13. PILLOLE DI DANTE: Meleagro

Quando si trattò di assegnare i trofei per l’uccisione del tremendo cinghiale Calidone, che devastava l’Etolia, Meleagro (Purg. XXV) finì per uccidere i fratelli di sua madre Altea, che sottrassero vilmente il dono da lui destinato alla sua amata e vergine cacciatrice Atalanta, presente alla spedizione e prima feritrice della bestia.

Ma la vita di Meleagro era legata, dai tempi della nascita, a un ciocco di legno. Atropo, la Parca, aveva predetto alla madre identica durata di vita sia per il ciocco, che stava bruciando in quel momento sul fuoco, che per il neonato.

Altea aveva quindi estratto immediatamente il tizzone dal fuoco e lo aveva riposto gelosamente per non far avverare la profezia.

Affranta dal dolore per la perdita di ambedue i fratelli, però, pietosa ed empia al contempo, si decide a gettarlo di nuovo tra le fiamme, vendicandosi contro il suo stesso figlio, il cui spirito lascia il corpo assente e lontano che si consuma frattanto che il pezzo di legno arde.

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