140. PILLOLE DI DANTE: Quando I Sogni Dicono Il Vero

Il verso: “…presso al mattin del ver si sogna”, nell’attacco a invettiva contro Firenze, dove Dante finge di aver sognato la distruzione dolorosa, ma ineluttabile, della sua opulenta e arrogante città, allude a una antica credenza, comune anche nel Medioevo, secondo la quale i sogni (Inf. XXVI Purg IX) fatti verso le ultime ore della notte, e sul limitare dell’alba, sarebbero i più veritieri, dato che l’anima è più lontana dalle impressioni sensibili ricevute durante la giornata.

L’idea ha ascendenze antiche, per esempio Ovidio: “Namque sub aurora iam dormitante Lucina, Tempore quo cerni somnia vera solent”, ma ha anche origini orientali, neoplatoniche-arabe.

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