Su “l’apertura” di Bergoglio verso gli atei

Mi dovrebbe far piacere che il Santo Padre, se fossi gay, mi considererebbe “non grave” (che buono!) e ancor di più che da ateo, come sono e pertanto direttamente interessato, mi tranquillizzi dicendomi che seppure non avessi ragione io e ci fosse Dio, non è detto che Egli mi condannerebbe ad arrostire o gelare all’inferno, e che potrei salvarmi, dato che seguo la mia coscienza.

A dire il vero pure Dante, al quale però i suoi predecessori –del Pontefice- erano soliti dare torto, infrange le regole burocratiche degli effetti, rigidi e che si sono inventati loro, della venuta di Cristo (per es. mettendo un paio di pagani in Paradiso, salvando Bonconte: Dio fa come gli pare! Non certo quello che dicono i Papi, spesso dei tagliagole).

Dovrebbe farmi piacere anche questo bel cambiamento di idee, e tali belle aperture verso una buona fetta di umanità, dai suoi seguaci sempre disprezzata ed insultata prima d’ora (ma anche ora), salvo il fatto che francamente me ne infischio sia di quello che dice Dante, sia di quello che dicono i Papi, specie se con ciò dovessi rinunciare a formarmi una mia opinione sulle cose, e peggio ancora se devo essere costretto a parlare di simili idiozie pur essendo uomo del XXI secolo. Inferni, Paradisi, e simili baggianate: è UMILIANTE! Ma qui siamo rimasti!

Non è che non voglia accettare la mano di uno che “la tende”, e fare per forza la parte dell’intransigente e quindi dell’idiota, è invece una questione di onestà. Perché tutto questo appello al “volersi bene” –volemose bbe’-, ai principi comuni, ai comportamenti analoghi, e al superare la divergenze, sa molto di ipocrisia e di trucco. Le divergenze ci sono e gli unici ad aver messo paletti d’odio, e a giudicare gli altri, sono sempre stati gli uomini di fede, mai gli atei. Dai tempi di Ipazia in poi. E così continua. Questo ora dà pure le patenti!

È facile far fare la figura degli idioti agli altri, stirando un bonario sorriso, pur mantenendo una posizione più che idiota, anzi criminale. La gente bada al sorriso, non certo al concetto.

Perché, non ce lo dimentichiamo, dalle scritture esce di tutto e si trova un fondamento a qualunque scelta morale e comportamento: una e la sua opposta. Mitezza? Sì, certo! Ma vuoi uccidere? Puoi farlo! Hai bisogno di torturare qualcuno? Puoi trovare una giustificazione! Succede qualcosa? Si trova un responsabile terreno o soprannaturale, a seconda dei casi, etc. Bello no? Infinocchiare così tutti anche nel ventunesimo secolo.

Facciamo qualche brevissima e banale digressione. Dunque vediamo, adesso, di colpo, risulta che siano importanti, fondamentali -e non sia possibile transigere su- aspetti che in passato non hanno mai più di tanto interessato le coscienze dei fedeli e le cure papali. Sinceramente pare che (così è!) gli atteggiamenti e le posizioni sono assunte più per volontà di farsi notare e costringere gli interlocutori a dare importanza a delle evidenti scempiaggini dette da una figura autoritaria, che per vere e proprie convinzioni personali.

Si potrebbe fare una carrellata infinita di posizioni semplicemente irrazionali, ed estremamente dannose per l’umanità intera e per ogni suo singolo appartenente, che tali sciacalli della Chiesa mantengono pur di perdurare nel loro potere e nella loro importanza mondana usando lo scontro, distinguendosi con la negativa ad intraprendere cammini evidentemente benefici.

Prima fra tutte la questione di come gestire il sovrappopolamento del sapiens rispetto alle risorse planetarie e il loro uso.

Se è vero che un cittadino occidentale usa risorse oltre la disponibilità pro capite delle stesse e più di quante ne produca –impoverendo altri- vorrei vedere quante “vite” costa ogni appartenente al clero, dato che, oltre a non produrre nulla, ostacola, sperpera, e tra l’altro invita alla riproduzione dissennata peggiorando una situazione che è già allarmante e che saremo costretti a risolvere in modo molto drammatico -specie se diamo retta a loro-. Il tutto per seguire supposti dettami divini completamente inventati. È un crimine!

Le nascite non sono un dono di Dio più di quanto non lo sia ogni altro avvenimento programmabile, e non vanno assoggettate a altro che alla razionalità, non sono frutto di un miracolo maggiore di quanto non lo sia l’obiettivo -da raggiungere- di avere una umanità felice e prospera, libera, uguale.

