Sulla “Supremazia Bianca”

È una vita che vedo gente che si definisce in qualche modo “superiore”.
Ieri qui a causa di questi “estroversi geni”, che non amano le ipocrisie e chiamano le cose “col loro nome”, qualcuno ci ha rimesso la pelle, altri sono finiti in ospedale.

Va bene, se uno è superiore è superiore, perché girarci attorno, niente politicamente corretto, niente ambiguità, si dica: superiori!
E tanti si definiscono superiori, mentre non ho mai sentito nessuno definirsi inferiore. Ci sarà qualcuno inferiore a qualcun altro, no? Anche solo su un aspetto.
Tutti sono superiori, eppure in giro c’è tanta mediocrità e non vedo sinceramente tutta questa gente che brilla. Difficile mettere insieme il quadro generale.
Ma vediamo bene, superiori in cosa?
Quelli di ieri, supremazia bianca, paiono metterla, di fatto, su un piano piuttosto fisico, anche se ambiguamente il riferimento alla razza parrebbe estendersi poi a un’intera cultura e quindi civiltà, quella occidentale, con un sintetico: “l’uomo bianco ha fatto tutto”, cioè tutto quello che di utile usiamo e vogliamo.
Se la questione fosse solo fisica, per essere superiore devi essere alto, non puoi essere basso, e oggi non basta essere nei 180 cm. ma ne servono almeno 190, non puoi essere secco, i secchi sono fisicamente inferiori, e nemmeno eccessivamente grasso, le cicciabombe sono disgustosamente inferiori. Ieri, da quello che ho visto, era pieno di bassi, di grassi, e di secchi.
Se la questione non è fisica, come da scuola classica, dove pur vivendo in epoche dove la prestanza fisica era più utile di ora, s’era già capito che la caratteristica prima dell’uomo è la sua intelligenza, devi essere intelligente; cioè devi essere dotato di un ottimo quoziente intellettivo e devi svilupparlo con studi ed esercizi, dato che da solo non prospera, come manco i muscoli.
Ebbene, una persona intelligente ha altro da fare che gridare e scalmanarsi, sa motivare meglio le proprie ragioni che con confusi riferimenti ed erronei ad appartenenze di fantasia.
Nessuno pare in quell’ambiente né particolarmente dotato di cervello, e neppure preparato in alcun modo, sono persone molto ignoranti, che parlano e si spiegano male, che non sanno nulla, e che non potrebbero mai trovare la soluzione ad alcun problema.
Di solito, chi non è in grado di trovare soluzioni ai problemi è parte degli stessi; è una zavorra, tanto per essere altrettanto diretti e brutali.
Quindi anche dal punto di vista intellettivo questi individui sono da considerarsi inferiori ad altri.
Rimane il sentirsi superiori per via di un’appartenenza.
Questo implicitamente significa che come individui si è inferiori (mi spiace, ma…), ma si partecipa come parassiti della grandezza di altri.
In questo caso gli altri sono quelli che hanno spinto il mondo occidentale all’attuale progresso tecnologico e di benessere. Queste persone però, nella loro pratica totalità, non sono simpatizzanti del concetto di supremazia razziale, ed in genere non sono affatto inclini a vedere il mondo come una lotta e una classifica tra esseri superiori e inferiori.
Anzi, se ci si riferisce alla comunità scientifica, essa è aperta a chiunque voglia farne parte e da tempo si basa più sulla cooperazione, che sulla gelosia. Anche solo perché la cooperazione funziona meglio della gelosia e dell’egoismo. Quindi si tratta di una “superiorità” basata sull’opposto di quello che chi ama la superiorità propone. L’umanesimo, poi, non ha mai privilegiato altro che l’uomo e il bello che sa produrre, non solo a prescindere dalla razza, ma anche al di là di fini euristici e strettamente materiali ed economici.
È curioso che affinché questi soggetti possano arrivare ad avere un minimo di ragione, e la civiltà occidentale possa prendere il volo, bisogna dargli torto, cioè dovrebbero scomparire del tutto: loro sono la parte inutile e dannosa della stessa.
Ma ammettiamo anche che superiorità e supremazia siano rilevanti e che esista un metodo per sapere chi è superiore a chi. Da dove discende che l’essere superiori conduca all’autocelebrazione narcisistica, alla prepotenza, invece che a maggiori responsabilità?
Perché, per esempio, è apprezzabile un soggetto che essendo più alto di un altro, allunghi un braccio per prendere una cosa a cui l’altro non arriva, non altrettanto chi iniziasse a prenderlo in giro, beandosi di quanto sia superiore e alto.
A nessuno piacciono le teste di cazzo, e se questi poveracci della “supremazia bianca” non fossero violenti e bulli, farebbero solo tenerezza e non ci si terrebbe a definirli inferiori, si userebbe l’umana comprensione e li si lascerebbe in stare per pietà. Invece si meritano di essere insultati. 
E se ti definisci superiore, tra l’altro senza aver mai dimostrato nulla personalmente, ma solo appropriandoti di traguardi raggiunti da gente che non solo non ti conosce, ma che se ti conoscesse ti eviterebbe come la peste, sei solo un testa di cazzo (mi scuso), prima lo capisci meno problemi creerai e meno umiliazioni sarai costretto a sopportare.
 
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