174. PILLOLE DI DANTE: Gli Epicicli.

Le sfere dei pianeti, in Dante e per la sua epoca, sono concentriche e indipendenti, ciascuna termina dove inizia la successiva e vengono chiamate anche “Cieli” (I Cielo Mercurio, II Cielo Venere etc.).

Per poter spiegare il movimento dei pianeti nel modello tolemaico geocentrico, dando una giustificazione alle posizioni concrete in cui essi appaiono in cielo durante il tragitto, oltre al movimento rotatorio da oriente a occidente era necessario pensare e aggiungere un secondo movimento immaginandoli situati sul cerchio equatoriale di una piccola sfera che avesse come centro l’equatore del loro cielo: un piccolo cerchio quasi situato sull’altro cerchio principale, epiciclo (Par. VIII), appunto.

In definitiva, per spiegare quelle che venivano chiamate le retrogradazioni, si aggiungeva un moto opposto (tranne che per il Sole) da occidente a oriente, su un cerchio minore.

Tanto complessa teoria era necessaria pur di non accettare un sistema eliocentrico.

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