Suicidi

Che pazienza che ho avuto! A ripensarci non ci credo!

La prima volta ci sono arrivato tardi, verso i quaranta. Poi mi sono pentito di aver atteso così tanto. Mi ero proprio rotto i coglioni, nella ridondanza di merda onnipresente, non sopportavo più nessuno, politici, cittadini, parenti, persino gli amici. Ero arrivato al limite.

Teneteveli voi i vegani, gli ecologisti, i complottisti! Io ho finito con questo schifo, addio!

Ma come spesso accade il “casus belli” potrebbe sembrare irrilevante a molti, esagerata la reazione. Ascoltare però in tv per l’ennesima volta che dei viaggiatori interstellari sarebbero arrivati da noi per fare dei cerchi sui campi di mais e andarsene è stato troppo. Il giorno stesso presi una corda e mi impiccai!

Dopo circa un’oretta dovevo essere freddo! Non ricordo niente dopo essere morto, solo che tre giorni dopo mi sono risvegliato a casa dei miei genitori, come se non fosse successo nulla.

Poi mi raccontarono che mi avevano fatto il funerale; mi fecero pure vedere un filmino, fui contento perché oltre ai miei ci stava parecchia gentaglia e marmaglia umana che piangeva e pareva sincera. Oh! Mi dissi. Almeno qualcuno s’è affezionato a me in quattro luride decadi di crisi perenne. Qualcuno l’ho beccato a ridere e scherzare comunque!

Insomma niente, a vedermi di nuovo tra i vivi la gente proprio non si capacitava, era un miracolo, nessuno sapeva spiegare cosa fosse successo. Aprirono la bara, era vuota.

Tutti studiavano il caso, la tv, i giornali ne parlavano. La chiesa ci voleva mettere del suo, ma io chiarii subito che ero ateo  e assai blasfemo oltre che suicida e quindi dissero che era opera del demonio. Alla fine in tanti fecero finta di nulla (che poi era quello che speravo) e rubricarono il caso tra quelli di morte apparente.

Me ne fottevo delle opinioni altrui, ma ora tutti mi prestavano attenzione, volevano uscire con me, tenermi sollevato; mica si erano accorti che ero così depresso! Il fatto di avermi perso, pensando che fosse per sempre, faceva apparire quei soli tre giorni di assenza come un’abissale eternità. Mi abbracciavano, baciavano, mamma preparava i miei piatti preferiti. Un sacco i donne mi dicevano di avermi sempre amato! Psicopatiche! Insomma comunque qualcosa di buono ne era venuto.

Mi si facevano pure tante domande, ma io ero allo scuro di tutto, così presto la finirono e basta! Bisogna accettare le cose per quello che sono, mica ci si può fare nulla! Non era mai successo prima? E che ci potevo fare? Ora è successo! Uno è morto e tre giorni dopo è rinato, ricominciando da dove aveva lasciato. Che ti vuoi sorprendere più di tanto? Se non è sorprendente essere nati… niente altro lo è! Presto tutti facemmo finta di niente, faceva comodo a tutti.

Decisi che le cose dovevano andare avanti come erano sempre andate. Come se non fosse mai avvenuto quell’intoppo!

Se mi si chiedeva perché mai avessi desiderato tirare le cuoia rispondevo sempre che se li sopportassero loro tutti gli imbecilli che girano! Così la gente cercava di evitare di rompere con frasi e prese di posizione idiote. Dopo tutto assumevano che davvero certe affermazioni dovevano mandarmi fuori di testa, se ero stato disposto a strangolarmi per bene con una corda pur di non sentirle.

Fa male? Chiedevano i più temerari. Tu che dici? Farà male, no? Una corda che ti sega il collo! Certo che fa male! Fa un male boia! Poi hai paura, una volta che penzoli le provi tutte per tornare indietro, ti stiri, contrai, provi a tirarti su. Poi muori, ma ci metti un bel po’. Pare non finire mai. Non lo volevo più rifare. Manco morto!

Forse a causa delle attenzioni ricevute per un po’ vivevo meglio che prima di suicidarmi, la gente poi un po’ mi temeva, mi guardava strano. Si sentiva in colpa, mi offriva da bere. Non c’è comunque modo di salvarsi in toto dall’idiozia. Per quanto mi desse fastidio l’unica cosa da fare sarebbe stata farci il callo, ma è che proprio io non ce la faccio!

Pure colpa mia, eh! Siamo onesti! Mi sarei ameno dovuto cancellare da Facebook, per tutelarmi. Invece come un pollo insistevo. E via ancora con tutto il bailamme! Piatti di pasta, selfie brutti, scarpe nuove, viaggi, filosofia spiccia, citazioni errate, gente che si auto motiva e si convince di essere eccezionale e importante, o che il mondo va alla grande se lo vedi alla grande, errori grammaticali, e ortografici, chi si lamenta di tutto, innamorati, sposi, animali, proteste civili, nazisti, pubblicità, musica, film, spezzoni e triti di tutto, ovunque fenomeni, bambini e massacri, un delirio continuo!

