Star Wars: The Force Awakens

Scheda Film
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2015

Regia   : J. J. Abrams

Sceneggiatura: J. J. Abrams, Lawrence Kasdan

Interpreti: John Boyega: Finn-Daisy Ridley: Rey-Adam Driver-Oscar Isaac Poe Dameron-Andy Serkis-Domhnall Gleeson-Max von Sydow

 

Primo film della, purtroppo infinita, saga di “Star Wars” e settimo complessivamente della serie che ha come maggiore e generale benemerenza l’aver ratificato il concetto che la gente non capisce un cazzo e come principale demerito quello di essere riuscita a rovinare la carriera cinematografica di un grande attore, Alec Guinness, il quale dopo aver recitato mirabilmente bene per una vita in pellicole come “Lawrence of Arabia” o “Tunes of Glory” è diventato famosissimo ed è ricordato solo come Maestro Jedi.

La pellicola in sé ha il principale pregio di essersi liberata del suo personaggio più tedioso e banale, il peraltro molto amato dalle masse, Darth Vader (o Fener in italiano) o Anakin Skywalker che dir si voglia.

Finalmente si respira! Siamo fuori da quel rantolo in maschera di plastica (simbolo della pacchiana accumulazione di soffocante pathos in pvc degli americani) che era percepibile pure quando il personaggio non era ancora menomato, vale a dire nel prequel dei primi tre film che gli hanno dato immeritata e del tutto casuale fama universale.

Una storia rabberciata e costruita alla bene e meglio attorno a lui, in origine personaggio secondario, per soddisfare un pubblico di minorati mentali che però rende milionari.

Il film sarà comunque complesso da analizzare e sappiamo che rispetta assai bene i poveri canoni estetici della Disney e delle produzioni americane, dove non si può fumare, ma è lecito mostrare gente che sniffa coca, si fa di eroina in vena o dal bong, non è lecito vedere capezzoli e seni femminili, e non vanno dette parole come scopare (se usata nell’accezione sessuale), cazzo, culo, fica, porcoddio (che invece è molto usato negli ancora peggiori film italiani), ma si possono segare arti e uccidere persone per mero divertimento.

Ovviamente nessuno oggi si permette di far morire un animale da compagnia sul set (per finta), un cane, un gattino, e se lo si fa il personaggio realizzatore del fatto raggiunge solo così l’apice dell’abominio e ciò diventa il lasciapassare per la peggiore e (peggio) meritata delle fini.

Si dice che Lenny Bruce nel 1966 fu arrestato per aver detto queste nove parole: ass, balls, cocksucker, cunt, fuck, motherfucker, piss, shit, tits. La lista del politicamente corretto ora scende a oltre cento lemmi impronunciabili in tv. Da italiani verrebbe da dire: “bravi così! Finirete per bestemmiare pure voi che fino ad ora vi siete salvati da questa orrenda tradizione tipicamente mediterranea e reattiva all’oppressione religiosa”.

La politica del “corretto” ha un suo senso e giustamente riproduce nel cinema quelle condizioni del mondo a cui dobbiamo giocoforza adattarci e dove, in alcuni sistemi sociali di nostri simili, ma nemici, è malvisto mangiare maiale, ma lecito e caldeggiato decapitare persone.

Si sa che per combattere il nemico è buona norma conoscerne e riprodurne, almeno in parte, certe caratteristiche, per deliranti che siano.

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