93. PILLOLE DI DANTE: Due crudeli e efferati signori medievali.

Riconoscibili solo dal colore della chioma, una mora, l’altra bionda, dato che sono immersi fino ai capelli nel sangue bollente del fiume Flegetonte dove si puniscono i violenti contro gli altri, Ezzelino III da Romano e Obizzo II d’Este (Inf. XII) sono famosi per la loro efferatezza e crudeltà.

La fama di Ezzelino, fratello all’Inferno di Cunizza, ubicata, invece, come beata in Paradiso, ghibellino di leggendaria ferocia e crudeltà, si alimenta e protrae a lungo: Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, Ludovico Ariosto, Alessandro Tassoni, Percy Shelley e Oscar Wilde ne parlano.

Il cronista Fra’ Salimbene de Adam lo definisce gran massacratore di uomini e temuto addirittura più del diavolo “Hic plus quam diabolus timebatur”. Albertino Mussato (c. 1315) lo dipinge come figlio del diavolo, e la pubblicistica guelfa gli attribuirà il rogo di undicimila cittadini di Padova e persino l’accecamento di bambini.

Morto Federico II, fu scomunicato da papa Alessandro IV, per efferatezze ed eresia, nel 1254.

Di Obizzo II d’Este, si racconta, ma senza riscontri precisi, che avesse fatto annegare in mare la madre ex lavandaia per la vergogna delle sue umili origini, e stuprato tutte le donne di Ferrara, sorelle incluse.

Dante lo vuole ucciso per mano del suo stesso figlio, Azzo VIII, mandante dell’omicidio anche di Jacopo del Cassero.

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