Sinistro e Mancino

La parola sinistro in italiano ha vari significati tutti assai noti e tra essi arriva a comprendere gli incidenti, quindi qualcosa di infausto, spiacevole.

Sinistro (sinistra) si riferisce in primo luogo a ciò che, rivolti verso nord, sta ad occidente. E quindi alla mano in genere più debole, perché meno frequentemente esercitata dalla generalità degli esseri umani, che nel novanta percento dei casi sono destrimani, e solo per il restante (7-10) mancini (mancino da mancus, monco, storpio, cioè che, avendo perso la mano buona, deve per forza abituarsi ad agire con l’altra). Sinistro assume poi un corollario di significati tutti piuttosto biechi.

L’inglese per riferirsi alla parte sinistra usa left, che pure esso originariamente aveva il senso di debole, inutile, ma la radice latina di sinistro è presente nell’idioma con il lemma sinister che non ha valore “fisico-geografico”, ma si riferisce solo ai significati “disgraziati”, infausti del lessema. Tanto è vero che agli anglosassoni è di solito del tutto ignoto che esista una relazione tra left e sinister.

In spagnolo (similmente il portoghese) la sinistra si chiama izquierda, ed è parola indipendente dal latino e probabilmente di derivazione basco-celtica, forse da esku in euskera mano unito a kerros in celtico piegato, storto. In basco eskerre vale sinistro e significa “mano maldestra”. Il significato di mal-destro è patente, non occorre intrattenersi.

Ma anche lo spagnolo ha una parola derivata dal latino sinistrum: siniestro, con un ventaglio di significati che ricalca quello italiano, incidente compreso.

Il Dizionario etimologico di Giacomo Devoto riporta: Sinistro, lat. sinister, deriv. da *sinis … come magister da magis; *sinis  significherebbe “a differenza di”, e col suff.  –ter di comparazione  e opposizione. Sinister indicherebbe ciò che è diverso dalla cosa normale, e, in particolare  “la  (mano) anormale”. In latino sinister  prende il posto delle due parole più antiche  laevus e scaevus (da cui n.d.r il famoso Scevola, il Muzio che si bruciò la mano…) In generale nel  lessico indeuropeo la terminologia della “destra” è stabile (perché lato “normale”),  quella della “sinistra” è disturbata. Questo non vuol dire  che solo la prima  sia portafortuna, perché la fortuna può associarsi anche all’anormalità.

Il sito etimo.it riporta dati interessanti sull’origine della parola “sinistro”.

Qualcuno la riconduce a “sinus”, seno, cioè che si nasconde sotto le pieghe della veste, come appunto nella toga romana la mano sinistra. Altri la riconducono a “senex”, vecchio, come dire più degno e terminazione in -ter come in magister, minister.

Il dizionario prosegue riportando come a Roma (antica) la parola fosse usata anche con significato opposto a quello attuale ( e col senso, quindi, di: felice augurio, prospero, lieto) dato che nei riti religiosi i romani erano rivolti verso sud, e quindi i buoni auspici venivano da sinistra, trovandosi lì il levante (da cui nasce, è evidente, il sole).

Presso le altre culture però, tra cui la greca, che hanno prevalso, si officiava rivolti verso nord, settentrione, e quindi la sinistra, la mano debole, si trovava ad occidente, da dove provengono i cattivi auguri e gli infausti presagi. Di lì la sedimentazione del significato attuale pure nella nostra cultura, che tra l’altro, riti e orientamento dei templi a parte, ha le proprie mappe e carte orientate verso nord e l’occidente a sinistra.

È evidente l’abbinamento del tutto naturale di luminosità, alba, nascita, oriente, con la positività, la buona sorte, la vita, il bene e il contrario il sole al tramonto, con la morte, la disgrazia, l’oscurità e la fine, etc.

Tutto ciò, unitamente al fatto che di solito l’essere umano (caso raro tra le specie del pianeta) ha una predisposizione maggioritaria per l’uso di una parte del corpo, e che la meno usata sia la sinistra, più debole, quindi, insicura, incapace, ha dato origine non solo alla ampia serie di significati che il lemma “sinistro” ricopre in moltissime lingue occidentali, ma anche a una serie di pregiudizi quanto al mancinismo.

Rispetto a quest’ultimo va rilevato come siano rare le culture che non hanno dato un valore simbolico all’uso della mano sinistra (la Cina, per esempio, non aveva alcun pregiudizio verso i mancini), mentre in altre, si è arrivati persino all’eccesso della discriminazione del mancino, alla sua forzata correzione (che oggi si è chiarito essere insana e origine di problemi neurologici), oltre che a una serie di ridicoli precetti e prescrizioni religiose. Tra cui per cretineria brillano, tanto per cambiare, cristiani e islamici.

Anche questa vicenda umana può essere usata ad esempio per illustrare l’umana stupidità, la cecità aggressiva e intimidatoria delle religioni e specie di certe.

Oggi il mancinismo è qualcosa di assolutamente pacifico, è anzi considerato vantaggioso per certi versi. Pare addirittura che un maggior numero di persone mancine abbia avuto doti particolari e successo. La rete abbonda di siti che riportano liste di mancini famosi a partire da Einstein, Napoleone, Obama, Bill Gates, Carlo Magno, Giulio Cesare, e così via.

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