Io scrivevo solo haiku brutti! Per dare fastidio anche io: il mio contributo alla bestemmia di esistere per comunicare. Specialmente ci tenevo a che fossero proprio brutti! Ci ragionavo sui parecchio col mio Gulliver per trovare la frase più brutta possibile. Semplicemente brutti è la parola! Mi piace: brutto!

Ero orgoglioso di essi, ah, ma anche delle mie variazioni delle frasi del duce, spingendole verso il sessuale e il volgare. Meglio vivere un giorno da leoni, ma ancora meglio farsi una a pecora. Meglio morire in piedi facendosi fare un pompino in ginocchio. È l’aratro che traccia il solco, ma tutto sommato è la sorca che conta! Dalla merda nascono i fiori, ma dai diamanti parecchi pompini ciascuno… No, questa non è del duce mi sa.

Un bel giorno ammazzano un’orsa! Povera bestia! Riuscirono a farmela stare sulle palle, povero animale. Non ce la facevo più a leggere frasi deliranti. Iniziai pure io a prendere posizione a lottare a indignarmi come un normale imbecille.

Fui travolto dallo spesso e appiccicoso nulla dell’emotività, mi sentivo annegare, soffocare, come quando magari ti spingono un cazzo enorme giù per la gola, o per lo meno questo immaginavo come paragone, perché la sensazione era immonda, non era come bere acqua di mare.

Ricordai l’impiccagione! I tre giorni mai vissuti di riposo, il dolore della corda. Ebbene sì! Non era stato peggiore che essere travolto da quel fiume in piena di merda in forma di parole liquide e che sfocia nel blasfemar dolce di questo mare.

Stavolta niente cappi! Povcoddiocaro! Ci si fa saltare la testa con una pallottola cal. 357 magnum! Ottima idea! La mia pallottola preferita! Uscii di casa un pomeriggio, chiesi a mia moglie di portarmi al grande magazzino, negli USA le armi te le danno pure coi punti del supermercato, scelsi un bel cannone, Colt, il mio preferito! Se si deve crepare, almeno si faccia alla grande! No, alla grande magari no, ma almeno al meglio che si possa.

Tornai a casa con mia moglie che cercava di farmi cambiare idea! Non è religiosa per niente quindi per lo meno non diceva frasi di merda come: “Dio ti ha dato questa seconda possibilità, non la sprecare”. Nella mia personale leggenda fa bene a nascondersi per la vergogna Dio, anche perché se lo acchiappo sono cazzi suoi! Altro che!

No! Ero irremovibile! Non se ne parla di continuare a stare su questo pianeta di idioti, ritardati e cerebrolesi, zanzare, bestie, ragni! Mi dispiace, ti voglio bene! Ti amo! Ma me ne vado!

Dato che c’ero mi divertii un po’ nel giardino di casa avevo uno strafottio di pallottole, e me ne serviva solo una. Ne risparmiai tre, non si sa mai, pensai, ma in effetti si sa! Ne serve una! Che vuoi discutere!

Oh, magari veniva voglia di suicidarsi pure a mia moglie… la pallottola c’era, e se era mal funzionante ne aveva una seconda. Poi facesse lei…

Sistemai bene l’incerata in garage, non volevo lasciare un casino difficile da pulire, povera donna! Mi sparai dritto a una tempia. Per fortuna il proiettile fece il suo lavoro e non deviò, non rimbalzò, non fece nessuna delle cose che ogni tanto si leggono! Mi fece esplodere il cranio che era una bellezza. Frammenti ovunque! Se fossi stato lì avrei detto: eeee vai!

Non si capisce la gente che “tenta il suicidio”, come cazzo fai a sbagliare? È così facile! Che ti trema la mano? O forse ero solo stato fortunato! Stecchito!

Eccoci di nuovo: rimpatrio, funerale, pianti, stavolta non mi ero proprio salvato! Impossibile! E che diamine, non avevo più la testa! Che vuoi resuscitare stavolta?

E invece! Tre giorni dopo ci risiamo! Ma a casa mia stavolta e non dai miei! Mi sveglio, mia moglie piange per la gioia, baci abbracci, si scappa la chiavata di bentornato. Poi mi vado a fare la doccia con un po’ di disappunto.

Possibile che tra tutti i deficienti che vogliono vivere e sono attaccati alla vita proprio a me doveva capitare questa rogna di resuscitare ogni volta? Quante volte sarebbe durata ‘sta rottura di palle?

