90. PILLOLE DI DANTE: Teoremi d’Amor Cortese.

L’amore (Inf. V) non consente, a nessuno che sia amato, di non amare a sua volta, fa dire Dante a Francesca. Guinizzelli affermava che: “Al cor gentil rempaira sempre amore”.

Nella Vita Nuova Dante stesso affermava che “Amore e ‘l cor gentil sono una cosa”.

Non deve essere certo il matrimonio una scusa contro l’amore.

Anzi, il vero amore ha luogo solo al di fuori del matrimonio.

“Che altro è l’amore se non uno smisurato abbraccio furtivo di pensieri nascosti”, l’amore non può darsi per scontato e non è certo nelle responsabilità della relazione coniugale, formale, che possa trovare la sua essenza.

Così, grossomodo, alcune direttrici del pensiero di un autore il cui testo era diffusissimo ai tempi di Dante.

Andrea Cappellano, cappellano alla corte della contessa Maria di Champagne, sorella del re di Francia, redige i principi e le regole dell’amare cortese nel suo trattatello De Amore.

In amore non si mente, non si sparla di altri; si deve rispettare l’amore vero di chi lo possiede già; l’amore è servaggio (feudale) verso la donna. L’amore appiana anche le differenze di classe perché può sorgere ovunque.

Dante proprio a questo autore si riferisce quando mette in bocca, alla bellissima Francesca, amata da Paolo, le tre terzine d’amore, forse le più conosciute e benvolute di tutta l’opera.

Vediamo, in particolare alcuni dei trenta punti del cappellano, poi sapremo riconoscere se siamo mai stati innamorati davvero (versione del De Amore in volgare del Codice Barberiano, cap. XXXII, Le regole d’amore):

I. Nonn è giusta scuda d’amare per cagione di matrimonio.

II. Chi nonn è geloso, non può amare.

III. Niuno si può legare all’amore di due.

IV. Certo si è che l’amore sempre o menoma o crescie.

IX. Lo diritto amante non disidera sollazzi d’altro amante con buon cuore, se non del suo amante.

XI. Niuno dé perdere lo suo amore sanza sua colpa.

XII. Niuno può amare se non quello ov’è il suo cuore.

XIII. L’amore, dach’è palesato, rade volte suole durare.

XVI. Quando l’uno amante vede l’altro, di sicuro sì gli batte il cuore.

XVII. Lo nuovo amore caccia il vecchio.

XVIII. Solo lo senno è quello che fa degno catuno d’essere amato.

XXIII. Chi à pensiero del suo amore meno dorme e mangia meno, per le qua’ cose l’usare dell’amare viene a fine quando giace col suo amante.

XXVIII. Non suole amare ch[i] è molto luxurioso.

XXIX. Il diritto amante sempre sanza riposo l’imagina il suo amante.

XXX. Nonn è vietata d’amare dui uomini una femina, e due femmine un uomo.

(Visited 179 times, 1 visits today)