15. PILLOLE DI DANTE: Gode Più L’Uomo O La Donna Nell’Atto?

Ebbro per l’ingestione di nettare Giove prese a discutere con sua moglie Giunone riguardo a chi, tra uomo e donna, provasse più piacere nell’atto sessuale.

Ognuno manteneva la tesi che fosse il sesso opposto ad essere quello più beneficiato nell’amplesso.

Incapaci di dirimere la controversia, o giungere a un accordo, interpellarono il famoso indovino Tiresia (Inf. XX) -che nella Commedia è all’Inferno, con sua figlia Manto- il quale avendo trovato in un bosco due serpenti intrecciati per l’accoppiamento ed avendoli percossi con una bacchetta e separati, aveva cambiato sesso, divenendo donna, e poi, al capo di sette anni, ripresentandosi una analoga situazione, aveva ripreso i suoi precedenti attributi maschili. Era quindi l’unica persona indicata ad esprimere un parere fondato sull’esperienza.

Tiresia, prendendosi la briga di rispondere, affermò che senza dubbio è la donna a provare più piacere nel coito. Tale rivelazione fece molto adirare Giunone che lo accecò, mentre Giove lo ricompensò dotandolo delle capacità divinatorie per cui divenne celeberrimo.

Va segnalato come cecità e divinazione sono elementi che vanno spesso appaiati nelle tradizioni antiche; per dirne una, lo stesso Odino, il Dio germanico, è orbo e, secondo una versione del mito, si cavò egli stesso l’occhio dandolo in tributo al gigante Mimir (mormoratore) proprio per attingere alla fonte della conoscenza.

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