pavone! Ego ipertrofici e ingombranti di cui non abbiamo voglia di disfarci anche nelle prospettive di una completa catastrofe. Come cieche blatte ci dirigiamo verso il disastro, ma come sapiens ci avviciniamo ad esso felici.

Invece di essere rigorosi e pensare per comprendere (o provarci) autenticamente una situazione, descrivere al meglio la realtà, risolvere una situazione di conflitto o un problema, oppure anche concedersi il godimento puro e “in se” di aver compreso tutto quanto sopra, o aver partecipato a costruire un mondo migliore, si prende spesso posizione solo per farsi notare e cercare di avere un’aria accattivante, suggestiva, che impatti le coscienze altrui e abbia un effetto positivo in altri ambiti della vita.

Questa posizione, come tutte quelle che trattano quelli che sequenzialmente dovrebbero essere i fini, come se fossero solo i mezzi, e in generale come tutte le posizioni che si basano su una “menzogna”, o per lo meno su una distorsione di premesse e conseguenze, è meschina e censurabile e tra l’altro molto nociva anche per la collettività.

Si deve essere sinceri, o al limite “mentire con estrema sincerità e rigore”, anche teleologico.

Questo atteggiamento discorsivo è nocivo perché provoca quel ben noto stato di discussione permanente tra soggetti non sinceri, che contempliamo quotidianamente e che fa perdere una quantità immane di tempo ed energie dietro a questioni che non hanno un vero oggetto. In pratica siamo tutti d’accordo nel nostro intimo, ma non ci va di ammetterlo perché consideriamo che sarebbe oscurare la nostra individualità e intelligenza.

Come spiegare altrimenti che soggetti che nella pratica (da bravi animali) si comportano tutti esattamente allo stesso modo (con variazioni minime), si concedono però il “lusso” di essere speciali solo a chiacchiere? Paiono investiti da chissà che discrepanze concettuali, valori diversi e tutto il resto?

Due esempi in croce: tutti abbassano la testa dinanzi al capo, al genitore, vanno dal dentista, si fanno curare, chiamano la polizia se trovano il ladro in casa, si sposano, divorziano, si alfabetizzano, vedono la tv, bevono con gli amici, si masturbano, accumulano, non danno una lira a nessuno, insomma fanno una vita con scelte del tutto normali e banali, maggioritarie, e specie utilizzano massicciamente la tecnologia e la scienza, come è logico che sia, non rinunciando a nessuna comodità o sviluppo, come pure è logico che sia.

A parole però magari dicono di credere ancora in un Dio descritto migliaia di anni fa come un pazzo sadico e vendicativo, o peggio ancora agli dei pagani, sono contrari a questa o quella novità (salvo usarla se e quando serve a loro), sono sovvertitori dell’ordine costituito, recuperano le tradizioni del passato, amano la “natura” e tutto il resto. Posizioni bizzarre e che non paiono tener conto né delle loro scelte concrete, né tanto meno degli enormi passi avanti della nostra comprensione scientifica del mondo, che non ha lasciato invariato quanto odiernamente possiamo sinceramente affermare di ritenere verosimile.

Ecco perché sia uno scientista che una pagana adoratrice nel 2013 della Gran Dea Madre (forse Cibele), o un “amante della natura e degli animali”, si faranno tutti anestetizzare durante la rimozione di una carie.

È semplicemente che la gente non è sincera. Esprime la propria opinione solo per conformismo (pavidi) o, peggio, per narcisismo e per farsi notare (pagani, tradizionalisti, e tutto il resto).

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