Se l’Esistenza è sempre un Bene…

Il consumo di carne!

Se si sostiene in modo apodittico che l’esistenza è sempre un bene, e non c’è situazione che possa renderla direttamente indegna “di per sé” -ragion per cui non si può ricorrere all’eutanasia, per esempio- e se non c’è creatura nata “per errore” (la cui nascita sia un errore) ma invece la vita è sempre un dono ed e ottima cosa trarre alla luce qualcuno o qualcosa, bisogna assolutamente spingere tutti a consumare più carne! E i vegetariani sono dei bastardi!

Polli, vacche, agnelli, vitelli, porci, etc. sono allevati con lo scopo di essere mangiati, così come i tori da corrida sono allevati solo per la corrida e dove la corrida non si fa nemmeno il toro si dà. Se non volete l’estinzione del toro si facciano corride!

Pertanto, dato che non esiste vita che sia erronea e indegna di essere vissuta (al di là delle sofferenze, che devi accettare!) ciò vale pure per gli animali, che condividono con noi la maggior parte del codice genetico, e la loro brevissima e atroce messa al mondo unicamente per vivere ingabbiati ed essere mangiati.

Essa vale senz’altro la pena ed è meglio di niente, dovremmo quindi adoperarci affinché di questo bene prezioso possano giovarsi quante più creature possibili.

È un crimine non far nascere qualcosa che potrebbe nascere.

La situazione ideale sarebbe che nessuno si lasciasse sfuggire alcuna opportunità di mettere al mondo qualcun altro -un parto dietro l’altro dalla maturità sessuale alla menopausa- ma dal momento che l’allevamento ha dei costi, (la real politique non perdona, ahimè, si deve essere realisti) si deve spingere sul consumo, dato che altrimenti non sarebbe possibile e sostenibile poter mettere al mondo tante creature quante hanno “diritto” di venirci.

Per avvantaggiare del prezioso dono della vita quante più bestie animate (semoventi) possibili, dovremmo estendere il consumo di carne anche a esseri esotici, quali serpenti, scorpioni, scolopendre, tassi, ghiri, procioni, per esempio, che altrimenti sarebbero discriminati dal consumo selettivo e “razzista” di sole poche specie destinate alla tavola della nostra miope e limitata cultura di carne bianca.

Per i vegetali il problema dell’esistenza non si pone, esistono e sono “vita” ma non hanno capacità di soffrire e interagire, non c’è nulla di virtuoso nel metterli al mondo quindi, né nel consumarne, e… dovrebbe essere piuttosto mal visto rimpinzarsi di verde, togliendo così spazio alla nascita di un animale, negandogli il privilegio degnissimo di calcare questo mondo di merda.

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