Storia zen: il Maestro e lo Scorpione

zenUn maestro zen, essendo un imbecille, vide uno scorpione che stava annegando e decise di aiutarlo.
Quando cercò di prenderlo con le sole dita, lo scorpione, ovviamente, lo punse. Per il dolore, il maestro imbecille lo mollò dove stava, e quello ricominciò ad affogare.
Il maestro imbecille non si scorò e di nuovo cercò di afferrarlo per metterlo in salvo, ma ancora una volta lo scorpione lo punse.

Un discepolo ritardato, dinanzi alla scena, non capì subito che il monaco era semplicemente imbecille, ma lo interrogò sul perché della sua ostinazione.
Il maestro imbecille rispose: “la natura dello scorpione è quella di pungere, ma questo non modificherà la mia, che è quella di aiutare”.
Finalmente il maestro imbecille arrivò al successo senza essere punto, aiutandosi assai semplicemente con una foglia.
“Non si deve cambiare natura in risposta al male che si riceve, basta essere accorti”, sentenziò con aria da arguto primate.

Nemmeno il discepolo ritardato aveva notato che da lì a pochi passi un bambino giocava felice; prima di schiattare, lo scorpione lo punse per ben tre volte, provocandogli per fortuna “solo” una necrosi permanente a tre dita della mano destra.
Figuriamoci se potevano aver notato pure il pesce che da sotto il pelo dell’acqua aspettava che lo scorpione finisse di muoversi per mangiarlo. Il pesce non lo aiutarono, ma quello finì per morire di lì a poco, così esplodendo in una incalcolabile ondata di aiuti vari per batteri, animali, vegetali, con le sue cere, acidi, proteine e grassi.   
In tutto questo delirio, il maestro imbecille non la finiva di cianciare insegnamenti insulsi per il discepolo ritardato: “spesso chi aiuti non ti sarà grato, ma non per questo devi rinunciare all’amore e alla compassione che sono in te”. Beh, sarebbe troppo semplice scegliere di aiutare qualcun altro invece di uno scorpione! …O addirittura qualcun altro sopprimendo lo scorpione…
E ancora: “per alcuni la felicità si raggiunge donandola”. …A chicchessia, pure a chi la felicità la succhierà più di quanto tu, imbecille, riesca a donarla.  
O: “occupati solo della tua coscienza e non di ciò che la gente pensa di te, la tua coscienza è ciò che tu realmente sei, la reputazione ciò che gli altri credono tu sia.” Nel suo caso un imbecille maestro zen!

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