Obiettivo che loro ostacolano ormai dolosamente facendo e dicendo sempre il contrario della scelta razionale. Anticoncettivi, aborto, immigrazione, embriologia, ricerca, eutanasia, etc. PAZZIA!

Faremo la fine dei topi, pur essendo uomini! Dimostreremo sulla nostra pelle che la genetica non erra e che non siamo poi così diversi dagli altri animali. Il tutto in buona parte grazie a loro: paradossalmente, coloro che dicono di essere speciali e nati per “soffio divino”, e non uguali a tutti gli altri esseri del pianeta. Bah! Non manca di una certa ironia tale delirante situazione!

Ma atteniamoci all’oggetto odierno. Da uomo inquieto e interessato a storia e pensiero, una riflessione oggi mi turba e indispone particolarmente rispetto all’uscita del Pontefice sulla “coscienza dei non credenti”, ed essa riguarda il capzioso atteggiamento, suo, di ergersi a portatore di una sorta di “generalità del sacro” e non di relegarsi (come dovrebbe essere) a rappresentante della sola religione cristiana-cattolica.

Facciamoci a capire! Il Papa non è un semplice e distaccato “esperto del sacro”, e meno che mai è un rappresentante speciale di esso -senso del sacro- nell’essere umano, o un portavoce universale, generale dello stesso. Quindi è inutile che vada distribuendo approvazioni e “patentini”, dando voti alla condotta indifferentemente di chi crede o di chi non crede, perdonando e riconciliandosi con tutto il mondo, individuando punti in comune e tutto il resto. Il suo lavoro è parlare a, e dirigere la sua comunità di fedeli.

Lui non ha speciali titoli, come uomo, per rivolgersi universalmente. Il sentimento di sacralità, lo sgomento dinanzi all’esistenza, il senso della scelta morale, lo spavento che ha fatto nascere nell’uomo il ragionamento e, meglio ancora, la filosofia –il thauma-, la riflessione sul senso etc. etc. etc. sono patrimonio comune a chiunque appartenga alla specie, e di certo tanto dei credenti come dei non credenti. Poi ognuno arriverà alle sue personali conclusioni, che mi urta vengano ufficialmente “approvate” o “disapprovate” da un babbeo o da una moltitudine di babbei –come tutti lo siamo- che hanno una loro posizione specifica da difendere e dovrebbero pensare solo a quella.

Il Papa non è l’interprete “di ogni divinità” e meno ancora di una sorta di “Logos” o di un principio unico, etc. (anzi certi “assoluti” sono decisamente avversi alla sua posizione di fede e credenza). Non basta “credere in qualcosa” perché lui possa parlarti come se ti rappresentasse, o avesse un ascendete su di te. O è cristiano, e quindi si differenzia dagli altri e ha senso che esista, o è uguale agli altri (chiunque creda in “qualcosa”), e quindi può benissimo considerarsi prescindibile e scomparire.

Personalmente non credo; sono esattamente ateo, ma chi credesse in un Dio universale, un principio motore di tutto, una forza sovrumana e benigna –o non benigna-, una Natura intelligente, o con un fine razionale -o ostile-, o qualunque altra alternativa che venga in mente, potrebbe ben essere definito un “credente”, ma non sarebbe comunque un “cristiano” e non finirebbe sotto l’egida e la gestione papale delle sue convinzioni. Lui non dovrebbe sentirsi specialmente vicino a loro e viceversa.

Un cristiano –cattolico per di più- è una cosa precisa e solo quella. Crede –deve credere- in un solo -e determinato- Dio che ha mandato sulla terra un altrettanto determinato personaggio –Cristo- che ha avuto una determinata vicenda storica, i cui tratti tra l’altro sono spesso orribili, e che ha avuto precise ripercussioni escatologiche.

Oggi come oggi, la maggior parte della storia raccontata da un cristiano (non voglio offendere nessuno, ma parlare con sincerità) è o ripugnante per la nostra sensibilità, o del tutto inverosimile alla luce delle scoperte scientifiche. Far finta che essa storia abbia, o abbia raggiunto una “astrazione” e “universalità” maggiori di quelle che storicamente sono consentite è solo barare sul tavolo da gioco.

Un cristiano sostiene che è arrivato sulla terra un personaggio figlio di Dio (direttamente) che è stato poi condannato e giustiziato in modo orribile da una popolazione che oggi definiremmo di barbari sanguinari (i romani) che uccidevano gente inchiodandola ad assi di legno. Il Dio cristiano -originariamente ebreo e onnipotente- non ha trovato di meglio che mandare a una atroce morte il suo stesso figlio –uomo e Dio al contempo- per riscattare una progenie di esseri spregevoli, abietti e indifferenti, definiti come congenitamente peccatori, e che lui ricompensa o punisce in eterno, dopo aver creato e scacciato dall’Eden. Quel Dio è lo stesso infallibile Dio di un DETERMINATO testo sacro –la Bibbia, infallibile anch’essa-, e solo e proprio di una DETERMINATA cultura -che è quella ebraica e poi cristiana-.

