Strane usanze Americane: il “Turkey Pardon”

12279053_10153779566016241_5535961913753566469_nNegli USA si è andato gradualmente consolidando il costume presidenziale di salvare la vita di vari tacchini durante il periodo del Ringraziamento.

Dal 1947 sotto il mandato di Harry Truman, c’è l’usanza di presentare al Presidente degli Stati Uniti d’America, in una cerimonia, l’animale simbolo del Giorno del Ringraziamento, e anche simbolo della cucina ed in un certo senso dello spirito agricolo e campagnolo dell’America sana, lavoratrice, senza grilli per la testa: il tacchino.
La cerimonia è la “National Thanksgiving Turkey Presentation”.
In essa dei tacchini provenienti, secondo ormai consolidata tradizione, dalla fattoria del di volta in volta presidente pro tempore della “National Turkey Federation”, sono pubblicamente fotografati alla Casa Bianca pochi giorni prima del quarto giovedì di novembre.

Gli uccelli sono specificamente allevati, selezionati ed “allenati”, oltre che per fare bella figura per dimensioni e bellezza, per sopportare con tranquillità rumore e flash fotografici.

La storia del Giorno del Ringraziamento, invece, la conoscono un po’ tutti, nasce in primissima origine come festa di cristiani ultrareligiosi bacchettoni di cui (potremmo avventurare) l’Inghilterra preferì (saggiamente) liberarsi e spedire nelle colonie, e diviene poi simbolo di una fratellanza tra esseri umani, che, per quanto tradita dalla storia, ha una sua forza e dignità… come ogni buona intenzione.
Tutti sanno anche che i Nativi Americani aiutarono i primi (e pacifici) coloni, che poi divennero loro nemici e che li esiliarono dalla loro stessa terra.

Truman fece le prime foto col pollame, e poi se lo mangiò come era previsto che avvenisse, e così fece anche il suo successore, Presidente Dwight Eisenhower.

John F. Kennedy, invece decise di risparmiare il suo bel tacchino la prima volta il 18 novembre del 1963. Quattro giorni prima del suo sacrificio programmato per farlo finire sulla tavola presidenziale, coi suoi ingombranti quasi 25 chili. L’uccello portava un cartello (ben leggibile in foto) con la scritta “Good Eatin’ Mr. President”, (buon appetito Signor Presidente), “We’ll let this one grow” (questo lo lasceremo crescere) fu la risposta, a quanto pare, e lo rispedì indietro.

Lyndon Johnson fece le (ormai) classiche foto di rito con il tacchino, ma non pare ne risparmiasse alcuno, e si attribuisce al successore, Richard Nixon, l’emulazione dell’idea di Kennedy. Da lì in poi tutti fecero più o meno lo stesso, anche se il primo a formulare un autentico perdono espresso durante la cerimonia di presentazione fu Ronald Reagan, che graziò pubblicamente “Charlie” (così lo avevano chiamato) e lo consegnò ad uno zoo. Correva l’anno 1987.

Tuttavia l’atteggiamento di Reagan si dovette, in effetti, a una battuta politica per sviare l’attenzione ed evitare di rispondere a domande scomode sullo scandalo Iran-Contra e sull’intenzione o meno di perdonare il militare texano Oliver North, indiziato di coinvolgimento in attività e traffici illegali, e in circostanze ancora da chiarire al tempo, tanto che nel suo ultimo anno di mandato (il successivo) non pare perdonasse affatto il tacchino.

Il suo successore, però, George HW Bush, l’anno dopo, (1989) finalmente istituì il Perdono del Tacchino come parte integrante ed ufficiale della sua presentazione.

Da allora, almeno un fortunato e inconsapevole tra i tacchini riservati al presidente vengono spediti a una fattoria (o altro, per esempio Disneyland) dove vivrà il resto della vita agiatamente e fino a morte naturale.

Va aggiunto che il metodo di allevamento dei poverini, teso a farli ingrassare a forza di granturco per ottemperare ad esigenze culinarie a discapito della salute, ne rende la vita piuttosto breve, più di quella dei selvatici, di minori dimensioni e cacciati in molte zone.  

Oggi i tacchini sono scenicamente scortati dall’FBI, trasportati e condotti con tutti i parametri del gusto degli spettacoli americani; ora il Presidente fa espliciti gesti di perdono, specie dal Clinton in poi, e la cerimonia è stata spesso anche molto divertente, come è d’uso che sia. Gli americani sono un popolo davvero allegro e buontempone. 

Quella delle “bizzarrie” negli USA non è situazione rara, ma anzi piuttosto caratteristica, per esempio al settimo Inning delle partite di Baseball, tutti gli spettatori si alzano in piedi e cantano una canzone.
Lo vedremo!

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