Pregiudizi alla moda (degli animalisti)

La causa di questo post è il solito Facebook, lo voglio precisare. È un post polemico, irritato.

Migliaia di foto di gatti (maggioranza) cani e simpatici animaletti vari, ma anche, e qui mi incupisco assai, “filosofia”, riflessioni di carattere generale che fanno pena.

Queste ultime (qui di seguito chiosate), detto per inciso, mi creano un urto di nervi simile a quello che sento (in modo più intenso però) quando si parla dei malati di cancro e si dice: “ha sconfitto”, “non ha sconfitto” il male, “si è arreso”, “non si è arreso”… come se la malattia seguisse e si piegasse alle buone intenzioni del malato che vuole o non vuole morire e si salva per questo… o sentisse la Forza di Luke Skywalker che la estrae dal corpo.

Va bene, ma lasciamo perdere la divagazione, a noi!

Amanti degli animali che, per essere tali, non solo si sentono un gradino sopra al resto dell’umanità (è pure comprensibile, tutti hanno qualche pretesto per sentirsi speciali), ma pure che si profondono in osservazioni di carattere generale, secondo la loro idiota, patetica, visione del mondo.

Due pregiudizi sono ricorrenti:

  1. Se non ami gli animali (come li “amano” loro), vale a dire spesso se non hai cani, gatti castrati, tartarughe, acquari, se indossi giubbotti di pelle e peggio ermellini e se non metti post sulla protezione degli stessi e filmini carini di gattini maldestri… sei una brutta persona.
  2. Se gli animali non profondono la loro simpatia verso di te, sei di sicuro una brutta persona. Gli animali sono saggi per Natura; bisogna seguirne l’insindacabile giudizio.

Di animali ne so poco, ma so una cosa che gli animalisti cretini non sanno: gli animali non sanno un accidente di speciale! Hanno qualche senso più acuto del sapiens e percepiscono il motore della moto del padrone in avvicinamento prima degli altri, il terremoto magari con un anticipo di venti secondi e più o meno lì finisce la storia. Non sanno nulla delle persone!

Se un animale ti si accosta fiducioso o no, questo non vuol dire un accidente su di te, la tua “statura morale”, bontà personale, generosità, buon cuore. Non sei una cattiva persona, se il cane del vicino ringhia a te e non a un altro.

Perché magari il cane del vicino, così “intelligente” da decidere meglio di tutti su come giudicare un essere complesso come un sapiens ad istinto, non ringhia al serial killer, ma ringhia a un tizio del tutto decente e tranquillo per via di: odori, atteggiamento, dimensioni, colori, paura (sua del cane o del tizio) e una serie di ragioni e percezioni canine che non hanno davvero niente a che vedere con le fantasie dei filosofi disneyani dell’etologia da social network.

Capito coglioni?

Adesso ci manca solo che il primo animale qualunque, tenuto da qualche stronzo che chissà pure come lo educa, diventi il “giudice” di una persona… ma stiamo scherzando? Sono patetici i criteri umani, quando si tratta di giudizi, figuriamoci quelli canini e felini!

Se gli animali avessero percezioni tutte più sensibili e sviluppate del sapiens… sarebbero semplicemente più intelligenti di loro e sarebbero essi a procurare a noi il cibo e portarci a spasso col guinzaglio.

Aneddoto. Il cane di mio nonno, la cagna, per l’esattezza, maltrattata da piccola da un uomo in divisa, era così intelligente (per un cane) da aver associato la divisa al pericolo e non tollerava di essere accostata da poliziotti, carabinieri, militari, etc. La situazione era anche comica, visto come la gente ama di solito tali categorie di persone.

Ovviamente nessuno dei poveretti ai quali ringhiava e latrava era il responsabile autentico dell’infame comportamento che aveva dovuto subire, poverina, ma nella sua confusione quella associazione era valida.

A Madrid un giorno un demente, che nonostante fosse un demente per un certo periodo aveva anche avuto una fidanzata, lanciò sotto i binari della metropolitana una povera ragazza che aveva la colpa di somigliare alla sua ex. Dai tratti somatici, per una delirante associazione lombrosiana, aveva dedotto che si trattasse di una cattiva persona. Non è che avesse sbagliato a riconoscerla, sapeva che non si trattava della sua ex, ma solo di una persona che gliela ricordava.

Ecco! Facciamo giudicare il mondo a esseri che hanno un’intelligenza pure inferiore a quella di questo demente e diamo o non diamo un lavoro, fiducia, opportunità, amore, la fica, a una persona a seconda dell’atteggiamento che il nostro cane (o qualunque cane) ha verso di lui.

Seconda osservazione.

Adesso non vorrei né generalizzare, né pretendere che le mie esperienze abbiano valore per altri che per me e possano davvero aver colto una situazione generale, ma!

Nella mia vita alcune delle persone più fredde, ciniche, stronze, maligne, settarie, limitate, fanatiche, insomma di quelle che è meglio perderle che trovarle, sono state grandi amanti degli animali e pessimi amanti di uomini e donne.

Sarà solo un caso, non lo nego, ma dalla mia osservazione dei fatti non pare che l’essere o non essere amante degli animali sia indicatore di alcunché quanto a “moralità” bontà di una persona. Ho visto tra essi gente eccezionale, generosissima, tenera, ben disposta e il contrario. Il mio miglior amico ha la fobia dei cani, ma è la miglior persona che conosco. Altri miei amici adorano gli animali e sono persone eccezionali pure loro.

L’amore per le bestie e l’ostilità per il resto dei viventi, tra l’altro, funziona a prescindere da educazione (alcuni dei peggiori che ho visto erano professori all’università, gente pessima) nazionalità, razza, religione, status sociale ed economico.

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