Dalla venuta di Cristo in poi l’umanità -tranne gli infedeli giudei e gli altri non convertitisi- si conquista l’immortalità e la salvezza eterna, etc. etc. etc. Qui la storia la conosciamo tutti, inutile che mi dilunghi in un mio personale riassunto che rischia di far risentire qualcuno.

Essere cristiano è solo questo! E non anche sentire un certo più o meno vago e intimo “senso del sacro”, che è sempre esistito, che ogni uomo (me compreso) possiede, e che di certo non hanno inventato loro, come non hanno inventato loro –i cristiani- né il Dio unico, né un principio unico, né l’amore, né tutto il resto, tranne la SOLA venuta di Cristo! E basta! Uno tra i tanti molteplici, tra l’altro, miti (per me mito) dai tratti molto simili, che si possono rintracciare nella storia, specie del Medio Oriente –Mitra, etc-.

Come si sa, la scienza ha sempre e solo contribuito ad affossare e smentire tutte (assolutamente tutte) le rappresentazioni del mondo e le strutture immaginate e sottese al loro mito e alla loro religione.

Per questa ragione la loro tecnica di “difesa” è: quando possono, ostacolare il progresso scientifico, la ricerca, la conoscenza, specie in quegli ambiti che mettono in forte dubbio o smentiscono le loro posizioni, e poi, una volta che una idea si impone e radica –perché funziona- affermare che essa “non cambia nulla”, che è perfettamente compatibile non tutto quanto da loro sostenuto. Non è così!

I pianeti e le stelle si sono rivelati essere tutt’altro da quello che loro dicevano essere e di sapere che fossero, l’essere umano idem (durata della vita, struttura psicofisica, genetica etc.), gli animali idem, l’universo è molto più vasto, alcune scoperte scientifiche fanno venire dubbi che sfociano quasi sul ridicolo: Cristo aveva un DNA? Solo di Maria, o anche dello Spirito Santo? Ed esso ne aveva uno particolare preso per l’occasione col quale lo ha mescolato, o Dio stesso ha un DNA suo, etc.? Sono loro che precisano e puntualizzano su tutto, vogliono spiegare tutto, spacciano verità e poi sbagliano pure alla grande.

Ricordiamolo! La figura del Cristo non è mitologica (secondo chi crede) ma storica! E questo sarebbe “il gran passo avanti” rispetto a tutte le altre religioni (mitiche). Essa non può essere errata e non è simbolica, basata sul simbolismo, sull’interpretazione, ma effettivamente vera.

La Bibbia e poi i vangeli, non sono fallaci, per chi crede, non possono esserlo. Se affermano una cosa non parlano “a vanvera” come il Kalevala, o l’Edda, o i miti greci, o tanti testi sacri di altre religioni, ma affermano fatti storici e fisici, per di più in modo universalmente esatto e preciso, e valido per tutti gli esseri umani della storia. Se il sole si è fermato, esso –per un credente- si è effettivamente fermato; se il mare si è aperto esso si è aperto; se la terra ha seimila anni, essa deve avere solo seimila anni; se per farmi capire a me una cosa, uomo del 2013, il testo sacro usa una figura pastorale, per me tal cosa deve essere chiara e comprensibile esattamente come per un pastore del duemila avanti Cristo, anche se io non ho mai visto una pecora in vita mia, e così inondazioni e arche che portano le specie (batteri compresi), piaghe, apocalissi con tanto di cavalieri, etc., etc., etc.

Una persona che oggi credesse davvero in tutto questo marasma di idiozie, non dovrebbe usare i raggi x, la tv, la radio, telefoni, etc. perché tutto ciò è frutto di rappresentazioni della realtà che smentiscono, o sono in conflitto con, quella che loro reputano essere la verità.

Non è che uno non voglia accettare la mano tesa da un benigno e accomodante anziano signore dal simpatico sorriso, è che quella mano la sta tendendo non chi può salvare qualcuno, ma chi è in pericolo di perdere la propria stessa vita. Sono loro che rischiano sempre di più –come è giusto che sia, e come è successo ad altre migliaia di credenze prima della loro- di venire spazzati via da una nuova e incompatibile –e certa, questa volta- visione del mondo e dell’universo. Che la gente usa e di cui si avvantaggia, ma che non ama abbastanza.

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