Racconto in “Ere”

Scimpanzuomo cavaliere non è certo un belvedere, s’è stufato del dovere e tuffato nel bicchiere.

Perso al gioco il suo podere, non poté più mantenere, la sua vita da crociere, lo staffile del cocchiere. Or’ s’affida al taverniere. In stagioni così nere, non ha mica più un mestiere, s’improvvisa romanziere, chiede prestiti al banchiere. Si lamenta il ragioniere, si dispera il tesoriere, i danari nel forziere, non li tornan più a vedere. Fu droghiere e poi barbiere, prima ancora cameriere, e ha scavato le miniere, evitando le galere. Tra persone assai severe, c’è una donna con due pere, gliela dà per varie sere. Non c’è verso di sapere se lo fa come piacere, le sue pere sono vere, grosse come mongolfiere, ma non rischian di cadere. Lui la scopa con piacere, e con lei vuole giacere, un milion di primavere, e vorrebbe prevalere, ma conosce le maniere, non c’è niente da temere, un segreto sa tenere, è sposata col portiere, se la fa col salumiere, vede pure il giardiniere e ogni tanto l’infermiere, ovviamente anche il pompiere e persino il pasticcere. Nonostante le preghiere, lei va dando dispiacere, come fosse un carceriere. Hanno tutti certe cere! La vorrebber rivedere, la vorrebber ben riavere. Non c’è verso di ottenere, che si possa trattenere. Sculettando nel quartiere, mostra a tutti il suo sedere, sveglia pure il profumiere, fa arrapare le riviere, mette invidia alle straniere. Le altre donne son sincere, lei conosce il suo mestiere.

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