37. PILLOLE DI DANTE: Un Santo O Un Criminale?

Poeta provenzale di gran fama e di origini genovesi, Folchetto di Marsiglia (Par. IX) celebrò e cantò il suo amore per Azaleis, moglie del visconte di Marsiglia, Barral du Baux.

Dopo la morte di lei si fece monaco e fu poi eletto vescovo di Tolosa.

Profuse, in questa nuova veste, lo stesso ardore che aveva versato nell’amore anteriore ed è per ciò che Dante lo sistema, lucente come un rubino, nel cielo di Venere.

Da lui, dalla sua poetica, prende, inoltre, ispirazione per la stesura dell’unico tratto in lingua straniera della Divina Commedia: il congedo in provenzale di Arnaut (Purg. XXVI).

Folchetto fu l’unico della zona occitana ad appoggiare con zelo San Domenico nella fanatica lotta agli eretici albigesi, durante il pontificato di Innocenzo III, una repressione crudele e feroce per cui alcuni gli attribuiscono mezzo milione di morti.

Nella stessa crociata anche i Catari furono oggetto di spietata repressione. Tali eretici sono famosi anche per l’episodio orripilante di Beziérs, in Occitania, dove nel giugno del 1209 furono massacrate circa ventimila persone, donne e bambini inclusi, in gran parte non eretici, ma cattolici.

Fu in quell’occasione che Arnaud Amaury, si racconta, diede l’ordine ai suoi di non sottilizzare e non distinguere gli eretici dagli altri. Disse: “uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi”, come riporta il monaco Cesario di Heisterbach.

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