Quintana Baciapile

Che immagine, o che spirito, del Medioevo dovrebbe uscire dalla Quintana? Una “rievocazione storica” che fornisce di un’epoca complessa e per certi versi splendida, contraddittoria, piena di quelle tensioni che hanno poi portato alla deflagrazione di ciò che è la nostra attuale condizione sociale (scientifica, laica), una visione monolitica e statica, tutta assolutamente orientata alla celebrazione del sentimento religioso.

Per di più secondo alcuni dovrebbe trattarsi di un Medioevo prerinascimentale, cioè dove già fremeva quello spirito antropocentrico e umanista, di cui non traspare nulla dal corteo e dagli eventi organizzati. Non ho mai capito bene di che si tratti, in effetti, cosa voglia essere la Quintana.

In sessanta anni di attività non s’è fatto altro che stringere un fitto e stucchevole rapporto con un clero avido di pubblicità e protagonismo, invadente e desideroso, a sproposito, di comparire, di entrare con quelle che dovrebbero essere le loro prerogative “serie” (benedizioni, sermoni, riti) in ciò che è nato e rimane comunque una recita, una farsa, un gioco, per quanto sentito dalla parte peggiore e numerosa dei villici locali. I sempliciotti.

Sintomo di quanto sul serio i prelati prendano il loro “lavoro”: sono gli unici vestiti coi loro abiti autentici tra gente mascherata e che si diverte.

Da un certo punto di vista, come esistono finti cavalieri, in corteo, che del cavalleresco in effetti poco sanno e hanno, ma che recitano con la manina tesa alla damigella in una sorta di omaggio (forse, mi avventuro) alla cortesia del tempo, dovrebbe recitare il ruolo del vescovo pure un attore improvvisato e non prestarsi quello vero a tali giochetti. È tutto un po’ strano, ma facciano come gli pare.

Se ci fosse un eretico in corteo? Pretenderebbero di trovare un eretico vero? Magari lo bruciamo anche davvero in piazza!

Ma va bene, ognuno la veda come creda, una benedizione non si nega a nessuno, e d’altra parte la giostra è vera, serve fortuna vera per non farsi male e gli effetti dell’acqua santa chi li ha visti mai?

Fatto sta, comunque, che ogni volta che si aggiunge qualcosa al corteo si tratta sempre e solo di figure religiose, e ad ogni obiezione si risponde: “…Ma è il Medioevo!”, come se il Medioevo fosse solo quello, santi, devozione, superstizione. E come se poi la rievocazione storica della Quintana fosse così filologica e ben fatta da doversi interpretare solo la parte “clericale” dato che “Ascoli faceva parte del Papato” come pure sempre si ricorda, e da lì non si potesse scappare.

Solo le armature sono bizzarramente piombate in città da luoghi remoti (luoghi dell’anima de li mortacci di chi le ha fatte), idee e figure no!

Il discorso sulla diffusione e i confini della devozione popolare dell’epoca sarebbe impossibile da fare, ma perché scegliere proprio di dare un taglio tanto bacchettone? Dal 1309 al 1377 –anno degli statuti cittadini che documentano l’esistenza della giostra- il papato era stato in cattività ad Avignone, le crociate erano terminate da oltre un secolo e non si sarebbero più fatte, Ascoli poi sta sotto gli Sforza fino al 1482, etc., c’erano, c’erano stati e di lì a poco ci sarebbero stati Papi e Antipapi, cardinali atei, movimenti laicisti, filosofi epicurei, a fianco a flagellanti e psicotici di ogni tipo. Mica esisteva solo la devozione popolare cristiana, porco diavolo!

Ad Ascoli in pochi giorni c’è l’Offerta dei Ceri, la Madonna della Pace, ovviamente il tutto si tiene nel giorno del patrono e per sua celebrazione, Sant’Emidio. Del santo cefaloforo sfila la statua d’argento, c’è Santa Polisia, la convertita pagana; nel corteo tempo fa girava la figura del pellegrino compostelano, poi scomparso per mancanza di interpreti degni di tanto onore; dal 1995 sfila Sant’Orsola, Santa del IV secolo, come omaggio al Pittore Crivelli, e con la stessa ragione dal 2008 c’è pure la Maria Maddalena.

Se il corteo dovesse essere una riproduzione di un corteo dell’epoca si dovrebbe pensare che all’epoca due attrici avrebbero interpretato il ruolo di due sante? Si facevano cose del genere? Oppure sono proprio le Sante a fare il miracolo della loro presenza in un corteo dell’epoca? Oppure siamo noi che le abbiamo inserite, senza miracoli, ma come strappo al tessuto del corteo rievocativo? Fortuna che Carlo non ha dipinto draghi o si sarebbe dovuto chiederne in prestito al regista di Game of Thrones.

In pratica si omaggia un pittore facendo prendere vita alle sue figure… non ha troppo senso, ma va pure bene, ci si è abituati a cani e porci! Ci sono i santi in corteo, potevano invitare pure imperatori morti? Poeti? Ci mettiamo Dante?

Il fatto è che il pittore veneziano ha lavorato molto nel Piceno, è “dei nostri”, va promosso, pubblicizzato, poi però ed è questo che non capisco proprio, ci si dimentica totalmente dell’unico personaggio storico del Medioevo, celebre della zona! Ovviamente Cecco. Alchimista, astrologo, più Medioevo di così! E si tratta della parte più affascinante, intrigante del Medioevo… Niente! Non gliene frega niente a nessuno! Una statua e nessuna altra eredità! Alla fine Cecco è morto sul rogo nel 1327… sempre più vicino al 1400-1500 (se quella è l’epoca) di Sant’Orsola e della Maddalena.

Cecco però era eretico, quindi non ha posto, non va pubblicizzato. Ma che vuoi rievocare? Ancora ci siamo nel Medioevo! Un Medioevo di tarpani, ignoranti, bizzochi.

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