Ovviamente si rifà tutta la trafila, si comunica la mia nuova vita a tutti, i giornali ricominciano, la Chiesa non prende posizione. Imbestialiti dal fatto che io ero resuscitato una volta più di Cristo. Io per tenerli buoni minimizzavo, come coi bambini, non potevo competere, quello era finito in Cielo, io ancora lì stavo!

Ne sanno quanto gli altri, ma tutti a chiedere a loro! Mica a me! Che non ne so nulla manco io, ma almeno lo dico! E poi sono il diretto interessato dopo tutto. Va bene! Dopo un po’ le acque si calmano e io ricomincio con la mia vita di sempre, e sempre annoiato e tediato dai cretini.

Devo trovare una soluzione! Penso. Che devo fare? Vivere per forza? Ma che è uno scherzo? Di pessimo gusto! E non solo! Mi tocca pure lavorare! Anche perché ‘sto scherzetto costa caro! Ogni volta un funerale! Per laico che voglia essere la bara ce la vuole, m’era partita mezza eredità. E anche mia moglie, per quanto non sia affatto attaccata ai soldi, un po’ si preoccupava.

Mi chiede di giurare di non provarci più! Col cavolo! Rispondo. Semmai lei mi deve giurare di non farmi più funerali! O almeno aspettasse tre giorni! Sennò ogni volta è lo stesso.

Ti senti come quelli che vanno via da un posto e dopo un minuto realizzano che hanno lasciato l’ombrello. Non si dice mai, ma è proprio fastidioso, e imbarazzante, per tutti, per te che rientri e per gli altri che devono salutare di nuovo; già lo avevano fatto e con più entusiasmo. Adesso però sparisci davvero, per favore!

Per non menzionare la figura da deficiente che fai! Nel mio caso nessuna figura da deficiente! Non avevo dimenticato nulla! Anzi, un po’ andavo orgoglioso di essermi ammazzato due volte senza fallire! Non è da tutti.

C’era persino gente che mi chiedeva consulenze. Qualcuno mi aveva persino suggerito di farmi pagare, ma non è da me speculare sul dolore altrui, sono mica un prete.

Insomma! Io su questo pianeta non ci voglio stare! Che devo fare? Devo sopportare tutta questa gente che mi irrita e dà fastidio? Per non parlare dello schifo! Mi fanno schifo gli indiani lerci, i cinesi, gli islamici tutti, già solo questi tre gruppi sommano una buona parte dell’umanità. Fosse per me, poi, la maggior parte delle specie animali sarebbe da sterminarle!

E se devo riferirmi alle persone di casa mia, mi fanno cagare quasi tutti, per un verso o per l’altro. I fighetti, le troiette, i benpensanti, la bella gente, gli ignoranti, gli intellettuali (specie quelli del cinema! Il cinema proprio non lo sopporto! Mi fa diventare matto pensare che quelli si definiscono artisti, con le porcate che fanno) e così via: giornalisti, tv, etc.

Mentre ci pensavo, ai film di Bellocchio, Tornatore, o qualche altro esperto di lagne, m’era già venuta voglia di suicidarmi di nuovo.

Fa presto a dire mia moglie! Non ci pensare! Ti pare facile! Questi poi danno pure conferenze stampa, invece di vergognarsi vogliono farsi notare… che ci devo fare? Se invece di ammazzarmi io iniziassi ad ammazzare loro finirei in galera, mica no! Che mi danno qualche attenuante perché ci ho messo buona volontà, ci ho provato a morire io, ma è che non mi riesce e allora ho iniziato a cambiare il mondo… ?

Ti pare! Che mi danno una medaglia? Mi mettono di filato in carcere e buttano via la chiave! Così già faccio una vita di merda e la peggioro pure!

E poi, se putacaso iniziassi a sterminare tutti a partire dal Festival di Venezia, no? Che lo odio! Quanto ci metterei a terminare il lavoro? Dovrei accoppare almeno, a tenerci bassi, un quattro miliardi di persone, il tempo che ci vuole? Se facessi tutto da solo… e i soldi? Che faccio li abbatto tutti con la mazza da baseball per non pagare il gas o il piombo? Eh sì! Va bene avere i muscoli, ma credo che dopo una mezz’ora a spaccare crani a mazzate continue, molla pure uno strong man professionista.

Insomma, l’unica via è quella di ammazzarsi una volta per tutte e non resuscitare.

Questa volta scelgo il veleno! Lo devo rubare, il farmacista non me lo vuole dare, anche se mi riconosce dalla storia dei mancati suicidi non è disposto a rischiare, e se poi stavolta non risorgo? Lo incriminano di sicuro. Che poi non glielo voglio dire, ma forse lo incriminerebbero pure se risorgessi, dopo tutto il suicidio è avvenuto davvero e la legge non contempla risorgimenti.

