Pacifisti da FB

I famosi progressisti e pacifisti, antimilitaristi all’italiana: difesa dei diritti, uguaglianza, presunzione di innocenza e tutto il resto, ma non se si tratta di militari.

Forse sono morti quattro militari italiani nello scontro aereo di ieri, e senza uno straccio di inchiesta, prova, processo, già si sa che è successo, che è colpa loro e che è un bene se sono crepati.

Se ci fosse stata un’avaria, però? Sarebbero morti sul lavoro! Esattamente come un poveraccio in un cantiere. Perché anche loro svolgono un lavoro necessario al paese e previsto da Costituzione e leggi.

Il fatto è che secondo le teste di travertino dei progressisti anarcoidi coglioni (italiani) delle rete, essere antimilitaristi e pacifisti equivale a sperare che crepino tutti i militari del mondo (ma specie di certi paesi).

Come raggiungere la pace mondiale altrimenti? Beh cari, dopo i militari dovranno crepare anche tutti i fanatici (e voi non ve la passate bene) i tifosi e… i violenti in genere… detta in una parola. Tra cui anche me in certe occasioni, che quelle teste ve le spaccherei con una mazza.

I militari non sono persone che svolgono un lavoro necessario, nel contesto storico, no! Non sono nemmeno delle vittime di un sistema violento che “lava il cervello” dei cittadini in modo che vangano assunte come “normali” professioni che sono disumane (per citare due posizioni che un senso ce lo hanno pure) ma sono: il nemico! Esseri spregevoli!

Allora loro, i progressisti da FB, difendono i diritti di ogni beduino, donna, nascituro, selvaggio di ogni parte del mondo, o mammifero di ogni specie, tranne che dei militari (specie blocco NATO), che se schiattano sono tutti contenti!

Ma scusate! Una cosa è non approvare o non sentire simpatia personale e inclinazione per un’attività (che manco io ce la ho), o certe persone, un’altra considerarla non necessaria, un’altra ancora considerarla illecita, e così via, ma sul personale, passare da una antipatia per la guerra e le sue dinamiche perverse, all’esultanza per la morte altrui (anche con costi ingenti per i contribuenti) e per di più sugli altari di un “pacifismo” inaggiudicabile e una “non violenza” un tanto schizofrenica, ce ne corre!

Chi si sente tanto “superiore” ai militari può sempre creare un movimento per abolire l’esercito, convincere tutti che non sia necessario avercelo nel concreto storico attuale, e seguire tutti gli iter garantiti dal sistema democratico della Repubblica per ottenere la scomparsa della barbarie. Chi glielo impedisce? Certo è più comodo fare i fenomeni su FB o al baretto, tra l’approvazione ubriaca degli amici.

Oppure, se proprio la sua coscienza non sopporta lo stato di cose del suo paese, se ne ANDASSE!

Certamente uno può anche gioire per i decessi altrui, chi lo vieta? Ma la vedo dura poi a dare una motivazione che non lo faccia apparire come un povero deficiente, contraddittorio, farneticante e mentecatto, se vuole fare il pacifista progressista.

Perché mai certi soggetti non spendono una parola per i Marò? Vittime di un abuso giudiziario internazionale chiarissimo! Perché sono militari! E se si violano i diritti di chiunque saltano su (e mi fa piacere) ma se si tratta di militari, beh… i loro possono essere violati, sono persone che ammazzano per professione (non è che difendono un paese anche… etc.)

Non servono processi, inchieste, accertamenti… si lancia uno slogan da stadio “uno di meno”, “tutti appesi”, porcate del genere (nel 2014), e vai a fare i fenomeni tra le sgalettate che sentono hard core.

I diritti vanno difesi per tutti! Se uno ci crede… comprese le persone odiate, e così deve funzionare, perché se ognuno facesse i propri distinguo, secondo le simpatie, non sarebbero più diritti! E meno che mai universali!

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