36. PILLOLE DI DANTE: Le nozze di Piritoo e Ippodamia.

Come è noto nella Divina Commedia, i centauri, tranne Caco che sarà presente nella Bolgia dei ladri e che però non è tradizionalmente tale (centauro) nel mito, ma descritto così solo dal poeta, pattugliano disciplinatamente, con archi e frecce, il fiume di sangue bollente dei violenti (Inf. XII), il Flegetonte.

La loro fama di rissaioli comprende, nel mito, anche lo sposalizio di Piritoo, l’amico di Teseo e partecipe della conquista del Vello d’Oro, principe del Lapiti, mitico popolo di Tessaglia.

In occasione delle nozze tra l’eroe e Ippodamia (letteralmente: “colei che doma i cavalli”), la sorella di uno degli epigoni, quei bestioni mezzi uomini e mezzi cavalli, non abituati al massiccio consumo di vino, persero completamente la testa e, in preda alla colossale sbornia, si comportarono in modo inammissibile: molestarono e cercarono di rapire e stuprare la sposa ed altre fanciulle e fanciulli presenti alla festa.

Si scatenò così una violenta rissa in cui i tessali, condotti e motivati da Teseo stesso, riuscirono a respingere i violenti ibridi.

Dall’episodio si originò la Centauromachia.

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