Oh! Non ti aiuta una persona che sia una! Manco per una cosa importante come questa! Una questione di vita o di morte! Umana indifferenza! Una ragione in più per andarsene nel buio!

Muoio di nuovo, stavolta le lacrime sono meno, e tre giorni dopo ci risiamo! Rieccomi qui, come sempre, vuoto per tre giorni, a me pare di essere rinato subito, ma la data conferma il passo del tempo. Ultimo ricordo stavolta? Io che mi addormento! Qualcosa che nessuno è mai riuscito a descrivere, quindi manco ci provo.

Almeno è chiaro che col veleno non si soffre. Poi con la pratica non mi fa nemmeno più tanta paura la morte. Certo non è che sia piacevole crepare, ma è sempre meglio che campare!

Ho provato a non farmi venire pensieri suicidi nascondendo la maggior parte dei miei contatti di Facebook, perché pure se sono tutti selezionati, a loro volta i miei amici non selezionano i loro e sulla mia bacheca finisce comunque per arrivarci ogni porcheria. Le leggo e mi deprimo! È che proprio odio la gente!

Pensavo che questo rimedio avesse i suoi effetti, e invece sono solo diventato più schizzinoso, ora mi stanno sulle palle persino i metallari, per esempio! Pure loro paiono i soci del circolo dell’accademia militare, ci stanno le gerarchie, i saluti, i rituali, le regole, solo che non sanno fare un cazzo: né pilotare aerei, né guidare carri, e sono lerci.

Tempo fa lessi una citazione secondo me non autentica di Leopardi, l’unico poeta che amo, e la frase, forse scritta da qualche cialtrone mi ha così irritato che mi sono preso subito i tre giorni di riposo postmortem. Ah, signora! Quella che lei crede una gobba è l’astuccio delle mie ali. Ma ti pare che Giacomo scriveva una cazzata del genere? Se lo ha fatto non lo leggo più!

Non ci ho pensato su nemmeno un minuto! Mi sono alzato, mi sono messo a letto con una bella dose di veleno che m’era rimasta. La stricnina è la migliore amica dell’uomo, ma la morfina è anche meglio!

Adesso è diventata proprio un’abitudine, quasi quotidiana, sono dipendente da suicidio, fino a che non arriverà la volta buona per lo meno!

Mia moglie s’è abituata a vedermi un giorno ogni quattro, non ci fa più caso. Ci diamo la buona notte, io mi avveleno, mi lascia direttamente a letto, non mi sposta nemmeno più, non le dà fastidio riposare per qualche giorno con un cadavere vicino. Che poi è il mio di cadavere, mica quello di uno qualunque!

Mi risveglio e nelle notizie sfortunatamente appare qualche faccia di politico italiano di merda? Anche se non risiedo più lì non lo posso accettare! Via! Suicidio immediato! Berluconi nel 2014? Suicidio immediato! Cinema italiano? Suicidio! Il volto viscido di un servo da Egitto faraonico come Vespa? Per carità! Suicidio in gran carriera! Mi viene in mente che ancora esistono popolazioni di merda come i sardi? Mi suicido di volata! Il papa fa l’occhiolino, mi suicido eccome! In pompa magna! Fabio Volo ancora imbratta carte? Mi spiace ma questo pianeta non è sufficientemente grande per ospitarci entrambi! Suicidio! E tutte le troie con le foto con le labbra a culo di gallina, o la lingua di fuori? Suicidio im-me-dia-to!!!

Prima o poi riuscirò a crepare! Dico io! Mica può essere davvero vero che esistiamo davvero! Anche se credo che camperò un bel po’! Mi sa proprio che sono uno longevo. In primo luogo non so come vengono computati i tre giorni di morte, se durante invecchio o no. In teoria dovrei decompormi, che è anche peggio che invecchiare, ma a guardarmi allo specchio non direi che funziona, sono in gran forma, anzi, ogni volta che mi suicido risorgo che sono più asciutto, tonico.

Dopo tutto morire è un bel trauma, un allenamento completo! Anche se scegli (capita il più delle volte) semplicemente di avvelenarti. Eh, ma mi sono tolto anche qualche bella soddisfazione, per esempio una volta sono morto di infarto bevendo in un sorso bottiglie intere di whisky. Un suicidio costosetto, ma all’inizio della terza il mio cuore non ce l’ha fatta! Morto!

Ne è valsa la pena, non tutti possono vantare un’impresa del genere, ma fa un male cane! Non lo farò mai più! Certe cose si fanno solo per poterle raccontare, si sa. Le donne si mettono i tacchi, gli uomini fanno sport violenti e imprese idiote. Tutto per scopare. Che specie di merda!

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